Con una mossa molto poco comprensibile, Ubisoft sta tagliando notevolmente la forza lavoro sul franchise di Rainbow Six: Siege, uno dei titoli ancora oggi di punta della compagnia francese.
Ubisoft ha apportato una piccola ma importante rivoluzione, l’ennesima, proprio in queste ore. Insider Gaming ha appreso che la sede di Ubisoft a Winnipeg è stata chiusa, con conseguenti decine di licenziamenti. Secondo quanto riferito, i dipendenti ne sono venuti a conoscenza mercoledì mattina durante una riunione con la dirigenza. Al momento i dettagli sulla chiusura sono scarsi, ma si ritiene che circa 85 dipendenti perderanno il lavoro.
La divisione di Winnipeg non è però l’unica colpita. Lo stesso portale rivela infatti che almeno 120 sviluppatori, ovvero circa il 12%, di quelli che lavorano a Rainbow Six Siege presso Ubisoft Montreal, verranno licenziati. Inoltre, circa 50 persone verranno trasferite da Rainbow Six Siege Mobile a un progetto non ancora annunciato.
Si dice che al momento non si tratti di licenziamenti. Tuttavia, le fonti non escludono la possibilità di ulteriori licenziamenti in un prossimo futuro.
Ubisoft sta cercando di riprendersi dopo anni molto pesanti per la compagnia, e a farne le spese è addirittura un gioco come Rainbow Six: Siege, lanciato quasi 11 anni fa ma ancora oggi titolo di punta del settore esport e della stessa compagnia francese. I giocatori, apprendendo queste notizie, iniziano a temere che il futuro di R6 sia a rischio, nonostante i precedenti proclami di Ubisoft su un supporto ancora lunghissimo per il gioco.
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