Dead by Daylight ha compiuto ieri 10 anni. Il multiplayer horror asimmetrico di Behaviour Interactive continua a essere uno dei punti di riferimento del genere sin dal debutto, contribuendo a renderlo popolare e a trasformarlo, nel corso di un decennio, in un vero e proprio filone dell’industria videoludica.
Nato come un’esperienza 4 contro 1 ispirata agli archetipi del cinema horror, Dead by Daylight si è progressivamente trasformato in una sorta di museo dell’orrore interattivo. Nel tempo, il gioco ha ospitato decine di collaborazioni su licenza con franchise iconici come A Nightmare on Elm Street, Ringu e The Walking Dead, affiancandole a un ampio cast di personaggi originali.
In vista delle celebrazioni per l’anniversario, alcuni membri del team di Behaviour Interactive hanno illustrato le novità in arrivo, tra cui una nuova mappa ispirata agli spazi liminali, aggiornamenti al gameplay e al comparto visivo, oltre a una modalità zombie. Tra i progetti dello studio, però, non figura Dead by Daylight 2.
Pensiamo che la risposta sia “no”. Naturalmente non si può mai dire mai, ma siamo convinti che la risposta sia no. Vogliamo assicurarci di ampliare i nostri sforzi per reinvestire nel gioco, dove merita investimenti importanti. Il nostro obiettivo è garantire al team il tempo necessario per riflettere su DBD, senza dover correre continuamente, perché gestire un live service è difficile: la cadenza dei contenuti, e tutto il resto.
Ramos ha spiegato che Behaviour sta lavorando per offrire ai team più tempo per progettare con cura e rafforzare le fondamenta tecniche del gioco.
Vogliamo che abbiano tempo per respirare, per pensare, per progettare nel modo giusto e costruire basi tecniche capaci di offrire più strumenti e più possibilità. Se mai dovessimo creare un DBD 2, sarebbe sicuramente diverso: si giocherebbe in modo diverso, avrebbe sensazioni diverse. E non è qualcosa che vogliamo davvero, perché non vogliamo che i nostri giocatori perdano quella sensazione di casa.
Più che puntare su un sequel, Behaviour Interactive ritiene quindi di poter continuare a far crescere Dead by Daylight, evitando ai giocatori di dover ricominciare da zero. Sviluppare un titolo che ha ormai dieci anni comporta inevitabilmente delle sfide, ma il direttore creativo Dave Richard sottolinea che il team non dà per scontato il successo ottenuto.
Secondo Richard, al posto di un seguito tradizionale lo studio preferirebbe esplorare nuove modalità all’interno di DBD o sviluppare altri giochi ambientati nel suo universo, senza però realizzare un sequel diretto.
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