Vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se, invece di andare all’università aveste deciso di mollare gli studi? Oppure se aveste confessato il vostro amore alla cotta delle medie? O ancora se aveste intrapreso una carriera completamente diversa? L’anno scorso un titolo originale ha provato a rispondere ad alcune di queste domande esistenziali, ovvero The Alters. Noi ce ne eravamo occupati già in passato, e il successo di critica e di pubblico è stato sorprendente, tanto che gli 11 bit studios hanno già in programma per il 13 luglio l’uscita del primo contenuto aggiuntivo, ovvero Last Variable.
Non basta farsi in quattro…

Ma che cos’è esattamente The Alters? Come già accennato, si tratta di una fusione tra survival, gestionale ed esplorazione. Vestiamo i panni di Jan Dolski, membro di una missione spaziale incaricata di individuare un nuovo minerale chiamato Rapidium, una risorsa potenzialmente in grado di accelerare enormemente il progresso dell’umanità. Naturalmente, tutto va storto. I compagni di Jan muoiono e lui, chiedendosi ancora come sia possibile, si ritrova completamente solo su un pianeta alieno.
Essendo un semplice operaio senza competenze nella gestione di una base mobile, Jan scopre una possibilità moralmente discutibile: utilizzare il Rapidium e campioni del proprio DNA per creare gli Alters, versioni alternative di sé stesso. Non si tratta però di semplici cloni. Sono incarnazioni di Jan provenienti da linee temporali differenti, in cui a un certo punto della vita hanno preso decisioni diverse, diventando ad esempio scienziati, minatori o terapeuti. In una situazione disperata come quella in cui si trova, avere a disposizione mani esperte è più che necessario, e così decide di sfruttare questa possibilità nonostante i dubbi etici.
L’obiettivo è sopravvivere, riparare la base, raccogliere quanto più Rapidium possibile (non certo per volontà personale, ma le corporazioni raramente mettono il benessere dei dipendenti al primo posto), raggiungere il punto di evacuazione e fuggire dal pianeta. Il tempo stringe: ci troviamo pericolosamente vicini a un sole che, nel giro di poco, sarà in grado di incenerirci.
La storia è suddivisa in un prologo, tre atti piuttosto corposi e una serie di brevi viaggi o intermezzi che li collegano. Fidatevi però di una cosa: difficilmente vi fermerete a una sola partita.
L’aspetto narrativo è probabilmente il punto di forza più evidente di The Alters, oltre a essere strettamente intrecciato con il gameplay. Quella che all’inizio sembra una missione semplice, ovvero sopravvivere e scappare, si complica molto rapidamente. Più versioni alternative di Jan creiamo, più problemi emergono, ma aumentano anche le possibili soluzioni.
Ogni Alter possiede infatti ricordi, preferenze, sogni e obiettivi propri. Sanno perfettamente di essere “gli altri”, versioni secondarie dell’originale, ma conservano comunque il ricordo di oltre trent’anni di vita vissuta. Per loro quelle esperienze sono reali.
Gestione, creazione, esplorazione…

Come già accennato, l’avventura è suddivisa in un prologo e tre atti principali. In ognuno di essi ci troviamo in una diversa regione del pianeta, dove, per un motivo o per l’altro, siamo temporaneamente bloccati. L’azione si sviluppa nell’arco di più giorni e, durante ciascuno di essi, possiamo fare praticamente ciò che vogliamo. C’è sempre un obiettivo principale e diversi incarichi secondari.
Nel frattempo, le varie versioni di Jan potrebbero avere bisogno del nostro aiuto. A volte si tratta di richieste semplici che richiedono soltanto una conversazione e la scelta delle opzioni di dialogo più appropriate; altre volte danno origine a intere sottotrame che potreste persino non vedere mai.
Ma The Alters è molto più di semplici dialoghi e finestre di testo. Ogni giornata, un po’ come accade in Stardew Valley (sì, il paragone è insolito, lo sappiamo…), limita il numero di azioni che possiamo compiere. Se ci alziamo alle 7:00 del mattino, abbiamo tempo fino al primo pomeriggio prima che Jan inizi ad accusare la stanchezza. Inoltre, a determinate ore della giornata il livello di radiazioni sul pianeta aumenta sensibilmente e uscire all’aperto diventa rischioso.
D’altra parte, proprio durante questi periodi possono comparire nuovi giacimenti di materiali preziosi. Vale la pena correre il rischio?
L’esplorazione si è rivelata uno degli aspetti che abbiamo preferito in assoluto, ricordandoci per certi versi Death Stranding, soprattutto per quanto riguarda l’atmosfera e il design degli ambienti.
Saremo noi a dover installare punti di viaggio rapido e macchinari estrattivi ai quali potremo teletrasportarci successivamente. Il sistema funziona molto bene perché ogni nodo deve essere collegato alla base o a un altro nodo e possiede un raggio d’azione limitato. Di conseguenza bisogna pianificare attentamente il posizionamento, tenendo conto anche degli ostacoli naturali, come i soffitti troppo bassi all’interno delle grotte.
Durante l’esplorazione troveremo inoltre giacimenti sparsi, collezionabili e ricordi personali che Jan ha portato con sé durante la missione. Questi oggetti possono essere regalati agli Alters per rafforzare il rapporto con loro.
Naturalmente non mancano le anomalie ambientali. Alcune possono essere evitate muovendosi lentamente, altre iniziano a inseguirci, mentre altre ancora prosciugano completamente le batterie della tuta spaziale, fondamentali per arrampicarsi o utilizzare strumenti speciali.
La cosa interessante è che praticamente nulla viene fatto automaticamente. Persino un semplice punto di estrazione deve essere installato solo dopo aver analizzato il terreno con apposite sonde.
Un altro aspetto fondamentale del gameplay riguarda proprio la creazione degli Alters. Per farlo serve un computer quantistico sufficientemente avanzato. Più il sistema è potente, maggiore sarà il numero di versioni alternative di Jan che potremo mantenere contemporaneamente. Con il progredire della storia questo limite aumenterà gradualmente.
Attraverso una speciale linea temporale selezioniamo un ricordo cruciale della vita di Jan, sapendo già quale professione emergerà da quella scelta alternativa: medico, tecnico, minatore e così via. Alcuni percorsi possono poi ramificarsi ulteriormente; ad esempio, una particolare decisione presa dopo aver scelto il Medico può portare alla nascita di un Terapeuta.
La timeline mostra l’intera vita di quell’Alter, dal momento in cui la sua esistenza prende una direzione diversa fino all’arruolamento nella missione spaziale. Alcune di queste storie, raccontate tramite testi e illustrazioni, riescono a essere sorprendentemente toccanti.
The Last Variable, il nuovo DLC

Il 13 luglio, come dicevamo, sono previste delle grandi novità, grazie all’arrivo della nuova espansione narrativa The Last Variable, un contenuto aggiuntivo che sposterà l’attenzione in particolare su una delle versioni del protagonista: Jan Scienziato.
Questa volta, mentre gli altri Jan hanno abbandonato la missione, lo Scienziato decide di rimanere sul pianeta per inseguire la sua vera vocazione, formando un’équipe composta esclusivamente da nuove varianti di sé stesso: geologi, biologi, chimici e fisici creati attraverso il processo degli Alters. Al centro della nuova storia troviamo il mistero dell’Oasi, un paradiso rigoglioso che sembra sfidare ogni legge della natura e che Jan è determinato a comprendere a qualunque costo.
Per svelarne i segreti sarà necessario terraformare nove diverse aree del pianeta, modificando l’ambiente circostante e affrontando fenomeni sempre più pericolosi, tra terremoti devastanti e livelli di radiazione in costante aumento. Il DLC introdurrà inoltre una nuova dimensione strategica legata alla costruzione di basi sotterranee, indispensabili per sopravvivere ai lunghissimi cicli planetari caratterizzati da albe roventi che costringono gli esploratori a rifugiarsi nel sottosuolo per anni.
Nuovi moduli, come la Camera di Criosonno, permetteranno di accelerare il trascorrere del tempo e osservare gli effetti a lungo termine delle proprie scelte scientifiche, mentre laboratori da campo e tecnologie inedite consentiranno agli Alters di continuare le ricerche anche durante il sonno criogenico del protagonista.
Grazie a nuove risorse da estrarre, strutture avanzate da costruire e interrogativi esistenziali legati all’invecchiamento e alla fragilità umana, The Last Variable amplierà in modo significativo le tematiche scientifiche e filosofiche che hanno reso The Alters una delle sorprese più apprezzate dello scorso anno. Siete pronti a scoprire uno dei futuri di Jan?
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