Dobbiamo partire da una premessa fondamentale: fin dalle prime immagini e dai primi trailer pubblicati, il paragone tra Duskfade e Kingdom Hearts è apparso inevitabile.
Il titolo presenta infatti diversi punti di contatto con la saga di Square Enix, soprattutto nell’impostazione dei combattimenti, nelle atmosfere fantasy e nel viaggio attraverso mondi dal forte impatto visivo. A svilupparlo è Weird Beluga, un piccolo studio indipendente spagnolo con sede a Barcellona, cresciuto anche grazie al sostegno del programma PlayStation Talents e di Sony Interactive Entertainment España.
Il team aveva già esordito nel 2021 con Clid the Snail, uno sparatutto a doppia levetta caratterizzato da atmosfere decisamente più cupe, mentre con Duskfade ha scelto di avvicinarsi al genere action platform. Il confronto con Kingdom Hearts assume inoltre una rilevanza particolare, considerando che il quarto capitolo della serie è in sviluppo da diversi anni e che, al momento, non sappiamo ancora quando arriverà sul mercato. In questo contesto, Duskfade si presenta quindi come una possibile alternativa per chi è alla ricerca di un’esperienza con caratteristiche simili.
La missione, però, è tutt’altro che semplice: la produzione iberica non è chiamata soltanto a lasciare un’impressione positiva nei giocatori, ma anche a liberarsi dall’etichetta di “copia a basso budget” di un’opera ben più celebre. Weird Beluga sarà riuscita nel suo intento? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.
Una notte senza fine
La storia di Duskfade ha come protagonista Zirian, un giovane apprendista che conduce una vita tranquilla insieme alla sorella Allira, almeno fino a quando una misteriosa Torre dell’Orologio altera lo scorrere del tempo e fa precipitare il mondo in una notte eterna. Quando Allira viene rapita, Zirian parte per salvarla accompagnato da Cucù, un cuculo meccanico che lo affianca durante il viaggio.
La ricerca conduce i due attraverso diversi regni plasmati dai Mastri Orologiai, tra foreste eteree, scenari sommersi e distese desertiche, mentre il protagonista cerca di comprendere cosa si nasconda dietro gli eventi che hanno sconvolto la sua realtà. Dietro l’aspetto colorato e fiabesco, Weird Beluga costruisce così un racconto di formazione incentrato sul rapporto tra i due fratelli, affrontando temi come la perdita, il ricordo e la necessità di andare avanti. La componente narrativa nasce anche da un’esperienza personale di Ricardo Chorques Mesa, narrative designer del progetto, che ha indicato nella scomparsa del nonno una delle principali fonti d’ispirazione della storia.
Tra combattimenti e piattaforme
Sul fronte del gameplay, Duskfade si configura come un action adventure con una marcata componente platform, alternando combattimenti, esplorazione e sequenze dedicate ai salti. Il sistema di combattimento adotta un approccio piuttosto essenziale, basandosi su un set di mosse ridotto ma immediato: Zirian può concatenare una combo composta da tre attacchi base, schivare gli assalti nemici tramite una rapida rotolata e, con il progredire dell’avventura, sbloccare nuove abilità per la sua arma principale. Queste ultime introducono attacchi di natura magica e tecniche più potenti, il cui utilizzo è però subordinato al caricamento di un’apposita barra dell’energia.
Anche il bestiario riflette in parte questa semplicità. I nemici comuni non brillano infatti per caratterizzazione o varietà, presentandosi perlopiù come creature dalle sembianze molto basilari, simili a macchie d’inchiostro, e proponendo un numero piuttosto limitato di forme e archetipi. Il discorso cambia almeno sul piano estetico con i boss, generalmente più curati e riconoscibili dal punto di vista visivo. Anche in questo caso, però, gli scontri non fanno leva su pattern particolarmente complessi, visto che i nemici principali dispongono di un repertorio di mosse abbastanza contenuto.
È però il platforming a rappresentare il vero cuore nevralgico di Duskfade. Nel corso dell’avventura si passa infatti molto più tempo a saltare da una piattaforma all’altra che a combattere, affidandosi soprattutto al doppio salto e a una spinta in avanti che consente di coprire distanze maggiori e raggiungere l’appiglio successivo. Non mancano naturalmente ostacoli e pericoli ambientali, ma nella maggior parte dei casi si tratta di elementi pensati più per scandire il ritmo della progressione che per mettere realmente alla prova il giocatore.
Da questa impostazione deriva un level design complessivamente buono, ma raramente capace di sorprendere. Le possibilità di avanzamento restano infatti piuttosto limitate e tendono a riproporre uno schema ricorrente: si salta da un punto all’altro fino a raggiungere una nuova area, si affronta un gruppo di nemici e poi si riparte con una nuova sequenza platform. Una struttura funzionale e leggibile, che però alla lunga finisce per mostrare una certa ripetitività proprio per la scarsità di variabili introdotte durante la progressione.
Anche la difficoltà generale segue questa filosofia piuttosto accessibile. Pur essendo personalizzabile, il livello di sfida è tendenzialmente tarato verso il basso e chi ha già una certa familiarità con il genere farà bene a selezionare fin da subito il grado più elevato, soprattutto se cerca combattimenti e sezioni platform in grado di richiedere maggiore precisione e attenzione.
Nel corso di un’avventura che richiede indicativamente tra le 15 e le 20 ore per essere portata a termine, Duskfade accompagna il giocatore attraverso scenari piuttosto diversi tra loro. Vulcani, spiagge, deserti e altre ambientazioni contribuiscono a dare varietà al viaggio sul piano estetico, anche se la loro struttura segue quasi sempre uno schema piuttosto lineare. La progressione avviene infatti lungo percorsi sostanzialmente guidati, intervallati da aree più ampie che fungono principalmente da arene per gli scontri con i nemici.
Ciò non significa, tuttavia, che non ci sia spazio per l’esplorazione. Le mappe presentano numerose deviazioni secondarie, spesso pensate per mettere alla prova le capacità platform del giocatore e ricompensarlo con uno dei tanti collezionabili disseminati lungo il percorso. E quando diciamo tanti, forse sarebbe più corretto dire persino troppi: esplorando ogni anfratto è possibile imbattersi con grande frequenza in oggetti destinati alla personalizzazione di Zirian e della sua arma, oltre a contenuti di contorno come brani della colonna sonora e carte collezionabili. Una quantità considerevole di elementi opzionali che offre un motivo per allontanarsi momentaneamente dal percorso principale, pur senza modificare in maniera sostanziale la natura prevalentemente lineare dell’avventura.
Un mondo da fiaba
Uno degli aspetti più convincenti di Duskfade è senza dubbio la sua direzione artistica. Weird Beluga ha optato per una grafica cartoon dai colori pastello, capace di donare all’avventura un impatto visivo piacevole e, soprattutto, coerente con le atmosfere che accompagnano il viaggio di Zirian. Tanto i personaggi quanto le diverse ambientazioni restituiscono un feeling spiccatamente fiabesco, valorizzato dalla varietà cromatica degli scenari e da una generale cura nella loro caratterizzazione estetica.
Buone notizie arrivano anche dal fronte prettamente tecnico. Nella nostra prova su PlayStation 5 Pro, Duskfade si è mantenuto stabilmente sui 60 fotogrammi al secondo, senza mostrare cali di prestazioni degni di nota. Anche sul fronte della pulizia generale l’esperienza si è dimostrata solida: durante l’intera avventura non abbiamo riscontrato bug, glitch o altre problematiche tecniche capaci di compromettere la fruizione del gioco.
Meno incisivo, invece, il comparto sonoro. Le melodie che accompagnano l’avventura svolgono adeguatamente il proprio compito nel sottolineare le diverse situazioni di gioco, ma raramente riescono a lasciare il segno. La colonna sonora risulta nel complesso piuttosto generica e poco memorabile, soprattutto considerando la forte componente fiabesca della produzione, che avrebbe potuto beneficiare di un accompagnamento musicale dotato di maggiore personalità.
Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

Riassunto
Riassunto
Duskfade propone un’avventura piacevole, visivamente riuscita e sorretta da una buona componente platform. A limitarne le ambizioni sono soprattutto un combat system troppo semplice, una certa ripetitività nel level design e una difficoltà generalmente poco impegnativa. Rimane comunque un titolo solido e gradevole, capace di intrattenere senza particolari passi falsi.
Pro
Direzione artistica piacevole e fiabesca Buona varietà estetica delle ambientazioni... Platforming ben integrato nella progressioneContro
Il Combat system poteva essere approfondito di più ...a differenza dei nemici Level design abbastanza piatto- Valutazione7.5




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