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Steins;Gate Re:Boot | Recensione

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Non è mai facile parlare di una visual novel: si fa un po’ il lavoro dell’equilibrista, cercando di raccontare, ma non troppo, bilanciando tra la voglia di coinvolgere chi legge in una trama che ci ha rapiti, ma evitando di anticipare i colpi di scena che ci hanno sorpresi. Le carte in tavola però cambiano quando in scena c’è Steins;Gate, forse la più famosa tra le visual novel, che dal momento della sua uscita nel 2009 è diventata un vero e proprio franchise, con tanto di anime, manga, tre spin-off e remake, come Steins;Gate Elite, che adottava l’estetica della serie animata. E oggi vi vogliamo raccontare proprio del suo secondo remake, Steins;Gate Re:Boot, che a distanza di 17 anni celebra un racconto che ha fatto la storia. Ne parliamo meglio nella nostra recensione!

Versione provata: PC

Scienziati pazzi

Per chi non lo sapesse, Steins;Gate è stato sviluppato dallo sviluppatore giapponese 5pb, ed è il secondo esponente della Science Adventure di Mages, una serie sci-fi interconnessa che era iniziata con Chaos;Head.

La storia è ambientata ad Akihabara, a Tokyo. Interpretiamo il ruolo di Rintaro Okabe, un ragazzo di diciotto anni stralunato che studia alla Tokyo Denki University. Al contempo Rintaro, insieme ai suoi amici Itaru “Daru” Hashida e Mayuri “Mayushii” Shiina, è il fondatore del Laboratorio di Gadget Futuri, un’officina dove elabora degli oggetti strampalati. È proprio qui che per caso inventa un incrocio tra un telefono e un forno a microonde in grado di mandare dei messaggi indietro nel tempo, e capace di conseguenza di alterare le linee temporali. A complicare le cose c’è la presenza di Kurisu Makise, una giovane scienziata che all’inizio dell’avventura sembra essere morta in modo violento e misterioso, per poi ricomparire viva e vegeta al Laboratorio. Lungo l’intreccio di Steins;Gate i colpi di scena non mancheranno, con tanto di interventi di misteriose organizzazioni, agenti segreti e killer spietati.

Dal punto di vista grafico, Steins;Gate Re:Boot è stato completamente ridisegnato rispetto alla visual novel originale, ma è stato sempre Ryohei “Huke” Fuke ad occuparsi dei nuovi artwork. Rimane comunque un titolo visivamente piacevole e si finisce per affezionarsi ai personaggi. I protagonisti sono rappresentati magnificamente e le loro espressioni si adattano al contesto della storia, e rispetto all’edizione del 2009 sono anche animati durante i dialoghi: se nella prima edizione i personaggi muovevano soltanto lievemente la bocca durante i dialoghi, in questa nuova edizione sono presenti nuove animazioni, in particolar modo quelle facciali, che rendono i nostri eroi molto più espressivi rispetto a una volta. Come in ogni buona visual novel, gli scenari sono molto curati, così come l’atmosfera sonora, sempre adeguata, e va sottolineata l’assenza di brani ripetitivi. La colonna sonora è anzi assolutamente memorabile, ed è stata interamente riregistrata da Takeshi Abo, che si è occupato dei riarrangiamenti dei temi musicali, tra cui l’iconica Gate of Steiner.

Un cancello su un altro tempo

Ci si rende conto pienamente del lavoro svolto una volta terminata la storia. C’è davvero tantissimo testo e leggere tutto richiede parecchio tempo. Per completare Steins;Gate Re:Boot con l’ambito true ending è necessario ottenere prima altri cinque finali (ai quali si aggiunge la nuova route gamma, legata al personaggio di Moeka Kiryu), per un tempo di gioco totale che può superare le 60 ore. Steins;Gate è un gioco molto lento, in particolar modo all’inizio, basato anche sull’atmosfera, e bisogna lasciarsi completamente coinvolgere. Una volta che si realizzeranno i primi colpi di scena, sarà impossibile terminare anzitempo la lettura.

Non temete, però: Steins;Gate non è per questo un gioco completamente statico. In numerose occasioni, e questo avviene in ogni capitolo, dovremo prendere delle decisioni. Alcune insignificanti, altre cruciali.

Ma in cosa consiste questa interattività? Generalmente si tratta di dialoghi, ma nella maggior parte dei casi le interazioni avvengono attraverso il vostro telefono (un cellulare più che antiquato, siamo pur sempre nel 2009) premendo il tasto apposito. Potremo inviare e-mail, rispondere scegliendo tra diverse possibilità, effettuare e rispondere alle chiamate, fare videochiamate… Tutto questo contribuisce ulteriormente all’immersione offerta dal titolo.

Naturalmente, ogni scelta ha un impatto sulla narrazione e sulle reazioni dei protagonisti. Anche se non è sempre evidente, le nostre decisioni influenzano l’esito finale. E anche dopo queste ore di narrazione, si rimane con la voglia di saperne di più e con parecchia voglia di conoscere cosa sta per succedere ai nostri protagonisti.

È inoltre molto apprezzabile il doppiaggio originale giapponese di tutti i dialoghi! Le espressioni facciali sono perfettamente sincronizzate con ciò che viene detto ed è un vero piacere: si ha l’impressione di avere davanti agli occhi un anime.

Una nuova linea temporale

La domanda, a questo punto, è: questa nuova edizione di Steins;Gate quanto differisce realmente dalla primissima versione del 2009, e dal primo remake del 2018?

Innanzitutto rispetto alla versione Elite di 8 anni fa in Steins;Gate Re:Boot sono stati ripristinati quei contenuti che erano stati tagliati per rendere il ritmo della narrazione più simile a quello della serie animata. Abbiamo quindi una versione della storia più affine a quella originale (anche se non identica in tutto e per tutto…), alla quale si aggiunge qualche nuovo contenuto, il più importante dei quali è la nuova route gamma dedicata a Moeka Kiryu. Gli artwork sono stati ridisegnati, e hanno perso quello stile “brillante” che contraddistingueva l’edizione originale, anche se la direzione artistica è sempre responsabilità di Huke.

C’è poi qualche aspetto tecnico che va considerato: così come per l’originale, Steins;Gate Re:Boot è privo di una traduzione italiana, e il testo della visual novel è disponibile unicamente in inglese, giapponese e cinese. Inoltre, l’unico doppiaggio ascoltabile è quello nipponico, registrato nuovamente per l’occasione. È vero che la lingua inglese rappresenta spesso un ostacolo per questo genere di opere, e la grandissima mole di testo da leggere nella lingua di Albione potrebbe scoraggiare gran parte del pubblico interessato. Sarebbe un peccato, perché quei giocatori si perderebbero una grandissima perla, uno dei migliori giochi del genere. È importante segnalare questo aspetto perché Steins:Gate affronta argomenti scientifici molto complessi e per alcuni giocatori potrebbe essere ostico capire un gioco basato interamente sulla narrazione e non tradotto nella propria lingua madre.

La risoluzione massima è di 1920x1080p e se, come noi, vi dovesse capitare di giocarlo su un monitor 21:9 vi avvisiamo che avrete due possibilità per visualizzarlo: con le classiche bande nere laterali oppure allargando l’immagine con uno zoom che di conseguenza taglierà l’immagine orizzontalmente sia in alto che in basso. Se questo metodo non vi disturba nonostante il taglio parziale della testa dei personaggi sappiate che tutti i dialoghi resteranno comunque leggibili.

Tocca poi segnalare qualche problematica, più squisitamente tecnica. Nel momento in cui scriviamo queste righe, ci tocca sconsigliare di giocare Steins;Gate Re:Boot su Steam Deck. Sul device portatile di Valve attualmente non si riesce ad ascoltare il doppiaggio, e si perde totalmente uno degli aspetti fondamentali e più riusciti della visual novel. Speriamo che gli sviluppatori pongano presto rimedio a questa problematica. Inoltre dobbiamo segnalare che in fase di prova una patch ha cancellato i nostri salvataggi, costringendoci a ricominciare la partita. Ci auguriamo che questo errore non ricapiti dopo il day one.

Altra nota importante da considerare è il prezzo: Steins:Gate Re:Boot ha già il prezzo su Steam di €59.99, che è da considerarsi importante se paragonato ai €26.99 del gioco base del 2009. È comunque innegabile che ci sia stato un buon lavoro di restauro e anche di rifacimento per una visual novel intrigante e ben narrata che vi catturerà per decine di ore.

Vi ricordiamo che il gioco sarà disponibile dal 20 agosto soltanto su XBOX Serie X|S e su Steam, mentre su tutte le altre piattaforme Nintendo Switch 2, Nintendo Switch e PlayStation 5 sarà disponibile dal prossimo autunno, quindi dal 29 ottobre!

Detto questo, Steins;Gate Re:Boot è un’ottima occasione per riscoprire uno dei grandi classici del genere delle visual novel. A distanza di 17 anni dall’uscita dell’edizione originale, l’opera dei 5pb è ancora capace di rapire con i suoi personaggi unici e il suo intrecci complesso ma affascinante. El psy kongroo!

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher

8
Riassunto
Riassunto

Steins;Gate Re:Boot è un viaggio nel tempo, e ci riporta ai ricordi di una delle migliori visual novel mai uscite. La forza del suo intreccio convoluto e dei suoi personaggi assurdi è ancora dirompente, e c’è anche del nuovo materiale da scoprire per i vecchi fan. Rimane però qualche riserva, perché forse questa edizione non è poi così fondamentale per chi ha già giocato il gioco originale: le novità non sono così imperdibili, e alcuni dei giocatori di vecchia data potrebbero preferire gli artwork originali. Inoltre rimane ancora qualche problema tecnico da risolvere, in particolar modo per i giocatori su Steam Deck. Fatte queste dovute precisazioni, Steins;Gate Re:Boot è un racconto assolutamente imperdibile per chi non lo ha mai letto, e un acquisto irrinunciabile per i fan della fantascienza.

Pro
Storia sempre appassionante Tanti personaggi indimenticabili Una nuova interfaccia più funzionale Nuovo finale
Contro
Poche novità per chi è reduce dal gioco originale Qualche problematica tecnica Nessuna traduzione italiana
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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