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Sandustry | Recensione Early Access

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Sandustry è un po’ Factorio e un po’ Noita: da una parte c’è la necessità di costruire e ampliare una fabbrica sempre più efficiente, dall’altra ci sono tutte quelle interessanti interazioni fisiche tra pixel e materiali che rendono ogni esperimento potenzialmente imprevedibile. Vi raccontiamo di più nella nostra recensione del gioco in early access!

Semplice, ma non semplicistico

Ciò che stupisce in Sandustry è la sua accessibilità. Invece di sommergere il giocatore con decine di interazioni complesse, tutte costruite a partire da risorse di base come il rame, Sandustry mantiene ogni materiale all’interno di una o due trasformazioni.

La sabbia è il fulcro dell’intero sistema, ma nelle prime fasi ci si limita a estrarla dalle rocce, immergerla nell’acqua per ottenere sabbia bagnata e poi scuoterla per trasformarla in oro e residui. A quel punto la sabbia esce di scena: rimangono i residui e l’oro, che può semplicemente essere raccolto senza ulteriori lavorazioni.

I residui, invece, vengono raffinati per ottenere semi e altro oro. I semi vengono nuovamente immersi nell’acqua, crescono trasformandosi in piante e generano una nuova risorsa. E il ciclo continua.

Il punto è che, dovendo gestire soltanto una o due risorse alla volta, non si ha mai la sensazione che la complessità diventi opprimente o tediosa. Ogni nuova risorsa tende a richiedere un approccio leggermente diverso dalle precedenti, e questo contribuisce a mantenere viva la curiosità. A tutto ciò si aggiunge un sistema basato sulla fisica che abbiamo trovato particolarmente divertente. All’inizio, per esempio, l’acqua sotterranea non è difficile da trovare: basta scavare e raggiungerla. Ma cosa succede quando l’acqua finisce?

Si può continuare a scavare alla ricerca di altre riserve, oppure sfruttare la fisica del gioco. Si può utilizzare una pistola criogenica per creare neve, darle fuoco con un lanciafiamme e trasformarla in vapore, quindi costruire delle sporgenze in modo che, quando il vapore sale verso il cielo e torna sotto forma di pioggia, l’acqua venga convogliata direttamente nella fossa della sabbia, bagnando così la sabbia o i semi.

Quando abbiamo trovato la lava per la prima volta, il gioco ci ha invece fatto capire immediatamente che era troppo calda… Abbiamo quindi iniziato a sfruttare alcune delle interazioni fisiche con l’ambiente per riuscire a utilizzarla. E alla fine abbiamo usato la lava per alimentare tutti i nostri dispositivi, compresa la fornace.

Esplorazione e strumenti

La costruzione della fabbrica non è però l’unica cosa da fare. Ci sono diverse piccole aree da esplorare e mini-sfide che permettono di ottenere potenziamenti per il personaggio.

Il principio è semplice: il gioco ci presenta una situazione in cui dobbiamo utilizzare uno dei nostri strumenti per superare un ostacolo, o recuperare il chip che permette di migliorare le nostre abilità. Tra tutti gli strumenti, il nostro preferito è stato senza dubbio il laser da estrazione.

La prima volta che l’abbiamo utilizzato ha prosciugato quasi istantaneamente tutta la nostra energia. Dopo aver potenziato la capacità energetica, però, ci siamo divertiti a trasformare le caverne in enormi spazi aperti. Il laser è semplicemente fantastico e permette di scavare a una velocità impressionante.

Qualche piccolo problema

Sandustry, però, non è perfetto, e ci sono alcune cose che ci hanno fatto storcere il naso. La prima riguarda i piccoli frammenti di materiale. Durante gli scavi ci capitava spesso di lasciare un minuscolo pezzo di roccia qui e là. Il problema è che poi finivamo per andarci contro, soprattutto quando ci muovevamo affidandoci alla minimappa.

Un altro elemento che ci ha creato qualche problema sono state le piante. Quando le raccoglievamo, alcuni piccoli frammenti o germogli finivano sui nastri trasportatori. Se avevano abbastanza spazio, iniziavano a crescere, ma il problema è che spesso non ne avevano, perché tutti i materiali provenienti dalle piante che bruciavamo finivano proprio sopra di loro. Il risultato? Il germoglio rimaneva fermo sul nastro, impedendo agli altri materiali di avanzare. La pianta non poteva completare la propria crescita e il nastro rimaneva intasato praticamente all’infinito.

È importante soffermarci sul sistema dei potenziamenti. Nelle prime fasi del gioco si trova un particolare minerale rosa brillante, estraendolo si ottengono punti da utilizzare per migliorare i propri strumenti. Alcuni potenziamenti sono immediatamente percepibili e davvero utili: il lanciafiamme può sciogliere più materiali, mentre il raccoglitore può trasportare una quantità di oggetti molto maggiore rispetto al valore predefinito.

Anche i potenziamenti del lanciarazzi sono particolarmente divertenti: permettono di incendiare gli oggetti, aumentano la potenza delle esplosioni e consentono di lanciare più razzi. Al di fuori di questi casi, però, la maggior parte dei potenziamenti non ci è sembrata particolarmente incisiva. Nelle fasi avanzate esiste un modo per ottenere la risorsa necessaria in maniera ripetibile, ma anche in questo caso non abbiamo mai avvertito la sensazione che valesse davvero la pena farlo. È un peccato, perché la sabbia rossa non ha poi così tanti utilizzi.

Semplice, accessibile e divertente

Per quanto riguarda i contenuti di progressione vera e propria, Sandustry offre soltanto poche ore di gioco nell’accesso anticipato: dalle 5 alle 10 ore, a seconda della velocità con cui si procede. Ma se vi piace sperimentare, ricostruire la vostra fabbrica, ottimizzarla e cercare continuamente di fare meglio, c’è spazio per giocare molto più a lungo.

Potete anche andare in giro a catturare alcune piccole creature. La maggior parte serve semplicemente a illuminare l’ambiente e ad avere un aspetto carino, ma un paio sono effettivamente utili. Una può essere utilizzata per generare energia, un’altra per produrre acqua. Per quanto il fulcro dell’esperienza rimanga l’automazione industriale e la gestione delle risorse, è comunque piacevole vedere queste creature sparse per il mondo e scoprire che, almeno occasionalmente, possono rivelarsi utili.

Sandustry è quindi un factory builder più accessibile e immediato rispetto ai suoi concorrenti più blasonati. La quantità limitata di trasformazioni per ogni risorsa evita che la gestione della fabbrica diventi eccessivamente macchinosa, mentre le interazioni fisiche aggiungono un elemento di sperimentazione che rende particolarmente soddisfacente trovare soluzioni creative ai problemi.

Non tutto funziona alla perfezione, dai nastri trasportatori fin troppo facili da intasare ai bot da estrazione e a un sistema di potenziamenti che avrebbe bisogno di essere più incisivo, ma la base è decisamente solida.

Se cercate un factory builder estremamente complesso e ricco di sistemi da imparare, probabilmente ci sono delle scelte più adatte, come lo stesso Factorio. Se invece volete qualcosa di più immediato, che vi permetta di costruire, sperimentare e soprattutto divertirvi senza trasformare ogni nuova risorsa in un esercizio di matematica industriale, Sandustry merita sicuramente un’occhiata.

Il codice review è stato fornito dal publisher.

7
Riassunto
Riassunto

Sandustry è un factory builder semplice, ma non semplicistico. Le interazioni con acqua, lava, neve e vapore sono particolarmente divertenti, e permettono di trovare soluzioni creative e di progettare sistemi produttivi efficienti. Anche l’esplorazione e gli strumenti, soprattutto il laser da estrazione, aggiungono varietà all’esperienza. Non possiamo però trascurare alcuni problemi, tipici di un gioco in early access: talvolta i detriti hanno ostacolato i nostri movimenti, alcuni sistemi di automazione risultano poco affidabili e il sistema dei potenziamenti non sempre offre miglioramenti davvero significativi. Al momento non ci sono tantissimi contenuti, ma dobbiamo considerare che Sandustry, secondo gli sviluppatori, dovrebbe rimanere in fase di early access all’incirca per un anno.

Pro
Accessibile e intuitivo Interazioni fisiche divertenti Buona varietà di risorse e trasformazioni Strumenti divertenti
Contro
Detriti e piccoli oggetti possono ostacolare fastidiosamente il movimento. I nastri trasportatori si intasano facilmente Sistema dei potenziamenti poco incisivo Pochi contenuti di progressione nell’attuale versione in accesso anticipato.
  • Giudizio complessivo7
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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