In una presentazione a porte chiuse allo stand di SEGA alla Gamescom di Colonia, abbiamo potuto provare con mano Total War: Warhammer 40.000, atteso ritorno del franchise.
Dobbiamo ammetterlo: sedersi di fronte a una build preliminare firmata da Creative Assembly, sapendo cosa il team ha creato nella sua lunga storia, è un’emozione, soprattutto quando la presentazione viene aperta direttamente dalle parole di Callum Taylor. Il messaggio che risuona chiaro fin dai primi minuti di questa prova a porte chiuse è uno solo: ci troviamo ufficialmente di fronte all’alba di una nuova era per il franchise di Total War. Non si tratta semplicemente di un raffinamento della formula che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni, ma di un passo avanti estremamente ambizioso, pensato per ridefinire i canoni del genere e incanalare la devastazione fantascientifica dell’universo di Warhammer come mai prima d’ora.
Mettendo le mani su questa versione Alpha, la primissima impressione è che il gioco abbia già solidissime basi, anche se lo sviluppo non si è ancora concluso. Il comparto grafico promette di dare grande risalto alla modellazione dei soldati, i dettagli volumetrici degli impatti sono spettacolari, e la resa visiva dei paesaggi degradati dalla guerra è ottima, in relazione, ovviamente, a quello che abbiamo potuto vedere in questa prova.

Per permetterci di saggiare questa enorme varietà di situazioni, la demo allestita dagli sviluppatori si è articolata in tre parti distinte e ben calibrate: un tutorial iniziale pensato per assimilare le basi, venti minuti dedicati alla campagna principale e, infine, una spietata battaglia su larga scala impostata a livello di difficoltà avanzato. L’intera prova ha preso vita all’interno del settore Armageddon, un teatro bellico perfetto per mettere a ferro e fuoco le nuove meccaniche di gioco.
L’avventura a porte chiuse si è aperta con il tutorial, una sezione fondamentale per prendere confidenza con un ecosistema di gioco che gli stessi sviluppatori hanno definito come una campagna-tutorial enorme, incredibilmente fluida e accessibile. Questo approccio, secondo le parole del team, rende il titolo estremamente adatto anche per chi non possiede decenni di esperienza con gli strategici in tempo reale, senza per questo sacrificare la profondità tecnica che i veterani esigono.
Prima di scendere in battaglia, c’è spazio anche per la personalizzazione. Il titolo permette di mettere mano a una quantità enorme di opzioni: è possibile modificare e cucire su misura le proprie forze agendo su icone, schemi di colori, e così via; ci aspettiamo che la personalizzazione aumenti ulteriormente nel gioco completo, al di fuori delle sezioni che abbiamo testato, limitate per ovvi motivi. Nel titolo finale potremo guidare le iconiche truppe degli Space Marine (l’unica disponibile nella build testata), la ferrea grinta dell’Astra Militarum, la grazia letale degli Aeldari e la travolgente brutalità degli Orks, ognuna caratterizzata da abilità speciali drasticamente differenti che stravolgono l’approccio alla battaglia.
Sul campo di battaglia, il loop di gameplay ci vede muovere le truppe per contenere e sconfiggere le incessanti orde di orchi. Si avverte chiaramente la struttura da RTS di stampo tradizionale: ci viene affidato il comando di svariati gruppi di truppe, abilmente suddivise tra unità specializzate negli attacchi diretti da mischia e distaccamenti votati al supporto a lungo raggio. Il primo obiettivo tattico proposto è stato quello di abbattere le imponenti barriere di una cittadella degli orchi per poi penetrare al suo interno ed eliminare il loro spietato signore della guerra.

Durante questi scontri concitati emergono le prime innovazioni sul fronte dei controlli e del posizionamento. Una delle funzionalità più riuscite e al contempo intuitive riguarda la gestione delle coperture: tenendo premuto e trascinando il tasto destro del mouse, possiamo allineare istantaneamente i nostri soldati dietro barricate e detriti. Si tratta di un sistema fluido e privo di asperità, perfetto da attivare nei momenti più critici della battaglia per garantire protezione alle unità esposte senza dover perdersi in micro-gestioni complesse. A questa si affianca una gestione delle riserve dinamica. Possiamo infatti evocare nuove truppe direttamente sul terreno di gioco scegliendo con precisione il punto in cui farle lanciare tramite rientri tattici, oltre a poter richiedere devastanti bombardamenti aerei di notevole portata in grado di ripulire intere zone di mappa.
Quando la visuale si solleva verso la mappa planetaria, ecco che emerge anche una certa natura strategica a turni. In questa modalità ci si ritrova a muovere e posizionare le truppe con un approccio ragionato che ricorda da vicino le dinamiche del Risiko, studiando gli spostamenti dei battaglioni sui territori e attendendo il momento perfetto per dare il via alle ostilità. Per rendere l’incedere della campagna ancora più ritmato ed evitare di appesantire il giocatore con schermaglie di poco conto, esiste anche la possibilità di risolvere le battaglie minori in modo del tutto automatico, prestando sempre la dovuta attenzione ai livelli di forza delle armate sul campo per non rischiare perdite sanguinose.
Una volta assimilate le basi, la demo ci ha catapultato nel cuore della campagna alla guida degli imbattibili Space Marine, impegnati nell’assedio di un’articolata roccaforte orca. In questa fase abbiamo tentato di applicare una classica manovra a tenaglia, cercando di accerchiare il nemico per schiacciarlo contro le sue stesse difese. La risposta dell’intelligenza artificiale è stata tuttavia feroce e spietata: gli Orchi hanno completamente ribaltato i nostri piani, stringendoci in una morsa con l’impiego di mezzi militari imponenti e apparentemente impossibili da scalfire.
In questi contesti, la differenza tra la vittoria e una sconfitta rovinosa risiede nel corretto utilizzo delle abilità speciali e degli attacchi devastanti a nostra disposizione. Sebbene questi poteri non siano infiniti all’interno di una singola battaglia, sapendone gestire i tempi di ricarica è possibile letteralmente riscrivere il destino di uno scontro. Proprio mentre le nostre linee stavano per crollare sotto la pressione dei corazzati nemici, scatenare un bombardamento aereo mirato o coordinare un raggio laser orbitale da una nave in orbita sopra una truppa chiave ha permesso di spazzare via la minaccia in un’esplosione di luci e detriti, ribaltando gli equilibri a nostro favore.

A dare ulteriore spessore tattico a queste situazioni disperate intervengono le cosiddette Dottrine. Si tratta di potenziamenti temporanei che il giocatore può applicare direttamente ai soldati sul campo per donare loro improvvisi picchi di velocità, forza d’impatto o audacia nei momenti di massimo pericolo. L’integrazione di questi elementi rende la micro-gestione delle fasi salienti un’esperienza elettrizzante, dove l’occhio strategico deve costantemente bilanciare la posizione geografica delle truppe con il momento perfetto per attivare i potenziamenti.
Il vero banco di prova della giornata è arrivato con la terza e ultima fase della demo, una battaglia su larga scala impostata a livello di difficoltà elevato. Questa prova finale si è rivelata un vero e proprio scontro d’attrito, un test di resistenza brutale che ha messo a dura prova ogni singola nozione appresa nelle ore precedenti. La coordinazione richiesta per gestire contemporaneamente più fronti, mentre enormi masse di truppe collidevano al centro della mappa, ha regalato momenti di pura tensione.
Rimane un pizzico di amaro in bocca per non essere riusciti a conquistare la vittoria finale davvero per un soffio, con l’ultimo, eroico soldato che ha resistito fino all’ultimo inutilmente. Nonostante la sconfitta al fotofinish, l’esperienza si è dimostrata molto stimolante e appagante. Il merito va ascritto a una dinamicità di fondo davvero eccellente: in questo titolo c’è sempre la concreta possibilità di ribaltare l’esito di un confronto, da una parte o dall’altra della barricata, facendo sì che nessuna partita sia mai davvero persa o vinta fino all’ultimo secondo.
Uscire da questa prova a porte chiuse lascia una sensazione di forte entusiasmo. Nonostante si trattasse soltanto di una build in versione Alpha, la nuova fatica di Creative Assembly mostra già una solidità granitica, sorretta da un comparto visivo monumentale e da un bilanciamento tra accessibilità e profondità tattica davvero encomiabile. Se queste sono le premesse per la nuova era di Total War, gli appassionati di strategici e gli amanti dell’universo di Warhammer possono iniziare a prepararsi per qualcosa di veramente memorabile.
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