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Just Dance: Decades of Hits | Recensione

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In ogni generazione ci sono quelle canzoni e quei film che rimangono impresse negli anni e proprio sulle canzoni che Ubisoft ha deciso di puntare quest anno per il suo Just dance: con brani come Mamma Mia degli ABBA per rivolgersi ai più grandi, Wannabe delle Spice Girls perché chi è cresciuto negli anni Novanta e Bad Bunny perché anche i più giovani si uniscano alla festa.

Just Dance: Decades of Hits, il capitolo con cui la serie mette da parte le classiche edizioni numerate, al posto di un ipotetico Just Dance 2027 arriva infatti un titolo che dichiara fin da subito le proprie intenzioni, per organizzare l’intera esperienza attorno a sei decenni di musica, dalla disco degli anni Settanta fino alle hit dei giorni nostri, introducendo per la prima volta anche una modalità “storia”.

Via con il ritmo e immergiamoci nel flow musicale di questo nuovo capitolo, in un’analisi atipica, visto che questa volta il nostro corpo sarà il controller.

Versione provata: Nintendo Switch 2

Più decenni sulla stessa pista

La tracklist suddivide i brani per decennio e permette al giocatore di passare dai classici disco e rock degli anni Settanta al pop degli Ottanta, dalle girl band e boy band a cavallo tra Novanta e Duemila fino alle hit pop e latine degli ultimi anni, una selezione capace di accendere qualsiasi salotto nel giro di pochi secondi, ma diluita da alcune cover affidate a interpreti di comodo e da un paio di brani originali, che rendono la scaletta ancora più corta per chi segue la serie da anni e spingono inevitabilmente verso l’abbonamento Just Dance+. Le coreografie restano il cuore dell’esperienza e nella maggior parte dei casi catturano bene lo spirito dell’epoca, anche se qualche routine risulta più anonima di quanto il brano lascerebbe sperare, mentre una vera comodità arriva dalla libreria unificata, che permette a chi possiede le edizioni dalla 2023 alla 2026 di ritrovare tutti i brani, Music Pack compresi, nello stesso menu.

La novità principale è però la modalità “Avventura”, che segue Lyra alla ricerca del padre, il dottor Gigavolt, rimasto bloccato nel tempo attraverso sei mondi tematici, uno per decennio, nei quali i balli si alternano a piccole attività secondarie e allo sblocco di ricompense esclusive, un pretesto narrativo leggero e pensato soprattutto per i più giovani che dà finalmente una struttura alla progressione e si rivela più piacevole del previsto, pur restando del tutto facoltativo e privo di incentivi capaci di convincere chi preferisce la partita libera a provarlo.

Via alla festa

Sul fronte delle modalità il gioco consente fino a sei giocatori di ballare in locale e affianca alla partita libera la modalità Party, con regole che cambiano a ogni round, e la modalità Workout, che tiene traccia delle calorie bruciate, mentre il nuovo sistema di dancer card permette a ciascun partecipante di personalizzare il proprio profilo. Il rilevamento dei movimenti passa ancora una volta dallo smartphone, una soluzione comoda perché non richiede accessori e consente di iniziare in pochi secondi, ma che continua a mostrare i suoi limiti in termini di precisione, con letture non sempre coerenti dei passi e qualche inciampo nella connessione, un problema tanto più rilevante considerando che il gioco richiede di essere online.

Sul piano tecnico il lavoro degli studi Ubisoft si conferma invece di ottimo livello, con ogni decennio caratterizzato da un’identità visiva precisa, dalle piste funky degli anni Settanta al pop lucido degli anni 2000, ballerini e scenografie dai colori accesi piacevoli da guardare anche dal divano, un’interfaccia chiara che organizza i brani per epoca e un comparto audio che nelle versioni originali suona come ci si aspetta, mentre nelle cover lascia trasparire con più evidenza la differenza rispetto alle incisioni che tutti conoscono. Al netto di qualche imprecisione, basta davvero poco perché il salotto si trasformi in una pista da ballo, con luci, colori e coreografie che accompagnano il giocatore da un decennio all’altro senza mai perdere il ritmo, e con l’unica accortezza di fare spazio attorno a sé prima che la festa abbia inizio.

Vale la pena tornare in pista?

Just Dance: Decades of Hits non rivoluziona la formula della serie, ma aggiunge “del di più”, grazie a un tema trasversale capace di mettere d’accordo tutte le generazioni e a una modalità storia che se ampliata, in futuro, potrebbe regalare qualcosa di piùi; restano i limiti storici del franchise, da una tracklist contenuta che spinge verso l’abbonamento a un rilevamento tramite smartphone ancora impreciso, ma per chi cerca un titolo da festa immediato e senza barriere d’ingresso si tratta di una delle proposte più riuscite degli ultimi anni, forse l’unica nel genere Dance.

Il gioco è disponibile dal 13 ottobre su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, mentre per l’edizione Switch 2 bisognerà attendere il 10 novembre, data in cui arriverà sotto forma di aggiornamento gratuito per chi possiede già la versione Switch, un dettaglio non da poco per un titolo che punta a riunire tutta la famiglia davanti allo stesso schermo.

It’s Disco Time.

Codice per la recensione fornito dal publisher.

7
Verdetto
Riassunto

Un capitolo che trova finalmente un'identità precisa e riesce a mettere d'accordo tutte le generazioni sulla stessa pista, con una modalità storia che rappresenta un primo passo interessante e che, se ampliata in futuro, potrebbe regalare qualcosa in più alla serie, frenato però da una tracklist contenuta che spinge verso Just Dance+ e da un rilevamento dei movimenti tramite smartphone ancora impreciso.

Pro
Tracklist trasversale con diversi successi intramontabili... La modalità Avventura dà finalmente una struttura alla progressione
Contro
...ma solo 35 brani Rilevamento tramite smartphone non sempre perfetto Troppo spinta su Just Dance+
  • Giudizio Complessivo7
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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