Fin dal suo annuncio, Phantom Blade Zero ha attirato parecchia curiosità, soprattutto per la spettacolarità dei combattimenti mostrati nei primi trailer.
Sviluppato da S-Game, questo nuovo action RPG porta sullo schermo un mondo ispirato alla tradizione wuxia, mescolando arti marziali, atmosfere orientali e influenze tecnologiche moderne. Una combinazione che gli permette di avere una personalità ben riconoscibile, ma che trova la sua espressione migliore soprattutto nel gameplay. Seguiteci all’interno della nostra recensione per scoprire cosa si nasconde dietro questa nuova produzione e capire se questa formula stuzzicante funzioni dall’inizio alla fine.
Versione provata: PlayStation 5
UNA STORIA DI TRADIMENTI E VENDETTA
La storia di Phantom Balde Zero ruota attorno a Soul, un assassino appartenente a un’organizzazione conosciuta come l’Ordine. Accusato dell’omicidio del proprio maestro e ferito mortalmente, il nostro sfortunato protagonista riesce a sopravvivere grazie all’intervento dello Sculptore di Carne, che gli offre un cuore maledetto. La soluzione, però, ha un prezzo: gli restano soltanto 66 giorni di vita. Inizia così una corsa contro il tempo, durante la quale Soul dovrà dimostrare la propria innocenza, sfuggire a chi gli dà la caccia e cercare una cura prima che sia troppo tardi.
Il viaggio lo conduce attraverso un mondo violento e segnato da antiche rivalità, dove non tutti i personaggi sono ciò che sembrano e anche le motivazioni di chi combatte al suo fianco possono nascondere qualcosa. La premessa funziona e offre diversi spunti interessanti, ma la narrazione non riesce sempre a sfruttarli nel modo migliore. Il problema principale è rappresentato dai continui flashback, che interrompono il racconto per riportare alla luce episodi del passato, passando spesso da un periodo all’altro senza fornire indicazioni sufficienti. Alcuni personaggi vengono inoltre introdotti senza un vero contesto, rendendo difficile capire subito il loro ruolo e il legame con gli avvenimenti.

A rallentare ulteriormente il ritmo ci pensano i numerosi documenti sparsi per le ambientazioni, utili per approfondire la storia del mondo di gioco ma non sempre indispensabili per seguire la trama principale. La situazione migliora quando i diversi intrecci cominciano a trovare una direzione più precisa e le vicende dell’Ordine si collegano a quelle delle altre fazioni. Emergono così alcuni temi interessanti, tra tradimenti, ambizioni personali e tragedie che hanno segnato il mondo di gioco. La storia di Soul, insomma, parte da un’idea convincente, ma avrebbe beneficiato di una narrazione più ordinata e meno dispersiva.
UN SISTEMA DI COMBATTIMENTO SPETTACOLARE
Se la storia procede tra alti e bassi, è con il pad in mano che Phantom Blade Zero riesce davvero a convincere. Il sistema di combattimento è costruito attorno a meccaniche immediate da comprendere, ma che nascondono una buona profondità. Gli attacchi leggeri permettono di accumulare Sha-Chi, una risorsa utilizzata per eseguire colpi pesanti e abilità speciali. Anche la parata consuma parte di questa energia, mentre schivate e attacchi normali non sono limitati da una classica barra della stamina. Una scelta che cambia parecchio il ritmo degli scontri, lasciando maggiore libertà di movimento e permettendo di passare rapidamente dalla difesa all’attacco. Le parate perfette e le schivate eseguite al momento giusto diventano quindi fondamentali per prendere l’iniziativa e mettere sotto pressione gli avversari.
A fare la differenza è anche la possibilità di alternare due armi principali praticamente in qualsiasi momento, passando da una spada a una coppia di lame o a un’arma a due mani senza interrompere il flusso delle combo. Ogni equipaggiamento ha un proprio stile e abilità specifiche, perciò cambiare arma non significa soltanto modificare il tipo di attacco, ma anche adottare un approccio diverso alla battaglia.

A completare l’arsenale ci sono le Eteree, strumenti speciali che ampliano ulteriormente le possibilità a disposizione di Soul. Alcune permettono di colpire da lontano, altre sono utili per distruggere gli scudi nemici o sfruttare attacchi particolari. Il risultato è un sistema che invita continuamente a sperimentare, senza costringere a seguire una strategia prestabilita. Il discorso vale soprattutto per i boss, tra gli avversari più riusciti dell’intera produzione. Dimenticatevi semplici nemici con una barra della salute più lunga: ogni scontro introduce caratteristiche particolari, nuove sequenze di attacco e, in alcuni casi, meccaniche che richiedono di rivedere completamente il proprio approccio. Per avere la meglio sarà quindi necessario studiare i movimenti degli avversari e sfruttare le armi più adatte alla situazione.
Nonostante alcune somiglianze iniziali con le produzioni FromSoftware, Phantom Blade Zero non è propriamente un soulslike. Sono disponibili diversi livelli di difficoltà e la morte non comporta la perdita delle risorse accumulate. Inoltre, i nemici sconfitti non ricompaiono una volta eliminati, rendendo più semplice tornare sui propri passi per recuperare oggetti dimenticati. La sfida non manca, specialmente negli scontri più impegnativi, ma l’esperienza rimane generalmente più accessibile rispetto ai classici esponenti del genere.
UN ACTION RPG KUNG FU PUNK
La componente RPG accompagna il sistema di combattimento attraverso una serie di possibilità dedicate alla personalizzazione di Soul. Le armi si dividono in tre categorie principali: a una mano, doppie e a due mani. Ognuna presenta caratteristiche, abilità e combinazioni di attacchi differenti, con alcune soluzioni che possono cambiare sensibilmente il modo di affrontare i nemici. Anche gli accessori e le abilità passive contribuiscono alla creazione del proprio stile, permettendo di puntare maggiormente sull’offensiva, migliorare le capacità difensive o ottenere vantaggi durante determinate situazioni.
La gestione dei potenziamenti è piuttosto flessibile: i materiali investiti nelle armi possono essere recuperati e utilizzati nuovamente su un altro equipaggiamento, una soluzione che incoraggia a provare nuove combinazioni senza il timore di sprecare risorse. L’esplorazione segue invece una struttura a zone, con mappe che diventano progressivamente più grandi e ricche di attività. Oltre alla missione principale, troverete incarichi secondari, percorsi nascosti e oggetti da recuperare, mentre alcune aree resteranno inizialmente inaccessibili. Per raggiungerle sarà necessario ottenere determinate Eteree, introducendo una componente esplorativa che ricorda quella dei Metroidvania e che rende interessante tornare nelle zone già visitate. Anche sul piano artistico il lavoro di S-Game merita attenzione.
Lo studio di sviluppo S-Game definisce lo stile del gioco Kung fu punk, un incontro tra tradizione cinese e cultura pop moderna che si riflette chiaramente nelle ambientazioni. Durante il viaggio si passa da foreste e villaggi a strutture industriali dall’aspetto quasi steampunk, in un continuo alternarsi di architetture tradizionali e costruzioni decisamente più particolari. Gli scenari sono ricchi di dettagli e offrono diversi scorci suggestivi, mentre le animazioni rappresentano uno degli aspetti più riusciti: durante i combattimenti, i movimenti di Soul e degli avversari sono estremamente fluidi e contribuiscono a rendere ogni colpo convincente anche dal punto di vista visivo. La colonna sonora segue la stessa filosofia, alternando melodie tradizionali cinesi a sonorità rock, metal ed elettroniche, soprattutto durante alcuni scontri con i boss.

Sul fronte tecnico, Phantom Blade Zero offre prestazioni generalmente solide, con un obiettivo di 60 fotogrammi al secondo raggiunto per buona parte dell’avventura anche su PS5. Non mancano però alcuni problemi, tra cali di fluidità durante determinati combattimenti, caricamenti tardivi delle texture e qualche imperfezione nelle animazioni o nelle interazioni con gli elementi dello scenario. Si tratta di difetti che non compromettono l’esperienza nel suo complesso, ma che lasciano spazio a qualche ulteriore intervento di ottimizzazione.
Anche il comparto audio contribuisce a dare carattere all’avventura. La colonna sonora alterna melodie tradizionali cinesi a sonorità decisamente più moderne, spaziando dal rock al metal fino alla musica elettronica. Infine Phantom Blade Zero è localizzato in italiano per testi e sottotitoli, mentre il doppiaggio è disponibile esclusivamente in inglese e cinese.

Riassunto
Riassunto
Phantom Blade Zero è un action RPG che riesce a distinguersi soprattutto grazie ad un sistema di combattimento spettacolare, profondo e ricco di possibilità. La varietà delle armi, le numerose abilità e gli scontri con i boss rappresentano i suoi punti di forza maggiori, accompagnati da un comparto artistico capace di dare grande personalità al mondo di gioco. Non mancano alcune criticità, in particolare una narrazione a tratti dispersiva e qualche problema tecnico che avrebbe meritato un'ulteriore rifinitura. Ciò nonostante questa tanto attesa produzione di S-Game riesce a offrire un'esperienza coinvolgente, soprattutto per chi cerca combattimenti frenetici e spettacolari.
Pro
Sistema di combattimento profondo e spettacolare Boss fight memorabili Direzione artistica originaleContro
Narrazione a tratti poco coinvolgente Alcuni nemici comuni tendono a ripetersi Qualche secondaria può risultare ripetitiva e vuota- Giudizio Complessivo9
Scrivi un commento