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Buon compleanno The Amazing Spider-Man: la storia del franchise cancellato

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Il 3 luglio del 2012 usciva nei cinema americani The Amazing Spider-Man, il cinecomic diretto da Marc Webb con Andrew Garfield ed Emma Stone che, nei piani di Sony, avrebbe dovuto dare il via a un franchise enorme e tentacolare. Come ben sappiamo, non si è concretizzato.

Ripercorriamo oggi questa curiosa storia, con qualche retroscena che dovete assolutamente sapere. In questo articolo, se siete interessati, abbiamo parlato di tutti i film di Spider-Man che non hanno mai visto la luce per motivi vari.

The Amazing Spider-Man: una saga nata in difficoltà

Dopo l’addio di Raimi, il franchise riparte da capo, e nel 2012 viene pubblicato The Amazing Spider-Man, primo di una nuova serie di film con Andrew Garfield nei panni di Peter Parker, Emma Stone in quelli di Gwen Stacy, e Marc Webb dietro la macchina da presa. A differenza dell’esordio di Raimi, TASM pensa già al futuro, introducendo vari elementi che saranno poi ripresi nelle pellicole successive e lasciando intendere in vari odi che le Oscorp Industries sarebbero state una sorta di mega-corporazione che avrebbe dato filo da torcere a Peter per il futuro. Cosa dicevamo della pazienza in casa Sony? Ecco, ricordatevi di questo nostro monito…

The Amazing Spider-Man ottenne un buon successo al botteghino, e anche Andrew Garfield venne apprezzato come nuovo Peter Parker del grande schermo. Pertanto, Sony mise subito Webb al lavoro su un secondo film, che avrebbe avuto un compito tra i più difficili tra tutti: fare da collante con una storia gigantesca, ma che nessuno aveva ancora visto.

In casa Disney, in quegli anni, gli Avengers e il Marvel Cinematic Universe stanno facendo il bello e il cattivo tempo dei cinecomic. I Vendicatori hanno incassato quasi un miliardo e mezzo di dollari con il loro primo film corale, una cifra incredibile per un cinecomic spinta anche dall’incredibile successo di pellicole come Iron Man, e Sony intende spremere fino al midollo il suo SpiderVerso. Dopo aver abbozzato un tentativo di collaborazione con i Marvel Studios – se non lo sapete, sì: ci furono contatti con Kevin Feige per inserire lo Spider-Man di Garfield nel MCU -, Sony decise di procedere per conto suo e accelerare drasticamente i tempi per la creazione del suo universo cinematografico. Ancora una volta, la pazienza che manca…

Nel 2013, ben un anno prima che The Amazing Spider-Man 2 fosse lanciato, Sony illustra i suoi ambiziosissimi piani per l’universo condiviso: Garfield avrebbe interpretato Peter Parker anche in The Amazing Spider-Man 3 e The Amazing Spider-Man 4, fissati rispettivamente al 2016 e 2018, e tra questi ci sarebbe poi stato spazio anche per altre due pellicole spin-off dedicate a Venom e ai Sinistri Sei, che sarebbero stati in larga parte introdotti nel corso del secondo film con Goblin, Electro e Rhino.

Prima di capire le motivazioni dietro alla brutale cancellazione del progetto, permetteteci di spiegare per quale motivo è meglio che la vicenda sia finita così. E non solo perché Spidey è entrato nel MCU, permettendogli di far parte di un mondo molto più grande e più vicino alla sua casa – i fumetti. Alex Kurtzman, già sceneggiatore dei primi due film, venne incaricato di iniziare a scrivere le prime bozze di TASM 3 e 4. Il terzo film, in particolare, è quello di cui conosciamo più dettagli, ed ecco la (brutta) trama.

La trama di The Amazing Spider-Man 3

In The Amazing Spider-Man 3 Peter Parker riesce a trovare una formula che gli permette di riportare in vita i morti, e questo include suo zio Ben Parker, il capitano Stacy, e naturalmente anche l’amata Gwen uccisa da Harry Osborn nel secondo film. Non sappiamo se sarebbe stato grazie a tale formula, ma nel film sarebbe tornato in vita anche Norman Osborn (Chris Cooper), o per meglio dire la sua testa.

Dopo la sua (apparente) morte in TASM 2, il capo della Oscorp sarebbe infatti tornato a sorpresa in scena come una testa scongelata e riportata in vita, e sarebbe diventato il vero Goblin, prendendo poi il controllo dei Sinistri Sei che sarebbero stati introdotti nel loro spin-off in uscita nel 2015, e… chissà cos’altro.

Raccontare la trama del defunto TASM 3 è complicata anche con un riassunto; la storia, secondo alcune fonti, avrebbe portato in scena anche Spider-Gwen, anche se non è chiaro come, alla luce delle scoperte di Peter in The Amazing Spider-Man 2; il padre di Peter, Richard Parker, già presente nel famoso finale tagliato di TASM 2 e capace dunque di sopravvivere a un incidente aereo; si parlava poi della Gatta Nera già accennata nel secondo film (Felicity Jones apparve per un breve cameo nei panni di Felicia Hardy), di Venom (che in qualche modo doveva essere introdotto), e della possibilità di far nuovamente morire tutti i personaggi riportati in vita da Peter. Un minestrone abbastanza imprevedibile.

Come abbiamo già visto sempre in questo articolone, Sony finisce col fare il passo più lungo della gamba. Nel 2014 The Amazing Spider-Man 2 fa flop al botteghino (710 milioni di dollari, un cifra ritenuta troppo bassa dalla major), Webb e Garfield non sono più convinti di proseguire nel franchise e la macchina s’inceppa. Questo non solo “grazie” al secondo film, che ha i suoi evidenti problemi, ma anche per il famoso caso delle email trafugate da un attacco hacker della Corea del Nord nei confronti di Sony – piccola contestualizzazione: in quell’anno doveva uscire il controverso The Interview, film con Seth Rogen e James Franco nel quale due americani venivano spediti in missione per uccidere il dittatore coreano.

Il resto è storia: il regime si disse fortemente contrario, Sony rispose picche e a quel punto Pyongyang scatenò i suoi hacker, che diffusero tutta la corrispondenza privata interna dell’azienda nipponica.

In mezzo al mare di email, c’erano anche tante discussioni riguardanti il franchise di Spider-Man. Kevin Feige, nonostante lavorasse ai Marvel Studios, cercava di consigliare la produttrice Amy Pascal su come migliorare il franchise di Spider-Man – venendo ignorato malamente prima dell’uscita del film, anche se le cose poi cambieranno. La performance di Garfield era poi oggetto di numerose critiche da parte dei dirigenti, che gli imputavano il flop di TASM 2 insieme a Webb. Si scoprì inoltre che, in gran segreto, Pascal era in contatto da alcune settimane nientemeno che con Bob Iger, presidente di Disney, per riprendere il discorso già intavolato in precedenza dell’inclusione di Spider-Man nel MCU.

Il disastro mediatico fu clamoroso per Sony, che approfittò della bagarre per cambiare ancora una volta i suoi progetti a lungo termine: l’universo di The Amazing Spider-Man si concluse con appena due film prodotti sui sei (e forse più) programmati. Per fortuna di Sony, questo fu una delle sue idee più redditizie. Di lì a poco, infatti, Spider-Man venne integrato nel Marvel Cinematic Universe debuttando nel 2016 in Captain America: Civil War, e prendendo parte ai successivi due kolossal della saga degli Avengers.

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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