Spider-Man 4 e oltre! Tutti i film cancellati dell’Uomo Ragno

Di Andrea "Geo" Peroni
8 Dicembre 2021

Prima ancora che Tom Holland diventasse il Peter Parker del Marvel Cinematic Universe, dando una nuova linfa vitale a Spider-Man, l’amatissimo supereroe Marvel ne ha fatta di strada al cinema. Tanti film, vari franchise, innumerevoli progetti. Che, incredibilmente, potevano essere molti di più.

Sebbene esistano casi ben noti, come il celebre Spider-Man 4 di cui comunque parleremo anche in questo articolone, la storia cinematografica di Spider-Man è costellata di alcune più o meno incredibili pellicole che, per un motivo o per l’altro, non hanno mai visto la luce. Un altro caso decisamente memorabile è quello di The Amazing Spider-Man 2, film che avrebbe dovuto dare il via a un franchise ambiziosissimo e che invece rappresentò il crollo definitivo del personaggio.

E allora eccoci qui, a pochissime settimane dall’uscita di Spider-Man: No Way Home, con una retrospettiva davvero speciale. Sì perché mentre solitamente le retrospettive vengono fatte per omaggiare grandi prodotti degli anni passati, stavolta ci adentreremo nel sottobosco ragnesco, in tutte quelle opere cinematografiche cioè legate a Spider-Man che, per un motivo o per l’altro come dicevamo pocanzi, non sono mai giunte in sala.

Vi consigliamo caldamente di preparare un po’ di popcorn prima di iniziare la lettura di ciò che seguirà, perché ci stiamo per addentrare nel multiverso dei film di Spider-Man che non abbiamo mai visto!

Spider-Man di Cannon Films (anni ’80)

Ebbene sì, la storia di Spidey al cinema comincia negli anni ’80. Anzi, poteva. Anzi, no, non è esatto. Facciamo un passo indietro.

Dopo il debutto nel 1962 sui fumetti Marvel, Spider-Man fu uno dei primi supereroi ad avere un adattamento, che nel suo caso fu televisivo all’inizio. Nel 1977, sulle TV americane, arriva infatti The Amazing Spider-Man, conosciuto in Italia come L’Uomo Ragno, un lungometraggio live action che rappresenta la prima trasposizione della storia del personaggio al di fuori dei fumetti e che fungeva da “episodio pilota” per l’omonima serie che sarebbe andata in onda di lì a poco.

Piccola precisazione: in realtà, abbiamo mentito. Il primo adattamento live action del personaggio fu in Spidey Super Stories, serie di corti per la TV andati in onda su PBS tra il 1974 e il 1977. In quel caso si trattava però di una sorta di programma quasi educativo, che cercava di spingere i giovani spettatori ad appassionarsi alla lettura. Fine parentesi, e torniamo alla prima vera corposa apparizione dell’Arrampicamuri.

Dicevamo, nel 1977 il regista E.W. Swackhamer se ne esce con il citato The Amazing Spider-Man, che se rivisto oggi è al limite del sopportabile ma che all’epoca venne considerato un grande esempio di fare “cinecomic”, anche se ancora non si chiamavano così. Il successo fu tale che non solo venne dato il via libera alla serie, nella quale Nicholas Hammond riprendeva il ruolo di Peter Parker, ma vennero prodotti anche altri due film per la TV, vale a dire L’Uomo Ragno colpisce ancora e L’Uomo Ragno sfida il Drago. Titoli decisamente altisonanti.

La notorietà dell’eroe Marvel raggiunta in TV spinge una casa produttrice, negli anni ’80, a tentare il grande colpo: comprare i diritti di sfruttamento per il cinema di Spider-Man e proporre la prima pellicola per il grande schermo a lui dedicata. Inizialmente ci prova il regista Roger Corman, che convince Stan Lee ad aiutarlo a scrivere un film nel quale Spider-Man avrebbe combattuto sul tetto del palazzo dell’ONU contro Octopus e avrebbe evitato lo scoppio della Guerra Fredda. Eh sì, era ancora quel periodo. Alla fine, Corman abbandonò il progetto e perse i diritti del personaggio, che potevano quindi essere nuovamente acquistati.

A fare il primo importante passo è quindi Cannon Films, che nel 1985 si aggiudica i diritti del personaggio per 225 mila dollari e inizia a sviluppare una prima bozza per il film. Pardon, una terrificante prima bozza, in tutti i senti.

Cannon Films è un nome che forse ai più non dice nulla, specialmente ai più giovani. Del resto, parliamo di un’azienda di produzione e distribuzione cinematografica che chiuse i battenti nel 1994 dopo circa trent’anni di attività nel campo dei film a basso budget. È a Cannon Films, tanto per fare qualche nome, che dobbiamo una lunga serie di film che oscillano tra il buono e il pessimo, e sono stati questi ultimi ovviamente ad affossare l’azienda anni fa. Delta Force, Rombo di tuono, I dominatori dell’universo, per dirne alcuni. Nell’ambito dei cinecomic, è inoltre tristemente nota per quell’obbrobrio noto come Superman IV, il che dovrebbe far intuire la fine che stava per fare Spider-Man di Cannon Films.

Sì perché ovviamente, se ne stiamo parlando in questo articolo, è chiaro che l’adattamento per il cinema di Spider-Man della Cannon Films non è mai uscito, e ci sono varie ragioni – sante ragioni, a dire il vero.

La prima idea fu scartata quasi a priori ancor prima che qualcuno potesse parlarne al mondo, cosa che probabilmente avrebbe fatto andare su tutte le furie Stan Lee. I produttori intendevano infatti creare un film horror che con Spider-Man non aveva nulla a che vedere: al centro della trama c’era un ragazzo che veniva trasformato in un ibrido uomo/ragno con otto arti da un misterioso scienziato di nome Dr. Zork, e che si sarebbe poi ribellato al suo creatore scontrandosi con i mostri plasmati dalle sue mani. No, non avete letto male: sarebbe stato uno scempio totale.

A un certo punto, non è chiaro quando, in Cannon Films si rendono conto che questa linea non può funzionare, e che occorre cambiare registro. Il film viene quindi riscritto: Peter Parker è al college, il dr. Octavius è il villain principale, Ben Parker perde la vita, e Spidey diventa l’eroe più conosciuto del quartiere. Insomma, più o meno quello che un lettore di fumetti si aspetterebbe di vedere, se fosse la prima volta che il personaggio arriva sul grande schermo. Il progetto convinceva l’azienda, tanto che venne addirittura creato un teaser trailer (eccolo qui sotto) e che si diede inizio alla fase di casting, con alcuni grandi nomi.

Per il ruolo del protagonista, Peter Parker, venne ad esempio suggerito un giovane Tom Cruise, in quegli anni stella nascente di Hollywood dopo il grande successo di Top Gun. La parte andò in realtà poi a Scott Leva, che il pubblico già conosceva avendo prestato il suo volto a una campagna marketing di Spider-Man per la Marvel. Per gli altri importanti ruoli vennero provinati anche Peter Cushing (Star Wars: Una nuova speranza) e Bob Hoskins (Chi ha incastrato Roger Rabbit?). Insomma, l’ambizione c’era tutta.

Sfortunatamente per Cannon Films, l’ambizione è la sola cosa positiva scaturita dall’acquisto dei diritti di Spider-Man. Nonostante un super budget fissato a 20 milioni di dollari, il casting avviato e le discussioni con vari registi, il progetto infatti naufragò definitivamente nel 1990, anno nel quale i diritti tornarono a casa base a causa del particolare accordo stipulato dalla Marvel – se Cannon non fosse riuscita a pubblicare il film entro quell’anno, addio Spidey. E così fu.

Un peccato soprattutto per i dipendenti di Cannon Films, che di lì a poco dovette dichiarare bancarotta con conseguente chiusura.

Spider-Man di James Cameron (anni ’90)

Non abbiamo particolari riferimenti temporali, tuttavia possiamo collocare questo altro progetto fallito all’interno dell’ultimo decennio del XX secolo, poco prima dell’avvento di Sony e Sam Raimi.

James Cameron, dopo aver creato l’incredibile franchise di Terminator e ancor prima di iniziare a lavorare a Titanic, film che lo consacrerà con 11 Premi Oscar (di cui tre dedicati personalmente a lui), accarezza l’idea di lavorare a un adattamento cinematografico di Spider-Man. Come il papà di Pandora ha avuto modo di raccontare in varie occasioni, Cameron era infatti elettrizzato dall’idea di vedere un grande supereroe al cinema dopo Superman e Batman, e riteneva che fosse il momento giusto per Spider-Man, che era anche il suo personaggio dei fumetti preferito. La tecnologia aveva fatto importanti passi avanti, ma, soprattutto, i diritti del personaggio erano liberi.

Il regista sapeva infatti che Cannon Films, all’inizio degli anni ’90, aveva perso i diritti di sfruttamento di Spidey, e pertanto convinse la Carolco Pictures ad andare a bussare alla Marvel per acquistare il pacchetto. L’ambizione di Cameron e la sua inventiva erano a grandi livelli: il regista scrisse una prima bozza di adattamento, stando alle sue parole, di circa 80-90 pagine, con l’idea inoltre di non creare un solo film ma una serie di lungometraggi live action, che avrebbero quindi dato vita al primo vero franchise cinematografico di Spidey.

Sembra però che possedere i diritti di Spider-Man sia una sorta di arma a doppio taglio: se li possiedi e non li sfrutti, muori malamente. E infatti Carolco Pictures, nonostante avesse prodotto alcuni grandi successi degli ultimi anni come Terminator 2 e Rambo, fallì nel 1996, lasciando James Cameron e il suo Spider-Man a bocca asciutta. Il sogno del regista, che andò poi a occuparsi di Titanic dopo questa scottatura, restò appunto un sogno accarezzato per poco tempo. Sfortunatamente, poi, non possiamo neanche parlarvi più nel dettaglio di quello che il film avrebbe raccontato, poiché Cameron non si è mai sbottonato finora. Chissà, un giorno forse scopriremo come poteva essere il Peter Parker targato James Cameron…

Spider-Man 4 di Sam Raimi

E arriviamo a quella che molti considerano una ferita ancora aperta negli appassionati del nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere: il leggendario Spider-Man 4 di Sam Raimi, che avrebbe avuto anche un videogioco dedicato – sono trapelate le immagini proprio pochi mesi fa.

Anche in questo caso, occorre un po’ di contestualizzazione.

A cavallo tra gli anni ’90 e il 2000, con Marvel che stava affrontando la sua più grave crisi economica, la Casa delle Idee è costretta a vendere – pardon, svendere praticamente la totalità dei diritti cinematografici delle sue creazioni. La Fox acquista i Fantastici Quattro e gli X-Men, la Universal si porta a casa Hulk e un’altra manciata di personaggi, mentre Sony, oltre a Ghost Rider e alcune altre proprietà, riesce ad acquistare i diritti di sfruttamento di Spider-Man e di tutti i personaggi ad esso legati – villain compresi. Una miniera d’oro, come si rivelerà essere negli anni successivi.

Per inciso, Sony fece anche uno dei più grandi errori nella storia dell’intrattenimento, avendo rinunciato ai diritti degli Avengers per una miseria. Avete capito bene: Marvel, a corto di contante, aveva proposto a Sony di acquistare tutti i personaggi degli Avengers per un pugno di dollari. Il resto è storia.

Tornando all’Uomo Ragno, la major nipponica mette subito in cantiere un film diretto da Sam Raimi e con Tobey Maguire nei panni di Peter Parker che diventerà poi storia del cinema. Spider-Man, nel 2002, fu un enorme successo al botteghino, e ovviamente Sony non poteva stare a guardare: due anni dopo arrivò Spider-Man 2, e subito dopo venne approvato anche il terzo film. L’idillio tra Raimi e la major proseguiva. Per ora.

Spider-Man 3 fu il primo grande pomo della discordia. Conosciuto a Hollywood per molto tempo come il film più costoso di sempre – ancora oggi non sappiamo a quanto ammonti il budget, con storie confuse che parlano di anni interi di riprese e cachet degli attori decollati alle stelle, il terzo film della saga ebbe un pericoloso grattacapo da gestire per Raimi: Venom. Sony intendeva infatti spremere per bene tutte le proprietà legate a Spider-Man, e il simbionte era una delle risorse più preziose. I produttori fecero quindi enormi pressioni, che in questo caso si chiamano obblighi, su Raimi per inserire anche Venom nel film. Un film che aveva già due villain, e che doveva accoglierne un terzo imprevisto. Per evitare spiacevoli effetti collaterali, Raimi acconsente alle richieste di Sony e Spider-Man 3, dopo tanta attesa, esce nel 2007 raccogliendo sì quasi 900 milioni di dollari al botteghino ma lasciandosi dietro anche parecchia ruggine tra l’azienda nipponica e il regista, spalleggiato dal cast principale.

A seguito di un incasso di tali proporzioni, comunque ridimensionato a causa del già citato budget stratosferico – alcune stime dell’epoca parlarono addirittura di 350 milioni di dollari, una cifra semplicemente folle per il 2007 -, Sony sembrava intenzionata a proseguire con la linea dettata da Sam Raimi, che fino a quel momento aveva sempre avuto ragione al botteghino. Già nel 2007, anno di uscita del terzo film, entrò in pre-produzione Spider-Man 4, nuovamente con Tobey Maguire e Kirsten Dunst nel cast ma con villain nuovi di zecca.

All’epoca in Sony non c’era solo l’onnipresente Avi Arad, responsabile dello scempio di Venom in Spider-Man 3, ma anche un certo Kevin Feige, all’epoca semplice produttore che poco tempo dopo diventerà una delle figure più influenti di Hollywood e dei cinecomic dando inizio al Marvel Cinematic Universe con la Disney. I due, che lavorarono insieme per molto tempo, iniziarono a progettare il futuro del franchise di Spidey ancor prima dell’uscita del terzo film, ma fu solo nel 2007, a pochi mesi dall’uscita del nuovo film, che si iniziò a pensare seriamente a Spider-Man 4. Prima di tutto, però, c’erano alcune rogne da risolvere: Raimi, evidentemente scottato dalla vicenda Venom, era intenzionato a prendersi una pausa da Spider-Man, e il cast con lui. È probabile che a un certo punto a Raimi sia stata data carta bianca, perché sul finire di quell’anno venne, come detto poco fa, dato il via alla pre-produzione del nuovo capitolo insieme al cast originale.

Sembra che l’idea originale di Raimi, che ora poteva finalmente lavorare in santa pace, fosse di riproporre la criticata formula dei tre villain, anche se con maggior cautela e ragionamento. Il regista intendeva riportare prima di tutto in scena il dr. Curt Connors, già apparso nella saga interpretato da Dylan Baker, per compiere la sua trasformazione in Lizard; Bruce Campbell, poi, già apparso in vari cameo nella trilogia, era il maggior indiziato per il ruolo di Mysterio, l’abile illusionista e nemesi di Spider-Man; nel dicembre 2009, poi, si scoprì che John Malkovich era in trattative per interpretare il terzo villain, Adrian Toomes – l’Avvoltoio, mentre Anne Hathaway avrebbe impersonato una sorta di versione originale di Felicia Hardy, differente dalla tradizionale Gatta Nera dei fumetti. Tutto era pronto: Peter Parker contro Avvoltoio, Mysterio e Lizard, e forse anche questa nuova Gatta Nera. E invece no.

Uno dei concept art del mai realizzato Spider-Man 4 di Sam Raimi. In rete potete trovare anche altri concept art che mostrano Spider-Man e Mysterio.

La notizia dell’ingaggio di Malkovich arrivò come detto a dicembre 2009, in un momento in cui il film sembrava ormai a un passo dall’iniziare le riprese. Proprio sul più bello, invece, arrivò la doccia fredda: Spider-Man 4 non si fa. Nonostante le richieste di Sam Raimi di avere più tempo, Sony premeva infatti per fissare la release del film al maggio 2011 – il che significava in pratica avere poco più di un anno per le riprese e la post-produzione, con una sceneggiatura che, forse, non era ancora stata ultimata del tutto. I rapporti tra le due parti si disintegrano totalmente pochi giorni dopo l’inizio del 2010. Sony è irremovibile, e così anche Raimi. Il risultato è che non solo il regista viene allontanato, ma con lui anche Tobey Maguire e Kirsten Dunst, che appoggiavano Raimi e che non erano intenzionati a proseguire senza di lui. Senza pensarci neanche troppo, in pochi giorni Sony quindi chiude definitivamente il progetto Spider-Man 4 (e non solo, come vedremo tra poco), scioglie i contratti e annuncia lo sviluppo di un nuovo franchise dedicato a… Spider-Man!

Ebbene sì, per la major nipponica era impossibile rinunciare a un importante personaggio come l’Uomo Ragno, e dunque “approfitta” dell’addio di Raimi, Maguire e Dunst per azzerare tutto e ripartire da capo con The Amazing Spider-Man, stavolta iniziando a pensare in grande sin da subito. Fin troppo in grande, cosa che si rifletterà inevitabilmente anche su questo nuovo franchise. Ma ne riparleremo tra poco.

Progetti collegati al defunto Spider-Man 4

Sony aveva in programma un progetto ben più ampio per il franchise di Spider-Man, che sarebbe andato oltre il quarto capitolo diretto da Sam Raimi. Come detto, l’ambizione non mancava ai produttori, ai quali mancò però l’elemento più importante tra tutti: la pazienza.

Spin-off su Venom

La cosa uscì anche in alcune interviste del 2007, dalla bocca dello stesso super-produttore Avi Arad. Insieme a Spider-Man 4, lo studio aveva infatti intenzione di sviluppare uno spin-off dedicato interamente a Venom, introdotto nel terzo capitolo della serie con tante pressioni su Raimi – ed ecco spiegato il perché. Se non altro Sony, col tempo ha riconosciuto il suo errore, tanto che nel 2018 Arad si è scusato con Raimi per gli obblighi imposti su Spider-Man 3.

Non sappiamo praticamente nulla su questo film di Venom, anche se possiamo immaginare che non avrebbe certo riproposto Eddie Brock (morto in Spider-Man 3) e che si sarebbe forse concentrato su Flash Thompson, personaggio già visto nel corso della trilogia. Il problema più grande, semmai, restava un altro: il simbionte era stato completamente distrutto da Peter nel film. Come sarebbe tornato? Misteri…

Spider-Man 5 e Spider-Man 6 di Sam Raimi

Già, Spider-Man 5 e Spider-Man 6. Sony sapeva di avere tra le mani una miniera d’oro, e stavolta voleva fare le cose in grande. Propose quindi a Raimi di iniziare a pensare non solo a un quarto film, ma a una nuova trilogia, con il regista che non si fece scrupoli a immaginare una lunga storyline che avrebbe attraversato tutti i successivi film – un po’ come ci che fece la Disney con Pirati dei Caraibi 2 e 3, dopo l’enorme successo della prima pellicola.

Nonostante fosse concentrato sul quarto film, Raimi iniziò quindi a buttare già le prime bozze per i successivi capitoli, per i quali l’ambizione definitiva era di giungere ai fatidici Sinistri Sei.

In Spider-Man 5, secondo le confuse cronache del web (non è mai semplice recuperare materiale di sequel di film che non sono mai usciti, dunque siate clementi se avete udito altre notizie discordanti), Dylan Baker sarebbe nuovamente tornato come Lizard, mentre Robert Knepper era stato scelto per il ruolo di Carnage. Eliza Dushku, secondo alcune fonti, sarebbe diventata la vera Gatta Nera, dopo il “falso” personaggio di Anne Hathaway nel quarto film.

Per Spider-Man 6 si ipotizzava invece la presenza di Kraven il Cacciatore ed Electro, i quali, insieme al ritorno di John Malkovich nei panni dell’Avvoltoio e di altri villain, avrebbero finalmente portato i Sinistri Sei sul grande schermo.

Come è ben chiaro, questi film sono rimasti delle pure e semplici bozze nella testa dei produttori e degli addetti ai lavori, e non sappiamo neppure se esista qualcosa di scritto e tangibile per tali pellicole. È comunque interessante notare che alcune di queste idee sono state poi “riciclate” in breve tempo da Sony per il suo successivo franchise di Spidey, per il quale aveva progetti ancor più ambiziosi.

The Amazing Spider-Man 3, 4 e spin-off vari

Dopo l’addio di Raimi, il franchise riparte da capo, e nel 2012 viene pubblicato The Amazing Spider-Man, primo di una nuova serie di film con Andrew Garfield nei panni di Peter Parker, Emma Stone in quelli di Gwen Stacy, e Marc Webb dietro la macchina da presa. A differenza dell’esordio di Raimi, TASM pensa già al futuro, introducendo vari elementi che saranno poi ripresi nelle pellicole successive e lasciando intendere in vari odi che le Oscorp Industries sarebbero state una sorta di mega-corporazione che avrebbe dato filo da torcere a Peter per il futuro. Cosa dicevamo della pazienza in casa Sony? Ecco, ricordatevi di questo nostro monito…

The Amazing Spider-Man ottenne un buon successo al botteghino, e anche Andrew Garfield venne apprezzato come nuovo Peter Parker del grande schermo. Pertanto, Sony mise subito Webb al lavoro su un secondo film, che avrebbe avuto un compito tra i più difficili tra tutti: fare da collante con una storia gigantesca, ma che nessuno aveva ancora visto.

In casa Disney, in quegli anni, gli Avengers e il Marvel Cinematic Universe stanno facendo il bello e il cattivo tempo dei cinecomic. I Vendicatori hanno incassato quasi un miliardo e mezzo di dollari con il loro primo film corale, una cifra incredibile per un cinecomic spinta anche dall’incredibile successo di pellicole come Iron Man, e Sony intende spremere fino al midollo il suo SpiderVerso. Dopo aver abbozzato un tentativo di collaborazione con i Marvel Studios – se non lo sapete, sì: ci furono contatti con Kevin Feige per inserire lo Spider-Man di Garfield nel MCU -, Sony decise di procedere per conto suo e accelerare drasticamente i tempi per la creazione del suo universo cinematografico. Ancora una volta, la pazienza che manca…

Nel 2013, ben un anno prima che The Amazing Spider-Man 2 fosse lanciato, Sony illustra i suoi ambiziosissimi piani per l’universo condiviso: Garfield avrebbe interpretato Peter Parker anche in The Amazing Spider-Man 3 e The Amazing Spider-Man 4, fissati rispettivamente al 2016 e 2018, e tra questi ci sarebbe poi stato spazio anche per altre due pellicole spin-off dedicate a Venom (sì, ancora lui) e ai Sinistri Sei, che sarebbero stati in larga parte introdotti nel corso del secondo film con Goblin, Electro e Rhino.

Prima di capire le motivazioni dietro alla brutale cancellazione del progetto, permetteteci di spiegare per quale motivo è meglio che la vicenda sia finita così. E non solo perché Spidey è entrato nel MCU, permettendogli di far parte di un mondo molto più grande e più vicino alla sua casa – i fumetti. Alex Kurtzman, già sceneggiatore dei primi due film, venne incaricato di iniziare a scrivere le prime bozze di TASM 3 e 4. Il terzo film, in particolare, è quello di cui conosciamo più dettagli, ed ecco la (brutta) trama.

Norman Osborn (Chris Cooper) in The Amazing Spider-Man 2.

In The Amazing Spider-Man 3 Peter Parker riesce a trovare una formula che gli permette di riportare in vita i morti, e questo include suo zio Ben Parker, il capitano Stacy, e naturalmente anche l’amata Gwen uccisa da Harry Osborn nel secondo film. Non sappiamo se sarebbe stato grazie a tale formula, ma nel film sarebbe tornato in vita anche Norman Osborn (Chris Cooper), o per meglio dire la sua testa. Dopo la sua (apparente) morte in TASM 2, il capo della Oscorp sarebbe infatti tornato a sorpresa in scena come una testa scongelata e riportata in vita, e sarebbe diventato il vero Goblin, prendendo poi il controllo dei Sinistri Sei che sarebbero stati introdotti nel loro spin-off in uscita nel 2015, e… chissà cos’altro. Raccontare la trama del defunto TASM 3 è complicata anche con un riassunto; la storia, secondo alcune fonti, avrebbe portato in scena anche Spider-Gwen, anche se non è chiaro come, alla luce delle scoperte di Peter in The Amazing Spider-Man 2; il padre di Peter, Richard Parker, già presente nel famoso finale tagliato di TASM 2 e capace dunque di sopravvivere a un incidente aereo; si parlava poi della Gatta Nera già accennata nel secondo film (Felicity Jones apparve per un breve cameo nei panni di Felicia Hardy), di Venom (che in qualche modo doveva essere introdotto), e della possibilità di far nuovamente morire tutti i personaggi riportati in vita da Peter. Un minestrone abbastanza imprevedibile.

Come abbiamo già visto sempre in questo articolone, Sony finisce col fare il passo più lungo della gamba. Nel 2014 The Amazing Spider-Man 2 fa flop al botteghino (710 milioni di dollari, un cifra ritenuta troppo bassa dalla major), Webb e Garfield non sono più convinti di proseguire nel franchise e la macchina s’inceppa. Questo non solo “grazie” al secondo film, che ha i suoi evidenti problemi, ma anche per il famoso caso delle email trafugate da un attacco hacker della Corea del Nord nei confronti di Sony – piccola contestualizzazione: in quell’anno doveva uscire il controverso The Interview, film con Seth Rogen e James Franco nel quale due americani venivano spediti in missione per uccidere il dittatore coreano. Il resto è storia: il regime si disse fortemente contrario, Sony rispose picche e a quel punto Pyongyang scatenò i suoi hacker, che diffusero tutta la corrispondenza privata interna dell’azienda nipponica.

In mezzo al mare di email, c’erano anche tante discussioni riguardanti il franchise di Spider-Man. Kevin Feige, nonostante lavorasse ai Marvel Studios, cercava di consigliare la produttrice Amy Pascal su come migliorare il franchise di Spider-Man – venendo ignorato malamente prima dell’uscita del film, anche se le cose poi cambieranno. La performance di Garfield era poi oggetto di numerose critiche da parte dei dirigenti, che gli imputavano il flop di TASM 2 insieme a Webb. Si scoprì inoltre che, in gran segreto, Pascal era in contatto da alcune settimane nientemeno che con Bob Iger, presidente di Disney, per riprendere il discorso già intavolato in precedenza dell’inclusione di Spider-Man nel MCU.

spider man captain america civil war

Il disastro mediatico fu clamoroso per Sony, che approfittò della bagarre per cambiare ancora una volta i suoi progetti a lungo termine: l’universo di The Amazing Spider-Man si concluse con appena due film prodotti sui sei (e forse più) programmati. Per fortuna di Sony, questo fu una delle sue idee più redditizie. Di lì a poco, infatti, Spider-Man venne integrato nel Marvel Cinematic Universe debuttando nel 2016 in Captain America: Civil War, e prendendo parte ai successivi due kolossal della saga degli Avengers. Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far From Home, anche grazie alla partecipazione delle star dell’MCU, sbancheranno il box office: il secondo film, in particolare, è finora l’unico del franchise di Spidey ad aver superato (e ampiamente) il miliardo di dollari al botteghino.



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  1. Alessandro


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