Anteprima Mirror’s Edge Catalyst

Di Diego "Lanzia" Savoia
24 Aprile 2016

Un gioco infinito e competitivo

Una delle vere novità introdotte in Catalyst risiede nel sistema di potenziamenti: mentre il primo capitolo era più statico, qui Faith subisce una continua evoluzione, migliorando le sue capacità e acquisendo nuove abilità, che si riveleranno poi indispensabili per superare gli scontri oppure alcuni ostacoli impegnativi. Nel corso della storia otterremo alcuni punti da spendere in tre ambiti: movimento, combattimento ed equipaggiamento. Certo, alcuni tra questi miglioramenti sono in realtà capacità basilari che Faith dovrebbe possedere già all’inizio (come “sollevare le gambe” oppure “girarsi velocemente”) ma altre, come il rampino o uno strumento di hackeraggio, diventano indispensabili via via che la storia prosegue, e nel complesso il nuovo sistema di progressione incita i giocatori a mettersi sempre in gioco.

Questo non era però possibile in Mirror’s Edge Catalyst, e perciò gli sviluppatori hanno introdotto una miriade di missioni secondarie oltre alla storia principale. Queste vengono segnalate sulla mappa e possono essere svolte in qualsiasi momento, permettendoci così di non girare a vuoto tra gli edifici o, addirittura, di chiudere il gioco una volta finita la campagna proposta. Ma la longevità di Catalyst non resta condensata in queste missioni aggiuntive: analizzando gli angoli della città, infatti, scopriremo una parte del gioco che ci era stata tenuta nascosta. I collezionabili, gli oggetti e le registrazioni disperse sui tetti sono pressoché infiniti, vista la vastità della mappa, e per questo è quasi impossibile il subentrare della noia in questo reboot.

Ma non finisce qui: il Social Play tanto promosso da DICE si è rivelato, almeno nella closed beta, un vero punto di forza in Mirror’s Edge Catalyst. Questo consiste in tutto quell’insieme di interazioni tra noi e gli amici che possiedono il gioco: oltre alle gare ad ostacoli proposte dagli sviluppatori, infatti, possiamo creare noi stessi dei circuiti di parkour, registrare il nostro miglior tempo, e sfidare gli amici. Tutto ciò va ad aumentare la longevità di Mirror’s Edge Catalyst, avvicinandolo a titoli tripla A che già sfruttano delle funzioni simili, e giustificando perciò il rinvio, seppure di sole due settimane, del reboot.

Mirror's Edge Catalyst Faith

Luci e ombre

Ultimo punto di cui parlare, ma non per importanza, è la grafica di Mirror’s Edge Catalyst. Fin dai primi attimi di gioco riemerge il sistema di illuminazione creato già nel capitolo precedente, con gli stupendi giochi di luce e riflessi nella città di specchi: la qualità delle texture è però cambiata in meglio e i dettagli sono molto più curati. Si sente perciò l’influenza del motore grafico Frostbite 3, che è andato a sostituire il “vecchio” Unreal Engine 3.

Nonostante questo, però, nel comparto grafica e prestazioni troviamo alcune carenze da parte di DICE: i cali di frame sono purtroppo frequenti, specie nei momenti in cui l’azione si fa più frenetica, ma anche nelle cutscene tra una missione e l’altra. Inoltre non mancano i bug grafici, con la povera Faith incastrata nelle impalcature dei ponteggi, oppure alcuni personaggi con il viso sfocato e non caricato correttamente: si tratta però di problemi grafici, che non comportano alcuna difficoltà nel proseguimento del gioco, e che presumibilmente verranno corretti prima del lancio.

Conclusione

Da ciò che abbiamo potuto assaggiare con la closed beta, possiamo affermare che Mirror’s Edge Catalyst è un lavoro ben fatto da parte di DICE e godrà di una longevità più che buona grazie agli elementi già detti: le mancanze a livello grafico e la sovrabbondanza di scelta tra i potenziamenti potrebbero però portare i giocatori attenti ai dettagli a svalutare in parte il gioco. Nonostante tutto, Mirror’s Edge Catalyst non solo riporta in vita quello stile frenetico, tipico del parkour, lasciato anni fa con il primo capitolo, ma lo conduce alle estreme conseguenze, condendolo con la costante attenzione del giocatore durante le sessioni di gioco.

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Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.