Call of Duty Modern Warfare | 5 cose che abbiamo amato della Beta

Di Andrea "Geo" Peroni
24 Settembre 2019

Anche il secondo weekend di Beta di Call of Duty: Modern Warfare si è concluso, e ora non possiamo fare altro che attendere il 25 ottobre quando il gioco sarà reso disponibile su PS4, Xbox One e PC. Nell’attesa, però, possiamo sempre parlare del gioco. Inutile dire che le aspettative intorno a questo reboot del sub-franchise più famoso della storia di Call of Duty, sono altissime, considerando che il team al lavoro è formato da grandi nomi e che gli sviluppatori stanno cercando in tutti i modi di rimodernare il brand senza distaccarsene però troppo, un’impresa non facile specialmente quando devi accontentare milioni di giocatori contemporaneamente. L’occasione della chiusura della Beta ci sembra la più propizia per parlarvi di 5 cose che abbiamo davvero apprezzato di questi weekend di prova, e domani, da buoni rompiscatole quali siamo, vi parleremo ovviamente di 5 cose che invece richiedono un aggiustamento al più presto.

2V2 GUNFIGHT

Cominciamo con una delle novità più interessanti. La modalità 2v2 Gunfight, o Scontro, che per prima abbiamo potuto provare nella open alpha che si è tenuta a fine agosto, è stata una vera sorpresa. Non vi nego che si tratta, molto probabilmente, della modalità sulla quale io e il fidato compagno di scorribande Mr. Frank abbiamo passato più tempo in assoluto tra closed e open beta di Modern Warfare. Il funzionamento della modalità è semplice, intuitivo e dannatamente perfetto per un futuro nel competitive: due squadre da due giocatori che si scontrano in piccole mappe (scommettiamo che Rust sarà una di queste?) con classi predefinite oppure con armi da recuperare sul terreno di gioco, come prevede una variante di Scontro. Vero, probabilmente c’è qualcosina da limare. Il fatto che nelle classi dotate di fucili da cecchino ci sia anche un fucile d’assalto, ad esempio, toglie il brivido dello sniping. Ma come inizio non c’è davvero di che lamentarsi.

LA GUERRA TERRESTRE CHE VOLEVAMO

E continuiamo con un’altra delle grandi novità di Modern Warfare, la modalità Guerra Terrestre (o Ground War) che spinge il gioco verso una prospettiva inedita. Questa modalità, pensata appositamente per combattimenti su larga scala tra due team composti da 32 giocatori, finisce col ricordare inevitabilmente il rivale storico della serie, Battlefield. Un paragone che non spaventa Infinity Ward, del resto l’intento sembra proprio essere quello di prendere spunto da uno dei grandi successi della serie rivale per proporre una nuova esperienza ai giocatori di Call of Duty, fatta non solo di soldati ma anche quad, carri armati e altri mezzi. Il sistema di spawn forse deve essere studiato meglio, o perlomeno migliorato, ma a parte questo e una generale confusione che vi assalirà almeno nelle prime partite (parliamo pur sempre di una modalità 32v32 con le classiche meccaniche di COD e con lo scontro che inevitabilmente si concentra nelle zone centrali, dunque il caos regnerà sovrano), Ground War è un’altra preziosa cartuccia nel caricatore di Modern Warfare.

SEMBRA COD, LO È E NON LO È

Inutile negarlo, Infinity Ward ce l’ha messa tutta per portare una vera rivoluzione nel brand dai tempi di Advanced Warfare, e per farlo ha scelto di partire dalle meccaniche più basilari del nostro alter ego virtuale. Movimento, corsa, mira, la fisica stessa dei personaggi è stata radicalmente modificata e si discosta ora dai canoni classici del franchise, seppur voglia ovviamente mantenere una certa familiarità per non disorientare il giocatore. Insomma, inizialmente dovrete farci l’abitudine. Dovrete capire come gestire il personaggio, come e quando sfruttare nuove feature come il posizionamento dietro ad un angolo o una barriera, prendere familiarità con meccaniche che rendono imprevedibili scontri prima già scritti. Un Call of Duty proiettato nel futuro ma che continua a guardare al suo passato. Se le premesse sono queste, Modern Warfare parte col piede giusto.

CENTINAIA E CENTINAIA DI POSSIBILITÀ

Da buon FPS, Call of Duty ha sempre puntato sulla personalizzazione delle armi per fornire ai giocatori più modi di interpretare una bocca da fuoco. Su Modern Warfare, questa personalizzazione ha raggiunto livelli davvero estremi. L’arma può essere modificata in praticamente tutte le sue componenti, e per ognuna di esse esistono tante possibilità che variano rateo, rinculo, danno, velocità di mira, velocità di ricarica, addirittura efficacia del corpo a corpo. Insomma, parliamo di centinaia di varianti delle armi, il numero in assoluto più alto nella storia del franchise, e questo implicherà tanto studio per scegliere la classe con la quale vi trovate meglio, l’arma che più vi soddisfa e così via.

IL RITORNO AL PASSATO CHE CI VOLEVA

Sembra assurdo da dire, considerando che abbiamo appena parlato di grosse novità rispetto ai precedenti capitoli (e soprattutto alla trilogia di Modern Warfare pubblicata a cavallo tra il 2007 e il 2011), eppure è proprio così: Call of Duty: Modern Warfare vuole mettere in scena un glorioso ritorno al passato per il franchise, passando anche per alcuni cambiamenti necessari per restare al passo coi tempi ma che non vogliono rovinare il feeling al quale tutti siamo abituati. Sarà forse che in Infinity Ward, dopo molti anni, sono tornati a lavorare le originali menti che partorirono la storica trilogia, e che quindi sanno cosa vuole il pubblico di oggi. Sono quelle stesse menti che hanno creato Titanfall, tra i migliori FPS di questa generazione. Quindi sì, c’è tanta fiducia in questo progetto, infinitamente più di quanta ce ne fosse in Infinite Warfare nel 2016. Modern Warfare potrebbe rappresentare la rinascita, per quanto abbiamo visto, di COD dopo anni difficili.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.