COD 2021 come Cyberpunk 2077? Secondo un insider, al momento il gioco è un disastro

Di Andrea "Geo" Peroni
12 Aprile 2021

Call of Duty 2021 è nei guai. Questo è quanto emerge dalla nuova dichiarazione di un ben noto insider, rivelatosi decisamente affidabile in passato, che prospetta una situazione decisamente problematica per il nuovo capitolo della serie sparatutto di Activision.

Parliamo già da diverse settimane di quello che, secondo i report, si chiamerà Call of Duty: Vanguard. Il prossimo titolo della serie targata Activision, per il quale l’integrazione con Warzone potrebbe avvenire molto tardi a causa di indecisioni all’interno del team, dovrebbe essere ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, per un ritorno al ben noto setting storico che il franchise ha già esplorato in molte occasioni.

A tal proposito, il tema della WWII sembra ormai confermato, ma i rumor prevedono due possibili strade: un gioco classico, ambientato nella Seconda Guerra Mondiale che ben conosciamo, o addirittura un titolo che si spinge negli anni ’50 in una sorta di timeline alternativa nella quale la guerra non è mai finita.

In ogni caso, gli insider sono tutti d’accordo sullo studio che si sta occupando dello sviluppo: Sledgehammer Games, i creatori di Advanced Warfare e WWII, che avrebbero dovuto occuparsi dello sviluppo di Call of Duty 2020 prima di essere sostituiti da Treyarch – parliamo ovviamente di Black Ops Cold War – quando Activision non è rimasta soddisfatta dei risultati.

A quanto pare, però, la situazione non è delle migliori, e anzi il gioco si trova attualmente in uno stato che Tom Henderson, noto insider del mondo di Call of Duty, definisce disastroso.

Il leaker afferma che provvederà presto a pubblicare tutto ciò che sa di Call of Duty: Vanguard allo stato attuale, ma il suo ultimo tweet non fa certo ben sperare i fan della serie.

Secondo l’insider, COD 2021 al momento non soddisfa gli standard di Activision, ma Sledgehammer Games, che avrebbe già ben chiari quali sono i problemi da risolvere, intende assolutamente lanciare il gioco nella tradizionale finestra autunnale e rispettare la scadenza imposta dal publisher. Gli sviluppatori sarebbero stati presi in contropiede dalla pandemia, che ha rovinato in larga parte i piani per la produzione.

Il problema, semmai, nasce da quelle che sarebbero le intenzioni di Slegdehammer in merito al lancio del gioco, che sarà problematico. Il leaker sostiene che la software house abbia già considerato l’idea di pubblicare il titolo come da previsione, ma non senza una massiccia dose di problemi e una certa carenza di contenuti, che lo studio non riuscirà a risolvere in tempo per il lancio. Il supporto post-lancio servirà proprio a sistemare Call of Duty: Vanguard e ad arricchirlo di contenuti, ma la stessa Activision sa che l’operazione non sarà semplice, tanto che l’azienda americana avrebbe già messo in conto di non superare le vendite di Black Ops Cold War.

Alla luce di tali dichiarazioni, è impossibile non fare un paragone con ciò che è accaduto a CDPR e a Cyberpunk 2077. Il gioco dei creatori di The Witcher, pubblicato lo scorso dicembre, è arrivato sul mercato con notevoli problemi tecnici, tanto che Sony ha deciso di rimuoverlo dal PlayStation Store e che ancora oggi, quasi 5 mesi dopo, non è disponibile all’acquisto.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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