Doom Eternal: La fine della missione

Di Marco "Connor" Corazza
26 Aprile 2020

Dopo un’attenta analisi di documenti, oggetti, abilità e armi e di tutto ciò che vi è dietro (e aver aspettato che molti recuperassero i capitoli precedenti), possiamo finalmente riprendere da dove avevamo lasciato e raccontare la lore, con tutti i collegamenti del caso, di Doom Eternal.

Ciò che tratteremo non sarà solamente quello che abbiamo visto con la storyline principale, durante il gameplay e le scene varie, ma anche i retroscena e i flashback, molto importanti per legare il discorso, che sarà lungo e complesso così come pieno di spoiler; raccomandiamo perciò di evitare di proseguire a chi ancora non ha finito il gioco.
Detto questo, ecco a voi la vera trama di Doom Eternal.

CIO’ CHE RIMANE DEI TERRESTRI

Ormai solo il 40% della popolazione della Terra è sopravvissuto alla minaccia demoniaca, ma non è ancora fuori pericolo, ogni sistema difensivo è stato spazzato via e l’umanità non accenna a ripartire con le proprie forze.
Enormi zone del pianeta sono diventate inabitabili, orde di demoni soffocano la vita in ogni dove, la maggior parte delle strutture sono cadute e la civiltà è in ginocchio, così come natura e atmosfera, avvelenati e distrutti.

Nel registro di Vega possiamo leggere inoltre: “Tra i sopravvissuti si è registrato un aumento nell’uso di simboli e abitudini tipici delle comunità religiose, dovuto alla percezione collettiva dell’entità biblica in un potere superiore per razionalizzare la distruzione improvvisa del loro mondo, arrivando a credere che questi eventi rappresentino una sorta di punizione divina“, ciò ci riconduce al fatto che la civiltà che tutti conoscevano sia stata sopraffatta e si sia rifugiata, non solo fisicamente.
Le basi militari in comunicazione con le Nazioni Alleate, un singolo governo mondiale, si sono poi raggruppate per formare, nel 2151, l’ultima speranza per l’umanità: l’ARC.

ANGELI E DEMONI

In questo Doom vi è un profondo collegamento tra queste due categorie, gli angeli in particolare (i Maykr) sono i portavoce della sovrana del loro mondo: la Khan Maykr, essa convoca questi esseri divini come consiglieri sovrintendenti dei mondi comandati da lei.
La Khan Maykr viene data alla luce ogni 10.000 anni dalla coscienza collettiva di questa popolazione, ora però cambia tutto, non possono più creare un successore al Padre di tutto per la stirpe dei Khan, permettendo a quella esistente di mantenere il potere a tempo indeterminato.
A tutto questo c’è un “bilanciamento”: i Sacerdoti Infernali, che supervisionano senza sosta l’invasione della Terra.

Dal loro tempio, i Sacerdoti emanavano una potente influenza che coordinava le forze caotiche dell’Inferno, aumentando l’efficacia in battaglia delle orde di demoni.
Il Thrall, un titano dotato di gran resistenza, si rivelò indistruttibile con le armi classiche dell’ARC, ma solo annullando il legame con i Sacerdoti, esseri che assunsero il potere per preparare la Terra al rito di sangue Finale, il rito può essere fermato solo con la loro distruzione.
I Sacerdoti sono 3: Deag Nilox (colui che opera sulla superficie terrestre, perfido e crudele, cattura i civili per utilizzarli nei suoi rituali), Deag Ranak (preparò il portale infernale per l’invasione e purificazione della Terra e lavorò al fianco di Olivia Pierce, assumendo il controllo della UAC e gettandola nella rovina) e Deag Grav (il più potente, il tiranno del popolo di Argent D’Nur e creatore dell’Arena, in cui si fronteggiano potenti combattenti per il puro divertimento dei demoni; egli ha usato il cuore del figlio del capo delle Sentinelle per alimentare l’Icona del Peccato).

TUTTO SI COLLEGA

A due anni dalla conclusione temporale degli eventi del primo capitolo, le forze infernali hanno trasformato la Terra, piegata da pentacoli fiammeggianti che ora ricoprono interi continenti; e in tutto ciò, siamo stati spediti lontano da Samuel Hayden e ora ci ritroviamo a bordo della Fortezza del Destino.
La Fortezza è una stazione di comando creata e usata dalle Sentinelle, di progettazione Argenta e produzione Maykr, sfruttata da esse in ambiti militari; quella utilizzata dal Doom Slayer è probabilmente l’ultima rimasta di una grande flotta.

La nostra missione è di eliminare i 3 sacerdoti demoniaci e la rispettiva Khan Maykr, il primo dei quali si trova già durante la prima missione a New York, mentre i restanti due vengono spediti in luoghi separati.
Il secondo demone viene portato alla Base dei Seguaci, dove viene decapitato dal buon Slayer, e l’ultimo dei 3 è in una locazione segreta: per trovarla, dovremo recarci al luogo ove l’invasione ebbe inizio, il super nido di sangue.
Qui le truppe NATO, le unità di forze speciali ecc., hanno affrontato l’invasione più grande mai vista sulla Terra, un nido di sangue davvero enorme che avvolge il reattore e che verrà fatto saltare in aria da noi, arginando in parte l’onda di demoni.

A questo punto arriviamo di fronte al consiglio delle Nazioni Alleate, dove recupereremo due cose di vitale importanza: il Crogiolo e Samuel Hayden (o quello che ne rimane).
Egli, dopo la distruzione della sorgente dell’Argent su Marte, avvisò le NA e accettò di fornire accesso a varie strutture della UAC sulla Terra e alle varie tecnologie in suo possesso, compresa l’arma. Fatto ciò, lo scienziato ci rivelerà la posizione dell’ultimo sacerdote.

Questo è un passaggio fondamentale nella trama, infatti lo Slayer dovrà usare il BFG 10.000, un cannone a particelle presente su Marte, per fare letteralmente un buco al pianeta rosso e poter accedere all’antica città di Hebeth, in cui troverà un portale per la nuova destinazione: Sentinel Prime.
Durante il sopralluogo, Il Doom Guy ha dei flashback sugli avvenimenti che in passato lo portarono in quel luogo e tutto ciò lo porta ad affrontare il Gladiatore (pupillo di Deag Grav), grande combattente dell’Arena, una volta luogo di onorevoli combattimenti in cui i prigionieri degli Argenta venivano messi alla prova per determinare se avessero il diritto di combattere nella prima fila dell’esercito, ora diventato posto dedicato a sport sanguinari.
L’essere armato di un grande scudo maledetto, una volta fatto malamente a pezzi, lascerà spazio all’esecuzione dell’ultimo sacerdote infernale, che però provoca il collasso della fiducia delle sentinelle in noi (per via delle leggi del luogo); fatto ciò, torniamo sulla Fortezza, dove la Khan Maykr ha disattivato preventivamente ogni comando per impedirci di agire e mettere in atto un ultimo e disperato tentativo per distruggere tutto: resuscitare l’Icona del Peccato, l’essere con cui abbiamo avuta già il dispiacere di combattere, nato dallo spirito del figlio del Traditore delle sentinelle liberato dall’Inferno ma condannato alla forma del leggendario demone, legato alla precedente vita solo dal cuore umano, ormai anch’esso perduto nel profondo dell’oscurità.

Il compito finale è ora delineato, grazie alle conoscenze acquisite ricompletiamo il Crogiolo appena recuperato e ci dirigiamo ad Urdak, qui è in atto il rituale con cui i demoni possono risvegliare l’Icona e controllarla.
Purtroppo lo Slayer non può fermare il rituale, ma distruggendo il cuore ancora pulsante del figlio del Traditore, ci si assicura che nessuno possa controllare l’essere, né noi né i demoni.

Lo scontro con la Khan Maykr ha finalmente inizio, essa sfrutta poteri inimmaginabili per sopraffarci, infine però, strisciando e rimpiangendo tutto ciò su cui era destinata a governare, anche lei perisce.
Dopo la regina dei demoni, lo Slayer si lancia in uno scontro finale per la supremazia contro l’Icona del Peccato, gli eterni rivali si fronteggiano e, grazie al potere del Crogiolo, sarà quest’ultimo ad avere la peggio; il nostro uccisore riesce nuovamente a fermare la minaccia infernale.

Ogni segreto ora è stato finalmente svelato, la trama principale di Doom non sembra più lasciare punti in sospeso o buchi temporale senza spiegazione, abbiamo completato il cammino e di questo c’è da esserne orgogliosi.

Siete soddisfatti della conclusione della saga (per il momento)? Non possiamo non dire che sia stata una degna fine, in linea con gli avvenimenti che ci hanno accompagnato per tutti questi anni.
Cogliamo l’occasione per ringraziare Bethesda per aver potuto provare con mano questo capolavoro sempreverde… che sicuramente non sarà l’ultimo.

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Abbiamo parlato di:

Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.




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