Dov’è finito Dead Island 2? | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
19 Agosto 2019

Giugno 2014, tempo di E3 e tempo di (o forse bisogno di) succose novità per PlayStation 4. La nuova generazione è iniziata da circa 6 mesi, e i grandi colossi del mercato videoludico sembrano quasi colti alla sprovvista. E non parliamo prevalentemente di grosse produzioni AAA multipiattaforma, ma anche del reparto esclusive dei due grandi contendenti al trono, Sony e Microsoft. Entrambe partite con grandi nomi al lancio delle rispettive console, entrambe in imbarazzo per la constatazione che le esclusive tanto decantate sono in palese ritardo. Specialmente Sony, maestra nell’annunciare con larghissimo anticipo un titolo, che dunque decide di attuare uno showcase all’E3 2014 incentrato principalmente sui multipiattaforma, per rimpolpare lo show e mostrare tanta carne al fuoco. Una strategia che attuerà anche Microsoft nel 2017 e nel 2018, e sempre per il medesimo motivo. Ma naturalmente stiamo divagando.

Siamo nel 2014 dicevamo, e sul palco della conferenza Sony, quel 10 giugno, c’è anche un nuovo titolo di Deep Silver. Un trailer in CG solare e divertente, che mostra un ragazzo intento a fare tranquillamente jogging lungo la spiaggia senza accorgersi che dietro di sé si sta scatenando il finimondo. Alcuni edifici sono in fiamme, le persone scendono in strada armate di tutto punto, le auto apparentemente impazzite provocano incidenti e vanno a schiantarsi ovunque: un’epidemia zombie sta iniziando, trascinandosi dietro una scia di non-morti impressionante. Anche il nostro malcapitato salutista, ignaro di tutto, ha iniziato a manifestare i sintomi della malattia: perdita dei capelli, pelle raggrinzita, resistenza aumentata, e una fame incontrollata per la carne umana. È solo il preludio alla sua fine: un furgoncino blindato lo uccide brutalmente, e un altro ragazzo scende a terra per raccogliere alcuni oggetti. Fine trailer, schermo nero e reveal del titolo. Dead Island 2.

Da quel giorno, quel lontanissimo 10 giugno 2014, Dead Island 2 è disperso. O quasi. Il gioco di Deep Silver, cavalcando l’onda dell’entusiasmo iniziale, sembrava aver già ingranato la marcia nel 2014 tanto da dare vita ad una serie di iniziative, alcune delle quali molto curiose. Seguendo la scia di quanto fatto in passato con Dead Island Riptide e Saints Row IV, il publisher coinvolse infatti in prima persona il suo pubblico per sapere cosa avrebbero voluto nella futura collector’s edition di Dead Island 2, un gioco che fresco dell’annuncio era sulla bocca di tutti. Sequel di un titolo certamente non perfetto ma che aveva saputo ritagliarsi un’importante fetta di pubblico, DI2 era sicuramente un pezzo importante della scuderia di Deep Silver, che si apprestava a coinvolgerlo il più possibile in giro per il mondo.

Rapidamente, dopo l’E3 e il primo reveal, i produttori fecero sapere che il gioco sarebbe apparso alla Game Expo Scotland di ottobre 2014 con una demo, non senza però abbandonare un appuntamento importante come la Gamescom di Colonia. Fu in quell’occasione, infatti, che Yager Development, software house messa al lavoro sul gioco da parte di Deep Silver, mostrò per la prima volta il gioco al pubblico con qualcosa di sostanzioso dopo il trailer in CG dell’E3. Un video gameplay che metteva in mostra le grandi novità rispetto al primo capitolo, sia in fatto di meccaniche che di ambientazione: Dead Island abbandonava l’ambientazione tropicale degli albori, per arrivare in un contesto più cittadino. Una prima demo che, a dire il vero, non entusiasmò come ci aspettavamo, perlomeno pensando al fatto che quel gioco sarebbe stato nelle nostre mani entro pochi mesi. Seppur notevolmente migliorato dal primo Dead Island, il gioco appariva ancora povero e con un comparto grafico abbastanza insoddisfacente, tra animazioni inesistenti, texture spalmate ed effetti delle esplosioni sui quali preferiamo sorvolare. Tuttavia, il gioco, che condivideva con Dying Light molto più che il semplice setting apocalittico, aveva degli spunti interessanti, e sapeva stuzzicare le giuste corde. Da lì in poi, per i mesi successivi, Deep Silver diede sempre più risonanza al suo gioco, che apparve anche all’EGX di Londra nel settembre dello stesso anno e che si faceva sentire, nelle cronache del mondo videoludico, sempre più frequentemente.

A tal proposito, vennero anche intervistato i ragazzi di Techland, originali sviluppatori della serie che però avevano deciso di abbandonare il progetto in favore di Dying Light, altro survival horror di grande successo e del quale all’E3 2018 è stato presentato proprio il sequel. Techland, che evidentemente non voleva accollarsi troppi progetti e rischiare di sforare con i tempi, lasciò il passo a Yager, che sembrava avere le idee chiarissime. Tanto chiare che una finestra di lancio era già stata decisa: primavera del 2015. In quel periodo, dunque tra il marzo e il giugno dell’anno successivo alla presentazione, il pubblico di PS4, Xbox One e PC avrebbe potuto avere il gioco tra le mani. Tutto sembra definito, tutti sembrano contenti, il gioco sembra pronto. Sembra, appunto.

Nell’aprile del 2015, dopo alcuni mesi di sospettoso silenzio (inizialmente il gioco veniva dato come uscente in aprile dai rumor), Yager e Deep Silver escono allo scoperto: Dead Island 2 sarebbe stato rinviato al 2016. Una decisione difficile da prendere, come sempre in questi casi, ma dettata dal bisogno di dare ai fan un grande sequel, non solo all’altezza del primo gioco ma superiore ad esso. La nota ufficiale recitava così:

Ci siamo sempre posti un grande obiettivo con Dead Island 2: creare un sequel in grado di portare Dead Island al livello successivo. Un gioco con ciò che i fan amano di Dead Island (più personaggi con cui giocare, co-op, l’ambientazione…) e in più molti nuovi contenuti e opzioni di combattimento. Volevamo avere tutto pronto per questa primavera ma, dopo averci pensato a lungo, abbiamo concluso che non saremmo riusciti a raggiungere il nostro scopo. Per questo abbiamo deciso di rinviare Dead Island 2 al 2016.Sappiamo che i nostri fan non saranno contenti, ma con un po’ più di tempo riusciremo a dar loro un gioco migliore.”

Un rinvio, e che sarà mai. Ormai i videogiocatori del nuovo millennio dovrebbero averci fatto l’abitudine. Del resto, la stessa Deep Silver pochi mesi prima aveva rinviato anche Dying Light per dare più tempo a Techland di rifinirlo, e ciò che ne scaturì è stato un titolo davvero interessante. Nessuna paura per Dead Island 2. Nessuna paura fino a poche settimane dopo. Era il 30 aprile 2015 quando Yager annunciò di aver rinviato il gioco, ma evidentemente si trattava solamente della punta dell’iceberg: il 14 luglio 2015, ad E3 passato senza che il gioco si fosse fatto vivo, Deep Silver annuncia che lo sviluppo di Dead Island 2 è stato tolto dalle mani di Yager, ma che andrà comunque avanti per una release fissata nel 2016. Nel mese successivo, quando nel frattempo Yager si ritrova sull’orlo del fallimento finanziario (la perdita del progetto non è stata però fortunatamente fatale, dato che la software house continua oggi ad esistere e che ha lavorato a Dredanought del 2017 e The Cycle), Techland si propone per continuare a lavorare su Dead Island 2, senza però che il gioco venga affidati ai suoi creatori originali. Solo nel marzo 2016, dopo parecchia attesa, viene chiarito tutto quanto: il gioco è ora in sviluppo presso Sumo Digital, già creatori di Forza Horizon 2 e Little Big Planet 3, con una finestra di lancio indefinita.

dead island 2

Benissimo, il nostro speciale su Dead Island 2 si può concludere qui. Ha un che di incompiuto però, giusto? Esattamente come il gioco di cui stiamo parlando. Dopo l’annuncio a marzo 2016 del cambio di sviluppatore, Dead Island 2 è comparso infatti pochissime volte tra le infinite pagine del web, facendosi sentire soltanto qua e là a distanza di mesi sempre per lo stesso motivo: Deep Silver che, rispondendo alle domande dei fan, annunciava che il gioco non era stato cancellato. L’ultimo report ufficiale risale a luglio dello scorso anno, quando il publisher riconfermava ancora una volta lo sviluppo del gioco, che sembra però essere stato nuovamente dirottato. All’inizio del 2019, infatti, insistenti voci di corridoio suggerirono che Deep Silver avesse nuovamente cambiato idea, affidando Dead Island 2 alla sua sussidiaria Dambuster Studios, cosa che poi è stata confermata pochi giorni fa da THQ Nordic. Lo sviluppo è davvero impantanato a questi livelli? O è dovuto nuovamente ripartire da capo? L’alone di mistero continua, dopo quasi 5 anni, a circondare Dead Island 2.

Lo vedremo mai? Probabile. Lo vedremo nel 2019? Chissà. Magari THQ potrebbe fare una sorpresona alla Gamescom di Colonia. Dead Island 2 è uno dei più recenti casi di videogioco completamente scomparso dai radar delle cronache, un titolo evidentemente nato con certe ambizioni e impostazioni che sono cambiate, più volte, nel corso del tempo. Deep Silver continua a centellinare informazioni, o anzi a non divulgarne proprio, e a ripensarci di questo titolo, dopo tutti questi anni, non abbiamo mai visto davvero nulla a parte due video gameplay risalenti al 2014. Speriamo solo che Deep Silver abbia imparato dai propri errori. E che Dying Light 2, soprattutto, non faccia la stessa fine del suo cuginetto.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.