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GTA 6, copie senza disco: rivenditori americani in rivolta

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La recente conferma da parte di Rockstar Games che le edizioni fisiche di Grand Theft Auto 6 non conterranno un vero e proprio disco, bensì un semplice codice per il download digitale, ha scatenato forti polemiche all’interno della comunità dei videogiocatori, da sempre molto attenta al concetto di collezionismo e di effettiva proprietà dei prodotti.

Con un prezzo di lancio fissato a 79,99 dollari e un’uscita prevista per il 19 novembre, l’idea di pagare un prezzo pieno per una confezione di fatto priva di supporto ottico ha generato un diffuso malcontento. Questa insoddisfazione non ha colpito soltanto il pubblico, ma ha spinto anche alcune realtà della vendita al dettaglio a prendere posizioni drastiche sul mercato.

In prima linea si è mosso Video Games Plus, un noto rivenditore canadese con alle spalle quasi quarant’anni di attività. Attraverso una comunicazione ufficiale, l’azienda ha chiarito che non distribuirà questa versione del gioco, in quanto la propria politica aziendale vieta tassativamente la commercializzazione di prodotti scatolati per console che contengano esclusivamente un codice digitale.

Pur ribadendo il massimo rispetto nei confronti del team di sviluppo, il negozio ha deciso di escludere il titolo dai propri scaffali fisici e digitali fino a quando non verrà resa disponibile una reale versione su disco.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posizionata anche Loot Box Gaming, una realtà statunitense specializzata nel mercato dei supporti fisici. I responsabili del negozio hanno spiegato che l’attività è nata proprio per tutelare la preservazione dei videogiochi e che vendere un prodotto privo di disco andrebbe contro i loro valori fondanti e non rispetterebbe i sacrifici economici dei clienti. Di fronte alle osservazioni di chi faceva notare che una simile protesta non avrebbe scalfito l’enorme successo commerciale della produzione, i portavoce hanno replicato augurando comunque i migliori risultati globali al gioco, ma ribadendo la necessità di rimanere fedeli alle proprie linee guida commerciali.

Anche se le due attività non rappresentano una quota determinante nella distribuzione complessiva del gioco su scala mondiale, la loro decisione ha dato voce in modo emblematico alla frustrazione di una vasta fetta di appassionati. Nell’ambiente si ipotizzava da tempo che la distribuzione delle copie fisiche potesse subire variazioni o rinvii strategici per blindare i dati ed evitare la diffusione di anticipazioni non autorizzate. Per gli sviluppatori, l’inserimento del codice nella confezione si è rivelato probabilmente il compromesso più efficace per proteggere il progetto dai leak prima del debutto. Tuttavia, questa scelta abbia inevitabilmente aperto un acceso dibattito sul futuro del mercato dei videogiochi tradizionali.

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Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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