Home Videogiochi Speciali GTA 6 non ha bisogno di pubblicità: è la pubblicità ad avere bisogno di GTA 6

GTA 6 non ha bisogno di pubblicità: è la pubblicità ad avere bisogno di GTA 6

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Grand Theft Auto 6 non è ancora arrivato sul mercato, eppure Rockstar è già riuscita in qualcosa che pochissimi publisher possono permettersi: trasformare praticamente ogni informazione sul gioco in un evento globale. Un trailer, una serie di immagini, un dettaglio sulle edizioni o una nuova presentazione sono sufficienti per monopolizzare per ore, se non giorni, la conversazione online. Ed è forse proprio questo, ancora prima della qualità del gioco, uno degli aspetti più interessanti dell’intera operazione GTA 6.

Rockstar sembra aver compreso perfettamente che l’attesa non è semplicemente il periodo che separa l’annuncio dall’uscita del prodotto. L’attesa stessa è diventata parte del prodotto. E può essere gestita, distribuita e valorizzata esattamente come qualsiasi altro contenuto.

GTA 6 e Netflix: Rockstar vende soprattutto l’esclusività

La scelta di mostrare un’anteprima estesa di GTA 6 inizialmente su Netflix e soltanto alcune ore più tardi gratuitamente su YouTube rappresenta bene questa filosofia. Nessuno sarà realmente costretto ad abbonarsi a Netflix per vedere il filmato: sarà sufficiente aspettare. Ma il valore dell’operazione non risiede nell’esclusività assoluta, quanto nell’idea di trasformare il “vederlo per primi” in qualcosa di desiderabile.

È una strategia perfettamente inserita nel funzionamento attuale di internet. Trailer e presentazioni non vengono più semplicemente guardati. Vengono commentati in diretta, trasformati in reaction, analizzati fotogramma per fotogramma, discussi sui social e utilizzati da creator e testate per produrre immediatamente nuovi contenuti. In questo contesto, anche poche ore di anticipo possono acquisire un valore concreto.

Rockstar sfrutta quindi uno dei meccanismi più potenti della comunicazione contemporanea: la sensazione che un evento debba essere vissuto nel momento esatto in cui accade. È lo stesso principio che rende importanti una conferenza Apple, una finale sportiva o la première di una serie particolarmente attesa. Il contenuto rimarrà disponibile anche dopo, ma essere presenti nel momento iniziale significa partecipare alla conversazione.

Dal punto di vista del marketing, la collaborazione con Netflix è quindi molto meno strana di quanto possa sembrare. Anzi, è probabilmente un esperimento estremamente razionale. GTA 6 non ha realmente bisogno di ulteriore visibilità, ma Rockstar può utilizzare quella visibilità per costruire partnership e trasformare un semplice gameplay reveal in un piccolo evento mediatico.

Il trailer non serve più soltanto a pubblicizzare GTA 6: GTA 6 è abbastanza grande da pubblicizzare anche la piattaforma che ospita il trailer.

Rockstar ha trasformato il silenzio in una strategia

Uno degli aspetti più particolari del marketing di GTA 6 è che Rockstar riesce a generare attenzione anche quando comunica pochissimo. In un settore nel quale molte aziende pubblicano continuamente trailer, developer diary, interviste, roadmap e contenuti sui social, lo studio americano ha adottato quasi la strategia opposta.

Le informazioni vengono distribuite con grande parsimonia. Ed è proprio la loro scarsità ad aumentarne il valore.

Quando Rockstar pubblica qualcosa, il pubblico sa che difficilmente arriverà un altro aggiornamento importante pochi giorni dopo. Di conseguenza ogni nuovo materiale viene osservato con un livello di attenzione che pochi altri videogiochi possono ottenere. Il silenzio diventa quindi uno strumento di marketing tanto quanto il trailer stesso.

Questa strategia funziona soprattutto grazie alla posizione straordinaria raggiunta dal marchio Grand Theft Auto. Un publisher più piccolo probabilmente non potrebbe permettersi mesi di silenzio senza rischiare di essere dimenticato. Rockstar può farlo perché GTA non deve continuamente ricordare al pubblico della propria esistenza. L’interesse è già presente, ma la vera abilità consiste nel decidere quando riattivarlo.

L’hype di GTA 6 è ormai una risorsa commerciale

È difficile trovare un altro videogioco contemporaneo capace di generare un livello simile di attenzione senza una campagna pubblicitaria tradizionale particolarmente invasiva. Rockstar ha qualcosa di ancora più prezioso: un pubblico che produce spontaneamente gran parte del marketing del gioco.

Ogni trailer genera migliaia di video. Ogni screenshot viene studiato alla ricerca di dettagli. Ogni dichiarazione viene trasformata in notizia. Ogni periodo di silenzio alimenta nuove speculazioni. Persino l’assenza di informazioni diventa materiale per continuare a parlare di GTA 6.

Questo significa che Rockstar non deve necessariamente mantenere una presenza costante. Può concentrare la comunicazione in pochi momenti e lasciare che sia la community a moltiplicarne gli effetti.

La partnership con Netflix porta questa logica a un livello successivo. Se l’attenzione intorno a GTA 6 è abbastanza grande da avere un valore autonomo, allora quell’attenzione può diventare oggetto di accordi commerciali. Una piattaforma può avere interesse a ospitare un’esclusiva temporanea proprio perché sa che milioni di persone saranno disposte a seguirla.

Non è quindi soltanto Rockstar ad avere bisogno di piattaforme per promuovere GTA 6. Sono potenzialmente le piattaforme ad avere bisogno di GTA 6 per attirare pubblico.

GTA 6 potrebbe diventare un modello per tutto il settore

La vera rilevanza di queste strategie non riguarda però soltanto Rockstar. Quando il prodotto più atteso dell’industria sperimenta un nuovo modo di comunicare o monetizzare l’attenzione, inevitabilmente anche gli altri publisher osservano.

Se una première temporanea su una piattaforma streaming genera grandi numeri, altre aziende potrebbero cercare accordi simili. Se le edizioni premium vengono accolte positivamente, diventeranno ancora più comuni. Se il pubblico dimostra che può mantenere un livello di attenzione enorme anche con una comunicazione estremamente controllata, altri publisher potrebbero ridurre la quantità di informazioni distribuite prima del lancio.

GTA 6 potrebbe quindi influenzare non soltanto il modo in cui verranno progettati i prossimi open world, ma anche il modo in cui verranno presentati e venduti.

Non significa necessariamente che tutte queste pratiche diventeranno uno standard. GTA 6 è un prodotto difficilmente replicabile. Pochissimi marchi possono permettersi di comunicare così poco ottenendo in cambio così tanta attenzione. Ma proprio per questo Rockstar rappresenta un laboratorio interessante per capire fino a che punto possa essere spinto il marketing di un blockbuster videoludico.

Rockstar non sta semplicemente creando hype: lo sta amministrando

La differenza principale rispetto a molte campagne tradizionali è probabilmente questa. Rockstar non sembra interessata a produrre continuamente hype, perché ne possiede già una quantità enorme. Il suo obiettivo è piuttosto decidere quando liberarlo e come trasformarlo in valore.

Un trailer può diventare un evento. Un’anteprima può diventare una partnership con Netflix. Un’edizione speciale può trasformare l’entusiasmo dei fan più appassionati in maggiore valore per singola copia venduta. Persino mesi di silenzio possono contribuire a rendere più importante il momento della comunicazione successiva.

Da questo punto di vista, GTA 6 rappresenta forse una delle campagne di marketing più interessanti degli ultimi anni proprio perché, almeno apparentemente, non assomiglia a una campagna di marketing tradizionale.

Il vero test arriverà dopo il lancio

Naturalmente, una strategia di questo tipo funziona soltanto finché il prodotto riesce a sostenere le aspettative create attorno a esso. GTA 6 arriva dopo GTA 5 e Red Dead Redemption 2, due titoli che hanno contribuito enormemente alla reputazione di Rockstar. È proprio quella reputazione a rendere possibile un marketing così controllato.

Se il gioco riuscirà a soddisfare le aspettative, Rockstar potrebbe dimostrare che un blockbuster moderno non deve necessariamente inseguire continuamente il pubblico: può fare in modo che sia il pubblico ad aspettare ogni sua mossa. E probabilmente è questa la lezione che interessa maggiormente al resto dell’industria.

L’operazione Netflix e la gestione estremamente selettiva della comunicazione raccontano infatti una Rockstar consapevole di avere tra le mani qualcosa di più di un videogioco. GTA 6 è un evento capace di spostare attenzione, pubblico e potenzialmente abbonamenti.

Questo non significa che ogni scelta debba essere accolta senza qualche dubbio. Trasformare progressivamente anche l’accesso anticipato al marketing in un vantaggio premium potrebbe aprire scenari meno favorevoli ai consumatori, soprattutto se altri publisher decidessero di imitare il modello in maniera più aggressiva.

Ma nel caso di GTA 6 il fenomeno più interessante rimane un altro: Rockstar sembra essere riuscita a trasformare l’attesa stessa in una risorsa.

E forse è proprio questa la vera forza della sua campagna. Prima ancora di venderci GTA 6, Rockstar ha trovato il modo di rendere incredibilmente prezioso tutto ciò che accade prima di GTA 6.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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