Lezioni di Storia: Kingdom Hearts – Parte III

kingdom hearts
Di Andrea "Geo" Peroni
10 Gennaio 2017

Non senza alcune incongruenze, Birth by Sleep è un importantissimo titolo dell’intera epopea di Kingdom Hearts. Molto più maturo, nei toni e nei temi, rispetto ad altri titoli della serie, il gioco racchiude in sé un finale che definire tragico sarebbe dire poco, una novità assoluta per una serie che è sempre stata vista come un prodotto adatto ad un pubblico giovane, almeno all’apparenza. I destini dei tre protagonisti vengono esplorati a fondo dalle tre storie che Nomura mette a disposizione del giocatore, libero di scegliere personalmente quale personaggio seguire da vicino: Ventus, Aqua e Terra. Non è certamente una novità, quella delle varie storyline da seguire (anche Chain of Memories ne aveva usufruito), ma con Birth by Sleep l’autore decide di mettersi duramente alla prova per proporre un gioco di proporzioni bibliche, se pensiamo che il titolo è uscito solamente su PSP, hardware che nel 2010 aveva già raggiunto il suo massimo potenziale. Anche il gameplay, inaspettatamente, subisce una grossa rivoluzione, introducendo feature che stando al papà di Kindgom Hearts potrebbero essere riproposte in parte anche nel terzo capitolo. Ven, Aqua e Terra sono infatti in grado non solo di utilizzare il Keyblade, ma di avere dalla propria una vasta gamma di combinazioni di poteri, abilità e magie che si tramutano nel sistema dei Comandi, sostituendo gli ormai antiquati Attacchi e Magie. L’attivazione di diverse combinazioni di Comandi dà anche origine ai vari Stili, che potenziano temporaneamente il personaggio prima di scatenare un devastante attacco finale.

Al termine di Birth by Sleep, le questioni irrisolte sono molte di più di quelle che hanno avuto una risposta

Il Keyblade, nel frattempo, assume un ruolo molto più importante. Utilizzato come arma e come oggetto magico da Sora, Riku e Topolino, il Keyblade si scopre essere possessore di abilità ben più grandi, come quella di tramutarsi in un veicolo per muoversi nello spazio o di diventare una sorta di cecchino implacabile per sfruttare potenti attacchi magici contro i nemici. L’arma sarà anche protagonista di importanti sezioni della storia, come ad esempio il rituale di passaggio tra Terra e Riku che donerà al bambino la possibilità, un giorno, di utilizzarlo. In generale, con una trama molto profonda, un gameplay rivisitato e ambientazioni sì spoglie rispetto ad alcune viste su PS2 ma molto ispirate, Birth by Sleep venne premiato dalla critica e dalle vendite, facendo registrare ottimi incassi sin dai primi giorni di vita. Complice di questo successo fu anche il finalmente ben realizzato multiplayer, che metteva alla prova i giocatori sia in cooperazione nell’Arena del Miraggio sia in competizione, l’uno contro l’altro. Tetsuya Nomura aveva fatto centro ancora una volta, dopo il debolissimo Kingdom Hearts coded, ma il mondo ancora non è pronto per Kingdom Hearts III. Essendo ancora al lavoro su Final Fantasy Versus XIII (solo nel 2013 rinominato Final Fantasy XV), Nomura continuò a pianificare altri spin-off della serie per rinviare ulteriormente lo sviluppo del capitolo conclusivo, e infatti dal 2011 in poi si sono susseguiti una lunga lista di prequel, spin-off e sequel che stanno, da molti anni, preparando la guerra finale tra la Luce e l’oscurità. Anche perché, al termine di Birth by Sleep, le questioni irrisolte sono molte di più di quelle che hanno avuto una risposta, così come dimostra anche l’emblematico filmato finale Blank Points. Xehanort (lo ricordiamo, fusione del vero Maestro Xehanort e Terra) vive al suo interno una lotta tra i due Cuori per il controllo, e nel frattempo custodisce un segreto con Braig nel suo apprendistato presso Ansem; Ven riposa da qualche parte all’interno del Castello dell’Oblio, una stanza che anche Xemnas cercherà anni dopo; Aqua, invece, rimane per chissà quanto tempo nel regno oscuro, incontrando anche un personaggio inaspettato: Ansem il Saggio.

TRA FINAL MIX E REMAKE

Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, in tutto il mondo, esce una versione remake di un titolo di cui abbiamo già discusso nel corso della seconda parte della nostra retrospettiva. Kingdom Hearts Re:coded, dopo aver già assaggiato il pubblico dei cellulari in Giappone, sbarca su Nintendo DS con una grafica leggermente migliorata, un sistema di comandi differente (ripreso dai capitoli principali) e come titolo completo, non dunque sotto forma di episodi come il suo progenitore. Alcune novità, come specifiche aree di combattimento, ma la sostanza resta sempre la stessa: il gioco è un prodotto superfluo ai fini della narrazione della serie, e anche il remake finisce con l’essere un’esperienza non fondamentale. Viene aggiunta, però, anche una importante sequenza conclusiva, che vede protagonisti Topolino e Yen Sid. Il Re dice all’ex maestro di aver finalmente trovato Ven e che ora ne manca solo uno da trovare (dunque sapeva dove si trovasse Aqua), e Yen Sid gli confida un clamoroso segreto. Con la sconfitta dell’Heartless e del Nessuno dell’essere originale, Xehanort è stato rigenerato, e sta già preparando l’offensiva finale per portare a termine il suo piano. I custodi del Keyblade sono avvisati, la guerra definitiva sta per iniziare.

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Sempre nel 2011, ecco che su PSP arriva la consueta versione Final Mix di Kingdom Hearts: Birth by Sleep. Molto amato dal pubblico e dalla critica, era quasi ovvio che il gioco ottenesse un upgrade come fu per i capitoli principali. Nell’edizione estesa del gioco vennero inseriti nuovi Nesciens, nuove sfide, alcuni nuovi boss da sconfiggere, e il Secret Episode, un episodio extra della storia che si pone cronologicamente dopo l’epilogo e che ha come protagonista Aqua. Per la prima volta, comandando la ragazza, esplorammo in prima persona il regno dell’Oscurità, fino a quel momento intravisto solamente nei filmati. Al termine di un’estenuante boss fight contro un potente essere dagli occhi rossi, ancora oggi indefinito, Aqua si ritrova di fronte ad una visione che la lascia di stucco: il Castello di Cenerentola, che lei stessa aveva visitato chissà quanto tempo prima nel corso degli avvenimenti di Birth by Sleep. Il mondo è stato assorbito dalle tenebre, ma ancora non è chiaro cosa sia successo veramente. Per una risposta, dovremo attendere il 24 gennaio, quando Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep: A fragmentary passage sarà finalmente disponibile nella collection 2.8.

MONDI DORMIENTI

Per Kingdom Hearts è un anno importante, si tratta infatti del decimo anniversario della serie. Con il 2012 arriva anche il momento della sua settima incarnazione ufficiale, la nona complessiva, e per l’occasione Nomura decide di portare il nuovo gioco su un’altra console (è la sesta piattaforma differente ad avere a che fare con la serie), Nintendo 3DS, la nuova portatile della grande N partita a rilento ma che con i mesi ha saputo raggiungere una popolarità quasi senza precedenti. Pensato inizialmente come un titolo molto differente, quasi una rivisitazione del primo capitolo, Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance rappresentò invece una graditissima sorpresa. Un sequel di Kingdom Hearts II e coded, e un preludio definitivo a Kingdom Hearts III, ancora all’epoca nell’oblio più totale per il pubblico, dove Sora e Riku affrontavano la loro prima vera prova per diventare dei Maestri del Keyblade: l’Esame di Qualificazione.

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Richiamati da Topolino per ordine di Yen Sid, dopo aver predetto il ritorno dell’originale Xehanort, Sora e Riku vengono sottoposti ad un esame per diventare Maestri molto particolare. Il loro compito sarà addentrarsi nel Regno del Sonno (o dei Sogni), un regno al di là di quello della Luce e dell’Oscurità, per poter letteralmente risvegliare i Mondi che, liberati dal dominio degli Heartless, non sono stati in grado di “tornare in vita”. Sia Sora che Riku compiono un lungo viaggio, negli stessi Mondi dormienti, ma c’è qualcosa che non li farà mai incontrare, una sorta di barriera invisibile che impedisce all’uno di entrare in contatto con l’altro, per evitare che l’esame venga contaminato da aiuti esterni. Sette saranno le serrature che ognuno di loro dovrà sbloccare per risvegliare i Mondi, minacciate da una tipologia particolare di Dream Eaters, gli Incubi. Allo stesso tempo, sia Sora che Riku riescono ad apprendere l’abilità di addestrare e sfruttare in battaglia gli Spiriti, dei Dream Eaters benigni che prendono il posto dei classici comprimari. Gli Incubi non saranno però le uniche forze del male che si opporranno all’esame di Sora e Riku. Vecchie conoscenze del duo tramano infatti nell’ombra. Nel vecchio laboratorio di Ansem il Saggio, al Giardino Radioso, si risvegliano gran parte dei vecchi membri dell’Organizzazione, ora di nuovo in forma umana (come spiegato da Yen Sid in Kingdom Hearts Re:coded). I primi a rinvenire sono Xehanort (l’apprendista, ossia il corpo di Terra contenente il suo cuore e quello del Maestro Xehanort) e Braig. Il primo, Xehanort, sembra aver riacquisito le sue antiche abilità, tra cui quella di evocare il potentissimo Keyblade del vecchio maestro. Lea, invece, ossia la versione umana di Axel, riesce a fuggire dai due, che pianificano qualcosa di losco, e si dirige alla Torre Misteriosa insieme a Minni dopo averla aiutata in un momento di difficoltà contro Malefica. Il ragazzo, si scoprirà, ha acquisito in qualche modo la possibilità di evocare un Keyblade, cose che sorprende tutti i presenti. Cosa ancor più sorprendente saranno i nemici che si intrometteranno nel Regno dei Mondi Dormienti. Dopo che Sora e Riku sono costretti a sconfiggere nuovamente le versioni Heartless e Nessuno dell’apprendista Xehanort, un altro losco figuro, un giovane ragazzo dai capelli argentati, si rivela ai due: si tratta del giovane Maestro Xehanort. Con l’avvento del giovane Xehanort, con nuovi retroscena, nuovi cliffhanger e nuovi villain, la trama di Kingdom Hearts diventa ancora più travagliata di quanto già non lo fosse prima. Cercheremo di riassumere in quante meno righe possibili, ma il consiglio è quello di giocare in qualche modo al gioco. Spiegarlo a parole, credeteci, è fin troppo difficile.

Continua nella prossima pagina…

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.