La consacrazione dell’Anime Tag Fighter tra accessibilità e rigore tecnico: gli autori di Dragon Ball: FighterZ tornano in scena con uno spettacolare picchiaduro interamente dedicato alla Marvel.
Da tempo, la Casa delle Idee non trovava spazio in un coinvolgente e riuscito picchiaduro, e ci voleva. Fin dai tempi del leggendario Marvel vs. Capcom 2: New Age of Heroes, l’incontro tra l’immaginario dei fumetti americani e il gameplay frenetico di matrice nipponica ha stregato intere generazioni di giocatori, ed è assurdo pensare che nessuno, negli anni del grande splendore del MCU, sia riuscito a capitalizzare il successo dei supereroi – ricordiamo il poco convincente Marvel vs. Capcom Infinite, una prova abbastanza sotto le aspettative.
Con MARVEL Tōkon: Fighting Souls (che presto scriveremo solo come Tokon, per comodità), Arc System Works compie l’ennesimo passo in avanti in un viaggio iniziato con opere del calibro di Dragon Ball FighterZ e BlazBlue: Cross Tag Battle: l’idea del team non è semplicemente quella di scimmiottare i classici del passato e adagiarsi sugli allori, bensì di evolvere radicalmente le fondamenta del genere. Lo abbiamo giocato su PlayStation 5 (premessa doverosa, se avete seguito le notizie sullo stato problematico della versione PC), e Arc System Works dimostra ancora una volta di non avere rivali nel padroneggiare la resa bidimensionale applicata a modelli tridimensionali. Ecco la nostra recensione.
Versione provata: PS5
Fumetti in movimento

Ciò che colpisce sin dai primissimi istanti di gioco è l’incredibile impatto visivo. Lo stile grafico del gioco è straordinario e mi ha colpito in modo davvero convincente sin dalle prime apparizioni: Arc System Works è riuscita ad amalgamare la carica espressiva dei tradizionali fumetti Marvel Comics con una sensibilità estetica tipicamente giapponese.
La fluidità dei movimenti è pazzesca, con fotogrammi d’animazione curati nei minimi dettagli che conferiscono a ogni scontro un dinamismo costante e mai caotico fine a sé stesso. Ogni attacco, schivata o impatto presenta animazioni bellissime, regalando scontri a dir poco spettacolari anche da vedere. Abbiamo amato anche la scelta di restare su uno stile grafico cel-shaded, già utilizzato da Arc System Works su Dragon Ball FighterZ, che ben si amalgama con l’universo a cui il gioco si sta riferendo.
La cosa più divertente, in tal senso, è che gli autori si sono lasciati completamente trasportare dalla situazione. L’interfaccia di gioco e l’impianto scenografico sono ricchi di citazioni visive alla grammatica del fumetto: scritte onomatopeiche che esplodono a schermo durante i colpi critici, segni di taglio, annotazioni a margine e inquadrature da tavola d’autore arricchiscono costantemente l’azione. Anche lo spirito dei protagonisti ricalca perfettamente le loro controparti cartacee: ecco quindi che Spider-Man sfrutta le sue ragnatele per muoversi con un’agilità aerea reattiva e imprevedibile; Tempesta manipola le correnti d’aria trascinando i nemici a mezza schermata; Wolverine è il feroce e rapidissimo combattente con gli artigli; Blade impreziosisce ogni fendente con paletti di legno devastanti, mentre Deadpool rappresenta una vera e propria lettera d’amore per i fan dei picchiaduro, con un set di mosse infarcito di citazioni a Street Fighter, Mortal Kombat, Tekken e Guilty Gear.
Il Campione e i racconti d’autore

Anche sul fronte narrativo, il titolo sorprende evitando le scorciatoie più banali e abusate. Piuttosto che ricorrere ai consueti antagonisti su scala cosmica come Thanos o Galactus, la trama ruota attorno alla figura del Campione, Tryco Slatterus, un Antico dell’Universo guidato unicamente dall’ossessione per il combattimento. Dopo aver sconfitto Gladiatore, il Campione indige un torneo sulla Terra sfidando i guerrieri più forti del pianeta in cambio della realizzazione di qualunque desiderio. Un po’ come fece l’Arcano su Battleworld in Guerre Segrete – chi mastica fumetti sa a cosa ci riferiamo.
La modalità storia, organizzata nella sezione Episodi, si articola in cinque capitoli incentrati sulle fazioni canoniche presenti nel gioco: si va dai classici e immancabili Avengers agli X-Men, passando per i Cavalieri di Doom e altri ancora – a proposito: come ormai capita, il gioco si arricchirà di nuovi personaggi nel corso del supporto post-lancio, e il primo ad arrivare sarà Ciclope degli X-Men in versione Fenice.
La narrazione è affidata alla formula dei motion comics, impreziositi dalle illustrazioni originali di celebri mangaka e disegnatori internazionali, come Hiro Mashima (Fairy Tail) e Betten Court (My Hero Academia: Vigilantes). I testi portano la firma del blasonato sceneggiatore Kieron Gillen, garantendo dialoghi maturi e un eccellente rispetto della psicologia dei personaggi, spaziando dalle responsabilità di leadership di Peter Parker fino alle drammatiche discriminazioni affrontate dai mutanti guidati da Tempesta. Una ventata di cultura orientale immersa nelle classiche dinamiche del fumetto Marvel, che funziona: le storie sono appassionanti al punto giusto, gli Episodi non si dilungano eccessivamente, e la modalità storia in generale si rivela essere un buon terreno d’allenamento per imparare le fondamenta del gioco senza però rinunciare a un tasso di sfida via via crescente.
Bello da vedere e da giocare
E allora, a questo punto parliamo del gameplay.

Tokon propone scontri a squadre composto da quattro lottatori per parte, attinti da un roster iniziale di ventuno eroi e villain. A differenza dei tag fighter tradizionali, tuttavia, la vera rivoluzione tattica risiede nell’adozione di un’unica barra della salute condivisa per l’intero team, cosa che cambia radicalmente l’approccio da parte del giocatore rispetto a, per esempio, il recente Invincible VS. Questa scelta di game design elimina la necessità di dover gestire la rigenerazione della salute dei lottatori in panchina e riduce il carico d’apprendimento: non occorre imparare quattro personaggi complessi a menadito, ma è sufficiente padroneggiare a fondo il proprio Leader e integrare gli altri tre componenti come supporto.
I match non iniziano immediatamente con tutti e quattro i personaggi disponibili: solo due lottatori sono operativi a inizio scontro, mentre i restanti devono essere sbloccati riempiendo la barra Assemble Gauge tramite combo automatiche, transizioni di mappa (sì, svolgendo alcuni attacchi tra i più devastanti, si possono addirittura proiettare i nemici verso altre porzioni della “mappa”, cambiando così lo scenario ma senza stravolgere l’ambientazione) o sconfitte di round. La disposizione del team nello schermo di selezione è altamente strategica e prevede quattro ruoli distinti: il combattente attivo, quello che si occupa di attacchi a distanza, il personaggio per proteggersi dagli attacchi aerei, e colui invece dedicato agli attacchi pesanti di supporto. Estendere una combo ad esempio richiede l’uso dell’Assemble Gauge, introducendo un livello di rigore e temporizzazione che premia l’esecuzione meticolosa.
Arc System Works ha deciso di procedere con una filosofia che ci sentiamo di promuovere appieno: Tokon è un picchiaduro che presenta una curva di apprendimento decisamente accessibile, consentendo a chiunque di approcciarsi al gioco e divertirsi fin dai primi minuti, ma che comunque nasconde una profondità enorme. Attraverso i sistemi Link Attack e Quick Skill, i principianti possono eseguire combinazioni spettacolari e mosse speciali premendo un singolo pulsante o ripetendo i tasti d’attacco di base, superando l’impatto iniziale spaventoso che spesso caratterizza questo genere di titoli.

Ora, però, vale la pena ricordare quello che già avevamo sottolineato durante le fasi di test quando vi abbiamo dato le prime impressioni su Tokon: esattamente come FighterZ e altre opere di ASW, anche questo è un titolo estremamente tecnico. L’accessibilità delle scorciatoie non penalizza la maestria: i giocatori esperti che decidono di eseguire le mosse speciali tramite i tradizionali comandi direzionali vengono premiati con benefici concreti in partita, tra cui un danno leggermente superiore e una ricarica più rapida della barra Skill Gauge. E così, quando si affrontano i match online, la musica cambia parecchio. Ne parliamo qui sotto.
Il prossimo fenomeno del competitivo?
Testato a fondo sulla versione PlayStation 5, il reparto multiplayer online mette in mostra un’infrastruttura di rete d’eccellenza, supportata da un rollback netcode impeccabile. Le partite scorrono con una risposta ai comandi istantanea e senza lag percettibile, permettendo di disputare scontri ad alto tasso di competitività sia nelle partite amatoriali che in quelle classificate.
Ma è così divertente? Beh gente, possiamo assicurarvi che addentrandosi nel matchmaking e nelle lobby pubbliche, emerge un fattore innegabile: online si trovano già tantissimi giocatori hardcore eccezionalmente preparati. La community di appassionati ha assimilato rapidamente le routine di attacco più spietate, dominando le meccaniche per creare trappole di blocco quasi inespugnabili, e per un neofita del genere picchiaduro questo può inevitabilmente essere alienante – ma anche per chi non ha ancora avuto la possibilità di dedicare decine e decine di ore di gioco.

Non si tratta comunque di un difetto imputabile al gioco: se da un lato il sistema di tutorial ed esercitazione guida il giocatore passo dopo passo, dall’altro l’impatto con la scena competitiva richiede dedizione, analisi dei replay e molto allenamento per non rimanere schiacciati dalla furia degli avversari più esperti. Tokon nasce probabilmente con l’intenzione di trasformarsi in un vero e proprio fenomeno del circuito competitivo, e a nostro avviso ha tutte le carte in regola per riuscirci.
Qualche altra chicca finale. Tra le modalità accessorie spiccano la classica Sopravvivenza articolata su 100 sfide ad intensità crescente con salvataggi intermedi ogni 5 round, e l’inedita Arcadia Rumble. Quest’ultima è una vera e propria modalità party fino a 8 giocatori, in cui gli avatar liberamente personalizzati esplorano la gigantesca lobby virtuale per raccogliere stelle, affrontare eventi dinamici e potenziare le proprie statistiche in vista di rapidi tornei finali 1v1. Pur trattandosi di un passatempo secondario, Arcadia Rumble è una piacevole divagazione per rilassarsi tra una sessione di allenamento e l’altra.

Review Overview
Riassunto
MARVEL Tōkon: Fighting Souls è un trionfo su tutta la linea, perlomeno per quanto riguarda la versione PS5. Arc System Works è riuscita a confezionare un picchiaduro davvero eccellente, che unisce una direzione artistica monumentale a una fluidità di movimento impeccabile. L'introduzione della barra della salute condivisa e il doppio sistema di comandi rendono la curva di apprendimento accessibile a chiunque, senza però scalfire la straordinaria profondità tecnica richiesta nei match ad alto livello, fondamentale per un titolo che basa la sua quasi totale esistenza sul multiplayer. Un ottimo titolo per tutti gli amanti dei picchiaduro e dell'universo Marvel.
Pro
Stile grafico e animazioni Sistema 4v4 intuitivo, meno dispersivo e più strategico Curva di apprendimento accessibile Finalmente un picchiaduro con un netcode valido (su PS5) Ottimi extraContro
Lieve caos a schermo Modalità Storia purtroppo breve Se siete neofiti o poco esperti, siete avvisati: il multiplayer richiede già esperienza e dedizione estreme- Giudizio complessivo9
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