Ogni volta che Devolver Digital decide di pubblicare un nuovo titolo abbiamo già in mente cosa possiamo aspettarci: qualche progetto eccentrico, audace e fuori dagli schemi. Minos, sviluppato da Artificer, rientra perfettamente in questa filosofia: un titolo che sfida la riduzione in categorie e generi, mescolando costruzione, strategia, puzzle e roguelite in un’esperienza ben amalgamata. Ma vediamo di cosa si tratta nel dettaglio della nostra recensione.
Il mito ribaltato

Minos vuole sin da subito capovolgere la prospettiva del mito classico. Non starà infatti a noi metterci nei panni dell’eroe Teseo che affronta il mostro nel labirinto, ma in quelli del Minotauro stesso, Asterione, trasformato da creatura temibile a protagonista. Starà a noi divenire un nuovo Dedalo, e costruire il nostro labirinto personale per difenderci dalle invasioni degli avventurieri pronti a reclamare la nostra cornuta testa e ad impadronirsi delle ricchezze celate nelle cripte.
La premessa è senza dubbio interessante e si intreccia con una componente ludica spesso brutale. Le trappole sono spietate, ma d’altro canto sta a noi respingere gli assalti di questi eroi poco avveduti!
Non chiamatelo Dungeon Keeper!

Il paragone con titoli come il classico Dungeon Keeper sorge spontaneo, ma rischia di essere fuorviante. Se da un lato esiste una componente di gestione del dungeon, dall’altro Minos si discosta radicalmente dalla struttura RTS e dalla logica di base-building tipica del genere.
Piuttosto, il gioco si avvicina a un ibrido difficile da etichettare: una combinazione tra puzzle e tower defense. Non ci limitiamo a posizionare difese lungo percorsi predefiniti, ma dobbiamo creare direttamente il labirinto, modellando lo spazio in cui i nemici si muoveranno.
Dobbiamo posizionare cancelli, muri, e naturalmente tutte le trappole più crudeli che la nostra mente riesca a concepire per poter sopravvivere all’assalto degli eroi.
Progettare il caos

La costruzione del labirinto rappresenta una sfida di design ambiziosa. Come si fa a dare libertà totale al giocatore senza compromettere il bilanciamento? Minos risponde con un sistema basato su economia, varietà e adattabilità.
Le risorse sono limitate, e il numero di trappole disponibili varia continuamente. Ciò ci obbliga a prendere decisioni significative, che sono sempre dettate dal contesto della singola run che, come in ogni roguelite che si rispetti, è sempre diversa. Non esiste una strategia definitiva: ogni situazione richiede un approccio diverso.
A rendere il tutto ancora più interessante è il sistema di “push and pull”. Da un lato, il gioco spinge il giocatore a cambiare strategia attraverso nemici e modificatori che neutralizzano determinate tattiche. Dall’altro, lo invoglia a sperimentare nuove combinazioni grazie alle sinergie tra trappole, abilità e artefatti.
Questa filosofia ricorda, per certi versi, il design di Against the Storm, un city builder a tema dark fantasy dove l’adattamento costante era la chiave del successo. Non a caso, gli sviluppatori di quel titolo, gli Eremite Games, hanno contribuito al playtesting di Minos, ed è plausibile che ne abbiano influenzato alcune scelte fondamentali.
A colpi di corna!

Non possiamo poi trascurare la presenza attiva del Minotauro. Capiterà infatti che dovremo agire direttamente nella partita, scendendo in campo con il nostro Asterione.
Dobbiamo dire che questa meccanica è gestita con grande intelligenza. Il combattimento diretto non è mai la soluzione ottimale: il gioco incoraggia l’uso strategico del Minotauro come ultima risorsa, ma non dobbiamo abituarci ad usarlo troppo spesso o saremo travolti dalle orde nemiche.
Certo, il Minotauro gode di alcuni perk notevoli, come la possibilità di distruggere muri per sfuggire ai nemici o attivare effetti a catena. In combinazione con determinati artefatti, queste azioni possono diventare devastanti, e premiano sempre la creatività più della forza bruta. Ovviamente sta a noi elaborare il nostro labirinto in maniera tale da attivare questi bonus nel modo migliore possibile.
È un approccio che evita che l’esperienza degeneri in un semplice hack’n’slash, mantenendo il focus sulla progettazione del labirinto.
Un equilibrio delicato

Uno degli aspetti più complessi di Minos è la gestione della relazione tra spazio e tempo. Il gioco si basa su una griglia, dove la posizione è fondamentale: dobbiamo badare a come i nemici finiranno su una trappola, in linea di tiro, oppure dietro una porta.
Ma non tutto può essere ridotto a delle mere coordinate. Alcuni effetti, come il fuoco o le abilità a scadenza, introducono una dimensione temporale che complica ulteriormente il sistema.
Ciò crea situazioni imprevedibili, dove anche la pianificazione più accurata può essere messa in crisi. Lungi dall’essere un difetto, questa imprevedibilità aggiunge profondità e tensione, impedendo al gioco di diventare un esercizio puramente matematico. Un po’ di caos ci vuole sempre!
Le trappole poi sono divertentissime: passiamo dagli classici spuntoni ai massi rotolanti alla Indiana Jones, ma non mancano anche certi marchingegni che paiono provenire dai vecchi cartoni dei Looney Tunes!
Progressione e tecnica

La scelta di adottare una struttura roguelite si rivela particolarmente azzeccata. Ogni partita è diversa, grazie alla varietà di trappole, artefatti e nemici, ma il gioco offre anche una progressione che mitiga la frustrazione.
A differenza dei roguelike più puri, Minos non punisce eccessivamente il fallimento. Esistono modi per avanzare anche senza prestazioni perfette, rendendo l’esperienza accessibile a un pubblico più ampio.
Da segnalare che Minos propone un buon numero di opzioni tecniche, tra cui anche la possibilità di abilitare il DLSS di Nvidia o lo XeSS di Intel, e il supporto nativo alle risoluzioni ultrawide. Purtroppo non è disponibile una traduzione in italiano.
Provate ad uscire, adesso!

Per Artificer, Minos rappresenta un passo importante. Dopo titoli come Showgunners, lo studio dimostra una notevole capacità di reinventarsi, affrontando generi e meccaniche completamente diversi.
È evidente una maturazione nel design, soprattutto nella gestione della complessità. L’approccio strategico di Minos richiede una comprensione profonda delle interazioni tra elementi, e il risultato è un gioco che premia la curiosità e la sperimentazione.

Riassunto
Riassunto
Minos è un roguelite atipico che fonde costruzione di dungeon, puzzle e strategia in tempo reale. Il gioco reinterpreta il mito del Minotauro mettendoci nei panni del mostro ibrido tra toro e umano del titolo, e facendoci progettare labirinti difensivi contro orde di invasori. A differenza di titoli come Dungeon Keeper, Minos punta meno sulla gestione e più sulla creazione libera degli spazi. Il cuore dell’esperienza è la costruzione del labirinto, con un forte accento sulla sperimentazione grazie a trappole, artefatti e sinergie sempre diverse. La struttura roguelite garantisce elevata rigiocabilità e accessibilità, permettendo anche ai giocatori meno esperti di progredire. La presenza attiva del Minotauro aggiunge varietà, ma il gioco incentiva un approccio strategico piuttosto che il combattimento diretto. Pur con una complessità che potrebbe scoraggiare alcuni, Minos si distingue per originalità e profondità.
Pro
Concept originale e buona commistione tra generi Grande libertà nella costruzione del labirinto Sistema di sinergie profondo e soddisfacente Alta rigiocabilità grazie alla struttura rogueliteContro
Curva di apprendimento piuttosto ripida Bilanciamento delicato in alcune situazioni Azione diretta del Minotauro meno centrale del previsto Non disponibile in italiano- Giudizio complessivo8
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