Mortal Kombat – tutto quello che c’è da sapere!

Di Salvo
5 Agosto 2013

Dopo ben due anni dalla sua uscita per PS3 e Xbox 360, Mortal Kombat 9 è sbarcato anche su PC e sarà disponibile nella versione “Komplete Edition“, grazie alla High Voltage Software. MK 9 riporta l’intera saga alle sue origini: il gioco infatti è ambientato a cavallo del secondo e terzo capitolo della saga seguendo, però, una trama alternativa e torna nuovamente ad uno stile di combattimento in 2D. In questo articolo ripercorreremo la storia e lo sviluppo del picchiaduro più violento di sempre.


Introduzione a Mortal Kombat

L’inizio del brand avvenne nel 1992, anno in cui il creatore, Ed Boon, e la software house Midway Games rilasciarono il primo Mortal Kombat, destinato inizialmente alle sale-giochi e, solo dopo, adattato anche per console casalinghe come avverrà per i successivi  capitoli fino a Deadly Alliance, che verrà sviluppato esclusivamente per console. Il gioco ricevette da subito un gran successo oltre che un certo scalpore per la violenza e la quantità di sangue visibile durante gli scontri. Punto di forza della serie sono, senza ombra di dubbio, le famosissime “fatality”,  ovvero mosse finali, attivabili eseguendo una sequenza di tasti, che uccidono definitivamente l’avversario in modo brutale. Vengono introdotte, con l’uscita dei capitoli successivi, delle varianti delle “fatality” come le “babality”, in cui il nemico viene trasformato in neonato, le “friendship”, in cui i due rivali si cimentano in esibizioni bizzarre, o le “animality”, dove il personaggio da noi usato si trasforma in animale uccidendo l’avversario.


La trama

La story-line è ben strutturata andando, in un certo senso, a giustificare la violenza presente nel gioco: il Mortal Kombat è un torneo nel quale i guerrieri più valorosi si scontrano per testare chi sia il migliore. In realtà questo non è altro che un metodo utilizzato dall’Outworld, un mondo parallelo al nostro, per conquistare la Terra. Questa premessa porterà i guerrieri della Terra a doversi confrontare con molti nemici per riuscire a proteggere il pianeta d’origine e quindi si creano due fazioni, i difensori della Terra e dell’Outworld. Oltre alla trama principale, nella serie, si fa riferimento alle storie dei singoli personaggi riuscendo così a capire il motivo della loro presenza al torneo e il loro obbiettivo finale. Tali finali si sbloccano ogni volta che termineremo la modalità “scalata” usando un determinato combattente.


I personaggi

Il mondo di Mortal Kombat è molto vasto e possiamo contare un totale di circa 60 personaggi tra cui quelli di maggior rilievo sono:

  • Liu Kang – Guerriero shaolin allenato dal Grande Kung Lao e campione incontrastato del MK (probabilmente ispirato a Bruce Lee);
  • Kung Lao – Appartenente al clan del “Loto Bianco”, discendente del Grande Kung Lao  e alleato di Liu Kang;
  • Raiden – Dio del Tuono e alleato della Terra;
  • Scorpion – Un ninja non morto che vuole vendicarsi dell’assassinio del suo intero clan;
  • Sub-zero – Leader del clan Lin Kuei;
  • Noob-Saibot – Fratello di Sub-Zero (se letto al contrario il nome diventa Tobias Boon che rappresentano i cognomi dei creatori di MK);
  • Reptile – Ultimo superstite della razza a cui appartiene e seguace di Shao Kahn;
  • Shao Kahn – Imperatore dell’Outworld;
  • Shang Tsung – Stregone alleato di Shao Kahn;
  • Goro e Kintaro – Seguaci di Kahn e appartenenti alla stirpe Shokan;
  • Kitana – Figlia adottiva di Kahn ma schierata con i terrestri;
  • Mileena – Sorella gemella di Kitana creata da Shang Tsung;
  • Shinnok  – Dio corrotto passato nelle file dell’Outworld;
  • Quan Chi – Stregone e mago esperto; assassino della famiglia di Scorpion.


Com’è strutturato?

Lo stile di gioco subì vari cambiamenti. Inizialmente i combattimenti si svolgevano in due dimensioni ma, con l’avvento della PlayStation 1 e del Nintendo 64, si passò alle tre dimensioni, senza riscuotere tutta via un gran successo. I personaggi potevano, quindi, spostarsi lateralmente nell’arena a loro piacimento per schivare i colpi nemici. Tuttavia proprio in Mortal Kombat 9 gli sviluppatori hanno deciso di tornare alle 2D, pur mantenendo sfondo e personaggio in 3D. Anche lo stile di combattimento è stato rivisto nel corso degli anni attraverso l’aggiunta di armi e di combo più lunghe rispetto al passato, sebbene la difficoltà nelle eseguirle non sia mai stata agli stessi livelli dei rivali Tekken e Street Fighter. Anche a livello grafico MK è sempre stato in grado di stupire i videogiocatori, eccezion fatta per il quarto capitolo della saga che a livello grafico ha lasciato molto a desiderare, utilizzando in alcuni casi dei veri attori per la creazione dei personaggi fino ad arrivare alla rappresentazione di graffi e lividi sul corpo dei combattenti, oltre che alla lacerazione dei loro costumi. Molto positiva è anche la longevità: oltre alla classica modalità scalata, simile a una Arcade Mode,  sono stati inserite di volta in volta diverse modalità “extra” come gli scacchi (in MK Deception) o il Motor Kombat (in MK Armageddon), un palese riferimento a Mario Kart. Oltre a queste modalità di contorno, è stata inserita anche la “Konquista” in cui, impersonando un personaggio predefinito, potremo esplorare il mondo di MK e compiere varie missioni che ci permetterano di volta in volta di progredire con la storia. Un’altra grande intuizione degli sviluppatori è stata quella di inserire la “Kripta”, un cimitero in pieno stile MK, tramite cui possono essere sbloccati degli oggetti nascosti come costumi alternativi, fatality, art-work etc.


Spin-off

La storia principale è stata interrotta nel corso degli anni per dare vita a vari spin-off tra cui ricordiamo MK Shaolin Monks o Mortal Kombat mythologies: Sub-Zero, giochi in cui il gameplay cambia notevolmete: il combattimento non si svolge solo all’interno delle arene ma per l’intera mappa a nostra disposizione, dovendoci scontrare anche con più nemici alla volta. Di fatto in questi due spin-off la serie si trasforma in un picchiaduro a scorrimento. Nel 2008 viene prodotto inoltre Mortal Kombat Vs DC Universe rilasciato per PS3 e Xbox 360, in cui i due mondi verranno a contatto permettendoci di decidere da quale parte schierarci. In questo gioco per l’occasione le fatality sono state rese meno violente rispetto al passato, poichè il pubblico a cui sarebbe stato venduto il gioco sarebbe stato più ampio per la presenza dei personaggi DC Comics.


Extra e Segreti

Nei diversi videogiochi della serie, gli sviluppatori si sono divertiti ad inserire vari easter-eggs come l’apparizione improvvisa di un piccolo mostro nella modalità Kripta che vi farà letteralmente saltare dalla sedia o la comparsa di un sound designer (Dan Forden) in basso a destra del vostro schermo, che pronuncerà la parola “Toasty”, dopo che è stato eseguito un uppercut. Sono inoltre presenti dei combattimenti segreti che possono essere sbloccati compiendo una determinata azione: ad esempio non dovremo perdere alcun round oppure dovremo svolgere un combattimento senza mai premere il tasto “parata”.


Infine..

Tutte queste caratteristiche hanno contribuito a rendere la serie unica nel suo genere, nonostante la concorrenza di videogiochi altrettanto validi. Possiamo quindi concludere il nostro tributo speciale a questa saga affermando che Mortal Kombat è un brand capace di avere migliaia di sostenitori e che, dopo l’uscita di MK9, è più vivo che mai grazie ad un gameplay abbordabile a tutti per la sua intuitività e per la fluidità che permette ad ogni videogiocatore di passare ore di puro divertimento davanti allo schermo, con l’aggiunta di  una storia ben congeniata e una grafica superiore alla media.

Articolo a cura di Marco Di Prospero



Studente di Medicina al terzo anno. Dedico parte del mio tempo libero al cinema, di cui sono un assiduo frequentatore, alla musica, alla tecnologia e al vasto mondo videoludico. Ritengo che nella vita sia fondamentale conoscere una grande varietà di persone e stare a contatto con la società che ci circonda. La mia citazione preferita: "Se la nostra patria è un paese tale per cui vale la pena morire in tempi di guerra, allora facciamo sì che valga anche la pena viverci in tempo di pace" -H. Fish. Motto: "Nella tua professione, come nella tua vita, ricorda: non troppa Bio, non troppo Dio, non troppo Io".