GameStop in crisi, e i dirigenti obbligano gli impiegati ad essere aggressivi con i clienti

Di Andrea "Geo" Peroni
20 Febbraio 2020

Che GameStop non se la stia passando molto bene, è sotto gli occhi di tutti. Il quadro però potrebbe essere più preoccupante di quello che potesse sembrare.

Solo un mese fa vi riportavamo di come la nota catena internazionale dei videogiochi fosse in un enorme periodo di crisi, tanto che decine di negozi in America, che stanno attraversando un forte declino di vendite, erano in procinto di chiudere i battenti per sempre a causa di un mercato oggi più che mai aggressivo per realtà come GameStop.

GameStop in crisi nera: decine di negozi stanno chiudendo

I report che arrivano oggi, sempre dall’America, delineano un quadro generale abbastanza preoccupante per il noto rivenditore, che sente evidentemente una fortissima pressione a causa di competitor come Amazon e il sempre più florido mercato digitale dei videogiochi.

Vari dipendenti e manager di GameStop hanno affermato, o per meglio dire confermato, che il numero di clienti è drasticamente calato negli ultimi mesi, lasciando qualche sporadico dato positivo solamente in prossimità di eventi speciali o festitivà come il Black Friday, il giorno del Ringraziamento e il lancio di grandi AAA sul mercato, che naturalmente catalizzano l’attenzione del grande pubblico. Nemmeno le offerte, però, sembrano aver giovato a GameStop, oggi più che mai in difficoltà.

Da qui, le richieste definite addirittura disperate da parte dei dirigenti dell’azienda. Secondo vari impiegati che hanno riportato la loro testimonianza a Polygon (poi riassunta da Gamepur), i vertici di GameStop stanno accusando duramente il colpo, e nel disperato tentativo di rilanciare il brand hanno scelto di attuare politiche che certamente non vanno a incontrare il favore del pubblico.

Tra i maggiori indiziati a cui attribuire la colpa di questo crollo di GameStop ci sarebbe Fortnite, che avrebbe rubato troppo potenziale pubblico. I dirigenti si sarebbero quindi spinti verso altre soluzioni, lontane dal mondo del gaming, arrivando a costringere i dipendenti stessi a fare pressioni sui clienti:

Vogliono che insistiamo con i clienti, che li spingiamo a vendere i loro vecchi telefoni e tablet. Recentemente un senior manager mi ha detto che anche se ci avviciniamo al bersaglio, questo non è più abbastanza. […] Se non raggiungi gli obiettivi che i dirigenti vogliono, stai fallendo.

A tutto questo, si aggiunge il sovraccarico di lavoro che alcuni dipendenti sono costretti a sobbarcarsi per riuscire a restare dentro i costi prefissati. La mancanza di denaro spinge parte degli impiegati a svolgere interi turni di lavoro in solitaria, dall’apertura del negozio fino alla chiusura, senza la possibilità di avere un ricambio.

Come alcuni dipendenti riferiscono, insomma, “la struttura sta crollando“. Ci troviamo di fronte ad un momento davvero cruciale per GameStop, e la next-gen potrebbe rappresentare un bivio di non-ritorno per la compagnia: morire o rinascere, non ci sono altre possibilità. Secondo altri dipendenti, comunque, la compagnia ha delle idee chiare sul futuro per cercare di riportare in alto il nome di GameStop, e dunque si dichiarano fiduciosi. Come andrà a finire?

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.