I peggiori giochi del 2019 secondo Metacritic

Di Andrea "Geo" Peroni
30 Dicembre 2019

Dovete solamente sperare di non essere entrati in contatto con uno di questi videogiochi, nell’anno che si sta per concludere…

Dopo avervi proposto la nostra FLOP 5 dei giochi del 2019, che non guardava solamente alla qualità del gioco ma alle premesse e alle promesse non mantenute (avrete già capito chi abbiamo premiato come il gioco più deludente dell’anno), abbiamo deciso di spulciare anche Metacritic per andare a caccia del peggior gioco del 2019 secondo la stampa specializzata.

Come saprete, Metacritic raccoglie un gran numero di recensioni per produrre un metascore medio tra tutti i punteggi assegnati, che ci sembra anche il metodo più oggettivo possibile per valutare quali possano essere i peggiori videogiochi dell’anno a detta degli esperti del settore. Sarete sorpresi di scoprire, attraverso questa classifica, che ci sono anche nomi grossi in ballo, a conferma del fatto che se un videogioco è pessimo, viene massacrato, anche se sviluppato sotto l’ala protettrice di un gigante dell’industria. Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere: ecco la FLOP 10 del 2019 secondo Metacritic.

#10 – NARCOS: RISE OF THE CARTELS (metascore: 46/100)

Una grossa delusione. Il gioco ispirato alla celebre serie Netflix aveva qualche spunto interessante, recuperando alcune meccaniche da videogiochi come XCOM e proponendosi come estremamente tattico, ma si è rivelato essere un colabrodo di problemi. Un titolo senza alcun appeal, se non quello del nome.

#9 – GENERATION ZERO (metascore: 45/100)

Avalanche Studios ci ha preso gusto, negli ultimi anni, a realizzare open world dal concept intrigante ma che si rivelano essere delle vere e proprie delusioni. Generation Zero non è da meno. FPS ambientato in una Russia post-apocalittica dominata dalle macchine assassine, è un gioco con poche cose da fare, e quelle poche sono sempre le stesse. Insomma, i soliti problemi che i giochi di Avalanche (Just Cause, Rage 2) si portano dietro in ogni occasione.

#8 – SUBMERSED (metascore: 44/100)

Siete un paramedico della guardia costiera che risponde ad una chiamata di soccorso, ritrovandosi però a dover sopravvivere contro qualcosa. Quel qualcosa, in realtà, è la noia più totale. Un horror survival che non fa paura, se non quando vi viene chiesto di risolvere l’ennesimo enigma.

#7 – FIFA 20 LEGACY EDITION (su Nintendo Switch) (metascore: 43/100)

EA ci è ricascata. Come già accadeva per le versioni PS Vita di FIFA, anche FIFA 20 Legacy Edition per Switch si è rivelata essere uno spudorato copia-incolla del gioco del precedente anno, e la critica ha deciso di non passarci sopra stavolta. Gameplay identico, nessuna aggiunta, aggiustamenti limitati alle rose delle squadre – almeno quelle, osiamo dire. Il gioco, come hanno specificato gli esperti del settore, non è un disastro, ma si rivela essere qualcosa realizzato in fretta e furia e senza troppo impegno. Gli utenti Switch meriterebbero maggior rispetto.

#6 – WWE 2K20 (metascore: 43/100)

Ora, le ultime iterazioni videoludiche del mondo del wrestling sono state tutt’altro che indimenticabili. Il videogioco lanciato pochi mesi fa, però, è un colabrodo di problemi tecnici, tanto che molti recensori si sono chiesti per quale motivo il gioco è stato pubblicato in questo stato. Difficile da spiegare, ma quel che è certo è che 2K potrebbe essersi giocata il futuro di questa serie ormai di nicchia.

#5 – DOLLHOUSE (metascore: 41/100)

L’idea di partenza per questo horror noir in prima persona poteva anche essere interessante. Peccato però che l’intero gioco sia un disastro totale dal punto di vista tecnico e strutturale. Framerate imbarazzante, comparto grafico eccessivamente scadente, nessuna novità in un gameplay sempre noioso, lungo tutto l’arco della “storia”. Gioco che poteva dare di più.

#4 – CONTRA: ROGUE CORPS (metascore: 40/100)

Gioco che, a differenza di Dollhouse, doveva dare di più, e che invece è stato tra i peggiori flop di questo 2019. Konami ha cercato (inutilmente) di rilanciare la serie Contra, andando contro ad anni di storia e alla fanbase. La critica non ci è andata giù leggera. C’è chi ha apprezzato alcuni elementi, ma in generale la critica è concorde sul considerare Rogue Corps come il peggior gioco della serie Contra. Konami, ma che ti succede? Oltre a PES, sembra che il colosso giapponese non ne azzecchi più davvero una…

#3 – BLADES OF TIME (metascore: 38/100)

Si tratta del porting su Switch di questo hack-and-slash che ha ormai 7 anni sulle spalle, e su questa banalissima remastered si fanno sentire tutti. Alcuni recensori, alla luce dei numerosi problemi tecnici di questa remastered (o porting?), si sono chiesti: ma per quale motivo è stato riproposto? Del resto, anche l’originale gioco del 2012 non ha mai brillato, dunque si tratta di un’operazione largamente incomprensibile…

Left Alive

#2 – LEFT ALIVE (metascore: 37/100)

Non poteva mancare, non poteva davvero mancare. Anche noi di Uagna.it lo abbiamo inserito nella nostra TOP 5 dei peggiori flop del 2019 che vi abbiamo linkato sopra, e ci aspettavamo di trovare Left Alive anche tra i Worst of 2019 di Metacritic. Spin-off di Front Mission, Left Alive è una goffa imitazione di Metal Gear Solid. Goffa in tutti i sensi: gameplay, grafica, storia, game design, il gioco è un disastro su tutta la linea, senza distinzioni. Io, personalmente, non l’ho neanche terminato. Ho ancora un briciolo di rispetto per me.

#1 – ETERNITY: THE LAST UNICORN (metascore: 36/100)

L’intento dei brasiliani di Void Studios era quello di sviluppare un GDR di stampo classico. La missione è riuscitissima. Anche troppo: la critica ha decretato Eternity come il gioco più brutto dell’anno sulla base proprio del suo essere obsoleto in ogni elemento di gioco, che nel 2019 sono semplicemente inaccettabili. Le premesse della storia e del concept erano anche interessanti: un elfo parte in missione per salvare l’ultimo unicorno da un gruppo di streghe malvagie. Ma, come consigliano alcuni recensori, forse era meglio lasciarlo morire questo unicorno…



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.