Un titolo che è un gioco di parole, un protagonista che è una fetta di pane tostato e una meccanica principale che consiste nello spalmarsi creme e dolciumi in faccia: Pardon My French Toast non si prende sul serio nemmeno per un istante, ma dietro l’estetica zuccherosa del platform 3D sviluppato dallo studio di Lione ReRolled Studio si nasconde un’idea di gameplay più solida di quanto sembri. Dopo un accesso anticipato su Steam partito a dicembre 2025, la versione completa è disponibile dal 29 ottobre su Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC.
Ma un platform così leggero e scanzonato può davvero riuscire a imporsi in un genere tanto affollato?
Versione provata: Nintendo Switch 2
Una crociera spalmabile
L’avventura prende il via quando il nostro toast trova per caso un biglietto per la Jam Session Cruise, una crociera di lusso che si rivela ben presto una carretta a malapena in grado di restare a galla e che per ripartire ha bisogno di enormi caramelle da usare come carburante, un pretesto leggero che spinge il giocatore a esplorare decine di livelli sparsi tra isole sempre più bizzarre e che trasforma la nave in un piccolo microcosmo di passeggeri, altri toast con le proprie storie e richieste da soddisfare in cambio di ricompense, il tutto sostenuto da una scrittura che gioca continuamente con i doppi sensi legati al pane e alla pasticceria.

Il vero punto di forza è però il sistema di abilità, che ruota attorno a una decina di creme e condimenti da spalmare sul protagonista: il miele permette di attaccarsi agli oggetti e arrampicarsi sulle pareti, costringendo spesso il giocatore a staccarsi e riattaccarsi con il giusto tempismo per superare i vuoti, il cioccolato indurito trasforma il toast in un ariete capace di sfondare gli ostacoli, il burro consente di scivolare negli spazi più stretti e di lanciarsi in derapate, mentre la mossa che dà il nome al gioco, il French toast, permette di assorbire i liquidi per poi sputarli e attivare meccanismi. A questi poteri si affianca un moveset di base fatto di schiaffi e scatto aereo che garantisce un buon controllo nei salti, all’interno di un’impostazione volutamente neo-retrò che si ispira ai classici del genere senza limitarsi a copiarli, introducendo le nuove abilità con un ritmo ben calibrato e combinandole tra loro con sempre maggiore frequenza man mano che l’avventura procede.
Dolci, giungle e qualche briciola
Il level design segue di pari passo la crescita delle abilità, accompagnando il giocatore da prati ricoperti di miele e piazze piene di frutta fino a laghi infestati dai coccodrilli nella giungla tropicale e isole fluttuanti popolate da fantasmi, con alcuni livelli più aperti che offrono percorsi opzionali e un tostapane da usare come scorciatoia verso la fine, lasciando al giocatore la libertà di puntare dritto all’obiettivo oppure dedicarsi alla raccolta dei numerosi collezionabili, mentre chi cerca una sfida più impegnativa può affidarsi alle prove facoltative del toast atleta a bordo della nave, che alzano sensibilmente l’asticella rispetto a una difficoltà generale piuttosto bassa. Proprio la sfida contenuta e una longevità non particolarmente estesa, con i titoli di coda che arrivano in circa 5 ore e qualche ora in più per chi punta al completamento totale, rappresentano i limiti più evidenti dell’esperienza, che dà il meglio di sé quando combina più abilità nello stesso livello e perde un po’ di mordente nelle sezioni più lineari.

Sul piano tecnico lo stile cartoon dai colori accesi e dalle forme morbide si sposa alla perfezione con il tono scanzonato dell’avventura, accompagnato da una colonna sonora allegra e orecchiabile e da prestazioni impeccabili su Nintendo Switch 2, come era lecito aspettarsi vista la leggerezza della produzione, ma le dimensioni ridotte del team si avvertono nel livello di dettaglio di alcune ambientazioni e in una telecamera che non sempre inquadra l’azione nel modo più comodo, mentre a pesare è soprattutto l’assenza di una localizzazione in italiano, un limite tutt’altro che secondario per un titolo che per tono, stile e difficoltà si rivolge in primo luogo ai più piccoli, i quali rischiano di perdersi i dialoghi, le richieste dei passeggeri e buona parte dell’umorismo.
Un semplice Toast
Pardon My French Toast conquista grazie a un’idea semplice sviluppata con intelligenza, perché il sistema di creme e condimenti non fa solo da pretesto per le battute, ma rappresenta il motore stesso del gameplay, rinnovando costantemente le situazioni; una difficoltà piuttosto bassa, una longevità contenuta, qualche limite produttivo e soprattutto l’assenza dell’italiano, che penalizza proprio il pubblico più giovane a cui il gioco si rivolge, gli impediscono di imporsi accanto ai giganti del genere, ma per chi ha nostalgia dei platform di una volta e cerca un’avventura leggera e piena di trovate, la crociera sulla Jam Session merita senza dubbio il biglietto.
Codice per la recensione fornito dal Publisher

Verdetto
Riassunto
Pardon My French Toast è un platform 3D dolce e ricco di trovate, che costruisce tutto attorno a un sistema di abilità originale e ben integrato nel level design, capace di rinnovare costantemente le situazioni dall'inizio alla fine della crociera. Una sfida contenuta, una longevità di circa cinque ore e soprattutto l'assenza dell'italiano, che pesa proprio sui più piccoli a cui il gioco si rivolge, gli impediscono però di fare il salto di qualità, lasciando l'impressione di un'avventura piacevole ma destinata a durare il tempo di una colazione.
Pro
Sistema di abilità originale e ben integrato nel level design Ambientazioni varie e piene di personalitàContro
Difficoltà generale piuttosto bassa Longevità contenuta Assenza dell'italiano- Giudizio Complessivo7
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