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Stellar Blade Complete Edition | Recensione

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Stellar Blade, primo progetto console dello studio sudcoreano Shift Up, torna per la seconda volta nelle nostre mani, a distanza di oltre due anni dalla recensione della versione originale uscita su PlayStation 5; dopo l’approdo su PC nel 2025 il passo verso Nintendo Switch 2 sembrava naturale, tanto che il porting è stato annunciato durante il Nintendo Direct di giugno per poi ricevere una data d’uscita ufficiale nella presentazione di settembre. Quella che arriva sulla console ibrida di Nintendo è una Complete Edition che, sul fronte dei contenuti, si presenta come la versione più ricca disponibile, raccogliendo il gioco base, i costumi dei DLC dedicati a NieR: Automata e NIKKE e i quattro outfit della collaborazione con Bayonetta, che arriva in contemporanea anche su PlayStation 5 e PC come aggiornamento gratuito.

Per Switch 2 si tratta dell’ennesima prova di forza, dopo una serie di conversioni sempre più ambiziose di produzioni nate per hardware ben più potenti, con Stellar Blade la sfida si fa particolarmente impegnativa, perché a essere messo alla prova non è soltanto il comparto grafico, ma anche un ritmo di gioco che non perdona incertezze. Resta da capire quanto di un’esperienza costruita su riflessi e tempismo sopravviva al passaggio su un hardware portatile, sia per chi l’avventura di Eve non l’ha ancora vissuta sia per chi vorrebbe ripeterla lontano dal televisore.

Versione provata: Nintendo Switch 2

Una Terra da riconquistare

Il giocatore veste i panni di Eve, membro del settimo squadrone aviotrasportato inviato dalla Colonia orbitante per riconquistare una Terra devastata dai Naytiba, creature mostruose che hanno costretto l’umanità ad abbandonare il pianeta, e dopo uno sbarco finito in tragedia la protagonista si ritrova sola, almeno finché l’incontro con Adam non le apre le porte di Xion, l’ultima città umana rimasta in piedi. Da qui prende il via un viaggio che porta Eve, Adam e la meccanica Lily a inseguire l’Elder Naytiba e a mettere in discussione tutto ciò che la Colonia le ha insegnato, in un racconto che non nasconde le sue derivazioni verso NieR: Automata e che, pur partendo da premesse convenzionali, riserva qualche svolta interessante fino a più finali.

La scrittura resta però il lato meno brillante della produzione, perché i personaggi secondari raramente superano il proprio archetipo e la stessa Eve appare più come un’esecutrice silenziosa che come una protagonista con un vero arco emotivo, mentre i dialoghi tendono spesso a spiegare troppo e la parte più interessante della lore è affidata a documenti e registri sparsi per il mondo.

Parate e tempismo

È nel combattimento che Stellar Blade trova il suo punto di forza, grazie a un sistema che unisce la centralità della parata tipica di Sekiro alla spettacolarità degli action giapponesi, chiedendo al giocatore di leggere ogni movimento dell’avversario, di parare al momento giusto per accumulare energia beta e di reagire agli attacchi segnalati da indicatori colorati con contromisure specifiche. Con il progredire dell’avventura il giocatore sblocca nuove abilità e potenziamenti che, insieme all’equipaggiamento, permettono di plasmare lo stile di combattimento in modo sorprendentemente profondo, adattandolo tanto a un approccio aggressivo quanto a uno più ragionato.

Il punto più alto restano le boss fight, con avversari dal design memorabile e pattern che costringono a imparare, sbagliare e riprovare finché ogni scambio non diventa una coreografia, una sfida che diversi livelli di difficoltà rendono accessibile sia ai neofiti sia ai veterani del genere. Su Switch 2 questa precisione resta intatta, perché parate e schivate perfette rispondono senza ritardi percepibili anche con i Joy-Con 2, che si rivelano comodi e affidabili persino nelle boss fight più impegnative.

La struttura alterna livelli lineari a due vaste aree semiaperte, le Terre desolate e il Grande deserto, dove il giocatore si muove tra campi di sosta, enigmi ambientali e nemici opzionali, con un level design che premia la curiosità grazie a scorciatoie, passaggi nascosti e una certa verticalità che sfrutta le capacità acrobatiche di Eve, anche se platforming e arrampicate risultano meno rifiniti del combattimento. Xion funge da hub centrale e ospita missioni secondarie che, salvo qualche eccezione, si riducono a semplici incarichi di recupero o eliminazione utili soprattutto per ottenere materiali e costumi, mentre attività come la pesca e la collezione di lattine portano la durata complessiva ben oltre le venti ore per chi vuole esplorare ogni angolo.

Un porting non perfetto

I costumi inclusi nella Complete Edition sono contenuti cosmetici che non cambiano l’esperienza, mentre il supporto ai controlli di movimento dei Joy-Con 2 è relegato ad alcune attività lontane dal combattimento, una scelta sensata almeno sulla carta, perché non interferisce con la precisione richiesta negli scontri, e un equilibrio simile guida anche le scelte tecniche, con Shift Up che per portare Stellar Blade su Switch 2 ha optato per un’immagine ricostruita fino a 1080p in TV e per i 720p in portatile, entrambe a 60 fps.

Il risultato è convincente ma non privo di sbavature, perché i 60 fps reggono per la maggior parte del tempo, salvo qualche calo nelle aree aperte e negli scontri più concitati, mentre l’interpolazione lascia qualche artefatto attorno a Eve nei movimenti rapidi senza però incidere sulla risposta ai comandi. È la modalità portatile a convincere di più, perché lo schermo nasconde meglio i tagli rispetto a PS5 e PC, mentre in TV il quadro appare più morbido e meno definito.

La direzione artistica resta fantastica, con il curatissimo character design di Kim Hyung-tae e ambientazioni post-apocalittiche di grande impatto, mentre la colonna sonora, firmata dal team interno di Shift up insieme allo studio Monaka di Keiichi Okabe, già autore delle musiche di NieR, regala alcuni dei momenti più evocativi dell’avventura.

Vale la pena su Switch 2?

Stellar Blade arriva su Nintendo Switch 2 il 6 novembre con tutto ciò che lo aveva reso uno degli action più apprezzati degli ultimi anni, dal combattimento profondo e appagante alle boss fight memorabili, in una Complete Edition che rappresenta il pacchetto più ricco mai proposto, pur senza nascondere i limiti di una narrazione poco incisiva e di missioni secondarie ripetitive. Il porting scende a più di un compromesso, tra cali di framerate, artefatti dell’interpolazione e un’immagine meno definita in TV, ma preserva la reattività del combattimento e regala un’esperienza che su Switch 2 non ha eguali, perché poter affrontare un action di questo calibro ovunque, anche con tutti i suoi limiti, resta un piacere difficile da trovare altrove sulla console Nintendo. Non si tratta però della versione consigliata per chi ha la possibilità di giocarlo su PlayStation 5 o PC, dove l’esperienza resta più pulita e stabile, quanto piuttosto di un’ottima alternativa per chi possiede solo la console ibrida o desidera portare con sé l’avventura di Eve ovunque.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

7.8
Verdetto
Riassunto

Stellar Blade Complete Edition porta su Switch 2 un action che sulla console ibrida di Nintendo non ha eguali, capace di unire un sistema di combattimento tecnico e appagante a boss fight memorabili e a una direzione artistica di grande personalità, il tutto in un'edizione ricca di contenuti. I limiti non mancano, dai cali di framerate agli artefatti fino a un'immagine meno definita in TV, senza dimenticare una trama non all'altezza del gameplay e missioni secondarie ripetitive, ma nulla di tutto questo impedisce all'avventura di Eve di restare godibile dall'inizio alla fine, soprattutto in modalità portatile.

Pro
Sistema di combattimento profondo, tecnico e appagante, reattivo anche su Switch 2 In modalità portatile da il meglio di se... Direzione artistica e colonna sonora di altissimo livello Boss fight memorabili
Contro
I difetti del primo capitolo ...ma in modalità TV si vedono tutti i compromessi Graficamente perde molto della sua bellezza
  • Giudizio Complessivo7.8
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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