Previsioni, possibilità e speranze su Call of Duty 2017 | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
12 Febbraio 2017

La notizia della settimana riguarda sicuramente i progetti finanziari e societari di Ubisoft e Activision per l’anno fiscale 2018, quello cioè che va dal 1° aprile 2017 al 31 marzo dell’anno successivo. Mentre Ubisoft ha deciso di conservare grosse sorprese per momenti importanti (previste quattro produzioni AAA in quest’anno, una al 99% sarà Assassin’s Creed), il colosso americano si è lanciato in previsioni ottimistiche e in grandi colpi di scena. Oltre al confermato Destiny 2 per l’autunno, e alla pausa di Skylanders, si è parlato anche del prossimo Call of Duty. Un gioco ormai atteso da milioni di fan ogni anno e che quest’anno si ritroverà non solo a dover sopportare il gigantesco peso sulle sue spalle ma anche a sopperire alle debolezze mostrate da Infinite Warfare. L’ultimo gioco, sviluppato da Infinity Ward, non ha infatti soddisfatto, neanche lontanamente, le previsioni di Activision, che si è vista costretta a ribaltare i propri piani e ad abbandonare un progetto ormai considerato infruttuoso per il franchise: il futuro. Da Advanced Warfare (2014) ad oggi, infatti, il brand si è progressivamente spinto sempre più in avanti nel tempo, toccando l’apice con l’ultimo Infinite Warfare e le sue battaglie spaziali. Un’evoluzione che, per ammissione della stessa società, non ha dato i frutti sperati, e questo si traduce in un doveroso dietrofront. Call of Duty 2017, sviluppato da Sledgehammer Games, rappresenterà infatti un ritorno alle origini, un nuovo titolo “boots on the ground” come è stato definito dalla stessa Activision. Piedi a terra, dunque, così come i grandi capitoli del passato che resero grande la serie.

Activision: “Call of Duty 2017 si giocherà con i ‘piedi per terra’”

Intorno a questo nuovo titolo sono già tante le teorie, le supposizioni e i rumor, ma prima di maggio difficilmente avremo notizie ufficiali. La confusione mentale in molti utenti è però giustamente elevata. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza e provare non solo a ipotizzare cosa può attenderci nel prossimo autunno ma anche cosa sicuramente non vedremo. Innanzitutto, è bene ricordare che Call of Duty è ancora un solido franchise suddiviso tra tre software house che ciclicamente si mettono al lavoro per garantire un titolo all’anno: Treyarch, Infinity Ward e appunto Sledgehammer Games, la casa al timone dei lavori per la stagione 2017/2018. Questo significa che alcune serie di successo, come la celebre Black Ops, vengono offerte con continuità quando i loro creatori, in questo caso Treyarch, sono chiamati in causa. Il caso di Call of Duty 2017 è però abbastanza significativo, perché SG si ritrova a dover gestire un potenziale problema: il sub-franchise. Sub-franchise di successo della serie sono stati ad esempio Modern Warfare, o il citato Black Ops, ma negli altri casi gli esperimenti di lancio di qualcosa di nuovo hanno fallito miseramente. Ghosts prima, Advanced Warfare poi e Infinite Warfare ora non sono riusciti a dare il via a qualcosa di più grande, rimanendo confinati nei loro rispettivi tre giochi e senza tornare più sui nostri schermi (certo, per IW il discorso è ancora troppo prematuro, ma l’insuccesso del gioco non può essere sottovalutato). A questo si aggiunge il fatto che il nuovo FPS di quest’anno non avrà come tema le tecnologie futuristiche, forse legato ad un contesto odierno o addirittura del passato, dunque anche Advanced Warfare 2 è da escludere a priori.

È bene fare un punto della situazione e distinguere tutti quei progetti possibili e impossibili

Molti utenti, tra Reddit, NeoGAF e chi più ne ha più ne metta, si sono sbizzarriti negli ultimi giorni a immaginare quale sarà il tema di Call of Duty 2017. Alcune previsioni trovano una buona risposta nei piccolissimi indizi che Sledgehammer ha seminato nei primi giorni dell’anno, altre invece possono essere escluse a priori. Spulciando sul web, è bene quindi fare un punto della situazione e distinguere tutti quei progetti possibili e impossibili che Activision ha preparato per l’autunno.

GLI IMPOSSIBILI

  • Infinite Warfare 2 – Inutilmente ipotizzato da qualcuno, il sequel è da escludere al 101%. Oltre ad essere un sottobrand in mano ad Infinity Ward, il gioco come detto è stato al centro di tante critiche e non ha una buona immagine verso il pubblico. Inoltre, la guerra spaziale, parola di Activision, è stata definitivamente accantonata.
  • Advanced Warfare 2 – Anche in questo caso il gioco non vedrà la luce. Nonostante le speranzose dichiarazioni di Sledgehammer che profetizzava un sequel dopo il discreto successo del primo capitolo. I paletti imposti da Activision, però, che negano la possibilità di utilizzare esoscheletri o armamenti visionari, indicano anche che Advanced Warfare 2 non potrà essere una valida possibilità per COD 2017.
  • Ghosts 2 – Assolutamente improbabile. Sviluppato da Infinity Ward e abbandonato dopo un solo gioco con una trama peraltro rimasta clamorosamente insoluta, Ghosts, al pari di Infinite Warfare, ottenne più critiche negative che elogi. Difficile che Infinity Ward decidesse di tornare su di esso, impossibile che lo faccia Sledgehammer.
  • Black Ops IV – Anche in questo caso l’impossibilità è data al 101%. Marchio storicamente legato a Treyarch, questo gioco non sarà sicuramente il Call of Duty del 2017.

I POSSIBILI

  • Modern Warfare 4 – Nonostante si tratti di un brand sviluppato originariamente da Infinity Ward, non bisogna dimenticare che Sledgehammer collaborò alla realizzazione del terzo capitolo della serie, quello conclusivo. Proprio per questo una delle possibilità più papabili è rappresentata da quel MW4 che viene ciclicamente riproposto tra le possibilità per la serie. Figlio di una trilogia di grande successo e ambientata in un contesto assolutamente odierno, Modern Warfare 4 potrebbe essere una valida possibilità per Sledgehammer.
  • Un nuovo gioco nel presente – Sulla falsariga della trilogia di Modern Warfare, SG potrebbe dedicarsi a creare un marchio completamente nuovo e con una storia inventata ma che potrebbe ricalcare temi attuali. Terrorismo, intrighi di potere, crisi economiche. In questo caso, però, proprio la trilogia di Modern Warfare ha fatto storia, e il rischio di un more of the same è molto alto.
  • Rivisitazione di grandi conflitti storici – Terreno già battuto più e più volte non solo da Call of Duty, ma che potrebbe verosimilmente rappresentare un forte stimolo per i giocatori di vecchia data. Rielaborare le grandi guerre (e non parliamo delle guerre puniche, progetto pensato ma fortunatamente mai attuato da Activision) non consente certo agli sviluppatori e agli sceneggiatori di inventare storie di sana pianta, cosa che il contesto futuristico permette, ma il fascino del passato è tutt’oggi vivo nei giocatori. Lo dimostra il grande successo di Battlefield 1, anche se tornare proprio sulla Prima Guerra Mondiale avrebbe il sapore di una scopiazzatura forzata, immagine che Activision oggi non vuole dare. La WWII è invece un tema molto caro ad Activision, e anche un indizio proprio da Sledgehammer nelle scorse settimane potrebbe aver svelato qualche collegamento

Possiamo concludere dicendo che le opzioni elencate sono sicuramente le più possibili, e anche quelle che meglio si sposano con un concetto di Call of Duty tradizionale. Tutto ciò che ora possiamo dire è: pazienza. Ancora per alcuni mesi non avremo a che fare con nuove informazioni su Call of Duty, a meno di clamorosi leak o informazioni trapelate, e dunque le ipotesi rimarranno tali fino a quel momento.

Quel che è certo è che Activision deve riuscire a tenere a galla il franchise, e a riportarlo in auge. Per le proprie tasche e per gli innumerevoli fan che, negli ultimi anni, hanno dovuto mandare già diversi amari bocconi. E questo senza dover necessariamente ricorrere a sotterfugi come rivangare serie storiche (in questo senso Modern Warfare 4 sarebbe un esempio che calza alla perfezione) o a riproporre modalità trite e ritrite che non a tutti vanno a genio. Se ve lo state chiedendo, ci stiamo riferendo proprio alle varie incarnazioni della modalità zombie, ormai presente da 3 anni consecutivi su Call of Duty in diverse forme. Possibile che l’unica strada da percorrere fosse standardizzare il prodotto? Con le linee guida degli ultimi anni, i fan si sono ritrovati tra le mani tre prodotti sostanzialmente gemelli, tutti a tema futuristico e con le stesse identiche tre modalità, senza pensare a diversificare la serie nonostante i tre studi al lavoro. Un errore dal quale il colosso americano potrebbe aver imparato, e dal quale deve ripartire per rilanciare il gioco che ancora oggi è la gallina dalle uova d’oro dell’azienda, nonostante l’insuccesso di Infinite Warfare. E questo è tutto dire sull’importanza del brand.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.