Ieri Ubisoft ha annunciato una delle notizie più amare degli ultimi mesi: il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo è stato ufficialmente cancellato, insieme ad altri cinque progetti, alla chiusura di due studi e a un numero imprecisato di licenziamenti.
La motivazione iniziale fornita dal publisher francese parlava di timori legati alla qualità finale del gioco, ritenuta non all’altezza delle aspettative. Ma gli sviluppatori del remake hanno raccontato una versione diversa dei fatti: il progetto sarebbe stato sacrificato a causa della strategia aziendale di Ubisoft, sempre più orientata verso esperienze open world, che lascia poco spazio ai titoli lineari.
Poco dopo l’annuncio della cancellazione, gli sviluppatori del remake hanno partecipato a una sessione AMA su Reddit. Rispondendo a un fan, hanno dichiarato:
Da tempo c’è una forte spinta verso esperienze open world di grandi dimensioni, e questo rende più difficile per i giochi lineari e compatti trovare spazio, anche quando sono molto amati.
Il comunicato stampa di ieri ha inoltre svelato il nuovo modello operativo di Ubisoft, che punta in modo deciso su open world e giochi live-service. Una scelta che, di fatto, segna un cambio di rotta per l’intero catalogo dell’azienda.
La cancellazione resta comunque sorprendente, soprattutto perché il progetto era vicino alla conclusione. Anche dopo il reboot dello sviluppo, affidato a Ubisoft Montreal, il risultato non sarebbe stato considerato soddisfacente. In un messaggio pubblicato dall’account ufficiale di Prince of Persia, Ubisoft ha spiegato di non voler investire ulteriori risorse e personale nel progetto, nonostante gli anni di lavoro già spesi.
Quanto al futuro del franchise, le prospettive non sono incoraggianti. Prince of Persia non sembra rientrare nelle nuove “creative houses” di Ubisoft, e appare sempre meno probabile anche l’arrivo di nuovi spin-off come Prince of Persia: The Lost Crown. Una saga storica, dunque, rischia di essere definitivamente messa da parte.
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