[Recensione] Crash Bandicoot 4: It’s About Time (versione next-gen)

Di Andrea "Geo" Peroni
16 Marzo 2021

Se è vero che i gatti hanno nove vite, è probabile che i bandicoot ne abbiano almeno tre o quattro. Se pensiamo a cosa è accaduto al buon Crash, un tempo mascotte del mondo PlayStation per poi diventare un personaggio alla stregua di uno zimbello per molti anni prima del rilancio, questa sua storia ne è la prova. Avevamo parlato, ad esempio, del fallimentare secondo reboot del franchise, Crash Landed, poi naufragato per motivi vari – qui il nostro ricco speciale.

In barba a tutti i menagrami in circolazione, però, il marsupiale creato dalle mani di Naughty Dog negli anni ’90 è sopravvissuto e anzi è tornato pochi mesi fa con un’avventura nuova di zecca che si è rivelata essere uno dei platform più riusciti degli ultimi anni. Come vi abbiamo raccontato nella recensione su PS4, Crash Bandicoot 4: It’s About Time è stato una stupenda sorpresa, un ritorno in gran stile del personaggio e una prova di forza netta e decisa di quei Toys for Bob che già avevano stupito con la trilogia di Spyro.

Per Crash, dopo alcuni mesi, arriva anche il momento del debutto sulle console next-gen, oltre che PC (in arrivo tra pochi giorni) e Switch (ve ne parleremo in un articolo dedicato), per sfruttare a pieno (?) la potenza dei nuovi hardware. Abbiamo quindi deciso di cogliere la palla al balzo e riprendere in mano il paramele nella sua scorribanda su PlayStation 5, per vedere come se la cava la versione next-gen di Crash Bandicoot 4: It’s About Time.

Versione provata: PS5

UN CRASH NON BASTA

Senza addentrarci approfonditamente nella trama e nel contesto generale del gioco, di cui abbiamo parlato ampiamente nella recensione uscita lo scorso autunno, vediamo di fare una sorta di contestualizzazione per far capire il fulcro da cui scaturisce la nuova avventura di Crash anche a coloro che non hanno mai letto di questo inedito capitolo.

Crash Bandicoot 4: It’s About Time riparte esattamente da dove Crash 3 Warped si era interrotto – annullando quindi tutta la timeline post-Naughty Dog a dir poco incomprensibile a livello di continuità degli eventi sin da Crash Bandicoot: L’ira di Cortex. È vero, come abbiamo ricordato in occasione del lancio del gioco, una serie come quella del marsupiale arancione non ha mai brillato per la ricchezza della sua narrazione, poiché non è certo il punto più importante della produzione. Toys for Bob, però, si è fortunatamente premurata di dare un nuovo contesto e una “nuova vita” a questa storia, sfruttando il successo della N. Sane Trilogy del 2017 che ha permesso a tanti di ritrovare o scoprire per la prima volta le avventure del paramele.

Cortex e N. Tropy sono bloccati in un mondo e un’epoca lontana, dopo il fallimento della macchina del tempo, ma grazie a Uka-Uka riescono a trovare un modo per fuggire da questa particolare prigione. Il caso vuole, guarda un po’, che questo varco creato dalla mitica maschera finisca col creare una frattura tra le dimensioni, un problema che rischia di mettere in ginocchio l’intero multiverso e che richiede l’intervento del nostro solito eroe per caso, stavolta accompagnato da improbabili alleati. Oltre alla sorella Coco, che già lo aveva accompagnato in altre occasioni, ben presto al viaggio di Crash si uniranno anche Dingodile, una Tawna proveniente da un universo alternativo e persino il dottor Cortex, tradito da Tropy quando questi ha deciso di attuare un piano tutto suo per la conquista del multiverso.

IL DARK SOULS DEI PLATFORM (?)

L’aggiunta dei nuovi personaggi giocabili, insieme alle inedite quattro Maschere Quantum che forniscono abilità incredibili – Lani-Loli fa ad esempio “switchare” oggetti tra due dimensioni, mentre Kapuna-Wa rallenta il flusso del tempo circostante -, ha consentito agli sviluppatori di dar forma a una grandissima varietà di idee e situazioni, che rendono Crash Bandicoot 4: It’s About Time un grandioso e complesso platform capace di elevare, finalmente, la serie a un livello molto in alto.

Restando sapientemente una sfida a piattaforme in ogni suo livello, Crash Bandicoot 4 varia in continuazione tra stupende ambientazioni – la direzione artistica è sublime, e se siete interessati a saperne di più vi invitiamo ad acquistare lo splendido volume The Art of Crash Bandicoot 4: It’s About Time, realizzato dagli artisti di Toys for Bob – e intuizioni di gameplay, comprensive di personaggi dotati di abilità proprie come Dingodile che utilizza il suo cannone per assorbire casse e nemici, Maschere Quantum dalle capacità incredibili e interi livelli costruiti per dare contenuti ai giocatori più hardcore in circolazione – ci riferiamo ovviamente ai complessi Nastri Flashback in 2D che rivisitano le prime sperimentazioni effettuate da Cortex sul bandicoot dopo la mutazione, in un eccellente retcon che funziona anche a livello narrativo, a riprova del fatto che i ragazzi della Spyro Reignited Trilogy hanno lavorato duramente per dare coerenza e coesione al gioco.

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Non lasciatevi però ingannare dall’aspetto cartoon e fanciullesco della produzione, perché i Toys for Bob hanno dato fondo a tutta la loro cattiveria sopita per costruire un platform eccellente ma che rappresenta anche un’affascinante sfida per tutti coloro che intendono cimentarsi nel completamento di tutti gli obiettivi. Se pensate che anche solo completare certi livelli risulta complesso, almeno nelle prime occasioni – abbiamo ancora gli incubi per alcune ambientazioni, come lo stage conclusivo della storia dal sapore gustosamente retrò – vi possiamo assicurare che Crash Bandicoot 4: It’s About Time è il gioco perfetto per chi è in cerca di imprese da sfoggiare. Ottenere il fatidico 106% significa infatti raccogliere ognuna delle 12 gemme di ogni livello, completare i Nastri Flashback, raccogliere i collezionabili vari e conquistare tutte le Reliquie di Platino, vero e proprio scoglio che solo i più tenaci riusciranno a superare. Nel 2017 qualcuno definiva, scherzosamente, Crash Bandicoot come il Dark Souls dei platform. Non diciamo che sia così per Crash 4, ma la definizione ci va abbastanza vicina – sempre scherzando, ovviamente.

COME SE LA CAVA SU PS5

Se già su PS4 Crash Bandicoot 4: It’s About Time garantiva ottime prestazioni con poche ombre, la versione PlayStation 5 del gioco può vantare alcune gradite migliorie rese possibili dalla potenza del nuovo hardware.

Con l’approdo su next-gen, il gioco di Toys for Bob riceve l’upgrade alla risoluzione 4K e un robusto aumento del framerate, ma attenzione: non è tutto oro quel che luccica. Se il framerate è finalmente ancorato sui 60 fps offrendo un’esperienza ancor più fluida e piacevole alla vista, dopo i 30 di PS4 e le altalenanti prestazioni su PS4 Pro, la risoluzione 4K può essere ovviamente fruita e percepita solo in presenza di un televisore o monitor con i cosiddetti, e che su altri schermi si limita ad aggiungere una piccola quantità di dettagli. Poco male, perché come abbiamo già detto Crash Bandicoot 4 era uno spettacolo per gli occhi già sulla sua prima incarnazione per console old-gen, e naturalmente i nuovi hardware ne limano i difetti tecnici e sopperiscono soprattutto a un grosso difetto del gioco riscontrato su PS4, vale a dire i tempi di caricamento.

Per quanto riguarda le funzionalità esclusive della versione PS5, dispiace notare che Activision e Toys for Bob, nonostante la campagna promozionale realizzata insieme a Sony, non si siano spinti e prodigati per sfruttare con più sostanza il controller DualSense: se era abbastanza assurdo pensare a qualche tipo di funzionalità per i trigger adattivi L2 e R2, mai usati su Crash 4, è anche vero che ci aspettavamo un’esperienza che adottasse con maggior tenacia il feedback aptico, relegato invece a semplice comparsa e al quale spesso non farete neanche caso.

Non abbiamo potuto testare questo aspetto in quanto sprovvisti delle cuffie wireless PULSE 3D, ma girovagando in rete abbiamo inoltre scoperto, e ve lo segnaliamo a ragion veduta, che l’implementazione dell’Audio 3D funziona con ottimi risultati, rendendo la versione PS5 di Crash Bandicoot 4 il modo migliore per immergersi nella nuova avventura del paramele, soprattutto se lo fate per la prima volta.

PUNTI DI FORZA

  • Un platform eccellente
  • Tempi di caricamento finalmente umani
  • Prestazioni solide

PUNTI DEBOLI

  • Funzionalità DualSense inesistenti
  • Qualche piccola aggiunta non avrebbe fatto certo male

Trattandosi dello stesso identico gioco, e che non ha subìto alcun disguido nel momento del passaggio alla next-gen, non possiamo che riproporre il giudizio finale già espresso nel corso della prima recensione di Crash Bandicoot 4: Its About Time. La nuova produzione di Toys for Bob è un magnifico inno alla grandezza e alla simpatia di questa un tempo dimenticata mascotte, il ritorno in gran stile di Crash con un’avventura coi fiocchi, tanto divertimento, dolce frenesia e un appassionante livello di sfida per tutti, anche i più navigati. Con un design dei livelli ispiratissimo e meccaniche sempre variegate, l’esperienza su Crash Bandicoot 4 si traduce in decine e decine di ore di divertimento, talvolta spassose talvolta frustranti, ma mai odiose, per la perizia con la quale i Toys for Bob hanno creato questa nuova e pericolosa avventura.

Ringraziamo Activision Italia per il codice review di Crash Bandicoot 4.




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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