[Recensione] Dragon Ball Z: Kakarot – Onda energetica alla massima potenza

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
29 Gennaio 2020

Diciamocelo, tutti conoscono Dragon Ball e tutti, o quasi, hanno visto almeno una volta un episodio della saga Z, ritenuta da molti la migliore mai creata da Akira Toriyama.

Ebbene in questi anni abbiamo visto numerosissimi tie-in di Dragon Ball Z, alcuni fenomenali, altri carini e purtroppo anche qualche ciofeca, senza far nomi.

Bandai Namco ha deciso di affidare agli sviluppatori di CyberConnect2 (Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm) il compito di creare un titolo diverso, sia da Xenoverse 2 , sia da Dragon Ball FighterZ, rispettivamente ultimi due titoli usciti della serie.

Scoprite insieme a noi il nuovo Dragon Ball Z: Kakarot.

Versione provata: PlayStation 4

LA SERIE Z IN TUTTO IL SUO SPLENDORE

Il gioco inizia proprio ripercorrendo l’anime: presentandoci Goku e suo figlio Gohan poco prima che i Sayan siano destinati a invadere la terra, rivelando la vera identità di Goku e scatenando una catena di eventi che minaccerà l’intero universo.

È una storia che abbiamo visto in molti giochi Dragon Ball, nel corso degli anni, ma a differenza dei titoli recenti, Kakarot racconta la sua storia per mezzo di un RPG narrativo, piuttosto che un gioco incentrato solamente sul combattimento. Tutto questo da vita ad un gioco mai visto fino ad oggi, offrendoci uno sguardo a come passano le loro giornate Goku e i suoi numerosi compagni, al di fuori delle battaglie contro i vari antagonisti.

Tutti gli archi principali della storia di Dragon Ball sono presenti in tutti il loro splendore: l’invasione Saiyan, la resa dei conti con Freezer sul pianeta Namecc, gli Androidi, la lotta contro Cell e la storia di Majin Bu. Ma tra tutte queste saghe massicce e combattimenti intensi, ci sono numerose storie più piccole e interazioni con i personaggi che molti giochi hanno semplicemente sorvolato.

ESPLORAZIONE E COLLEZIONE

La struttura del gioco è divisa in molteplici parti: sequenze di free roaming con un mondo semi-aperto, scene di battaglia contro nemici grandi e piccoli ed infine scene in cui si vivono alcuni dei momenti più drammatici della saga. C’è un buon equilibrio tra tutti questi contenuti; raramente si avrà la sensazione di passare troppo tempo a guardare una scena o che di essere spinti in battaglie senza essere in grado di avere un momento per riprendere fiato.

A volte le sequenze di esplorazione possono sembrare troppo lunghe, ma molto di questo dipende da quanto tempo si desidera trascorrere avviando le missioni secondarie e la caccia da oggetti da collezione come sfere di power-up, forniture di cibo e materiali per attività come la cucina e la lavorazione. Non è essenziale dedicare molto tempo alle attività collaterali, ma intraprenderle fornisce dei vantaggi – e mentre si sta volando intorno ai grandi e vibranti ambienti del mondo gioco, è facile essere travolti dall’esplorazione delle città o dalla foga di raccolta delle sfere.

Una cosa sorprendente di Dragon Ball Z: Kakarot è come mette in mostra il grande cast dell’anime. Si inizia il gioco come Goku, ma man mano che la storia progredisce, si controllano altri personaggi, come Gohan, Piccolo, Vegeta e Trunks, per citarne alcuni. Volti familiari come Crilin, Tensinhan, Yamcha e Androide 18, verranno invece utilizzati in combattimento come assistenti, mentre molti degli altri membri del serie faranno dei cameo nelle missioni secondarie e nelle scene della storia. Costruire amicizie con i personaggi attraverso la ricerca e la donazione di regali premierà con un emblema del personaggio, e mettendolo su una “scheda della comunità” che rappresenta un gruppo di compagni di Goku, si potranno guadagnare potenziamenti assortiti per combattere, raccogliere oggetti, cucinare e altri inseguimenti avventurosi.

OVVIAMENTE SI COMBATTE

Naturalmente, non sarebbe Dragon Ball senza combattimento. Se si è nuovi a questo tipo di combat system, ci vorrà qualche scontro per abituarsi al sistema di combattimento, avendo già giocato invece titoli come Xenoverse 2, il tutto è più facile.

È possibile controllare un singolo personaggio che ha due attacchi di base, colpi da mischia da vicino e colpi di ki a distanza.

Oltre ai colpi di base, si dispongono di diverse potenti abilità speciali, una spinta per avvicinarsi all’avversario, diverse tecniche difensive per proteggere, schivare e catturare un nemico in attacco alla sprovvista e persino (eventualmente) la capacità di trasformarsi in forme più forti. Molte di queste abilità consumano del Ki, che può essere ricaricato premendo l’apposito tasto, lasciando però vulnerabile il personaggio. Inoltre vi è un indicatore di tensione che si riempie nel tempo e, una volta attivato, il proprio guerriero viene pervaso da un’aura luminosa, potenziando i propri attacchi e concatenandoli l’uno contro l’altro, causando maggiori danni all’avversario.

Il sistema di combattimento intrigante, e l’elemento di movimento aereo 3D è unico, ma c’è una mancanza di profondità.

La maggior parte dei nemici normali e anche alcuni boss hanno dei pattern che rendono il combattimento molto più facile. Inoltre, la varietà nemica al di fuori delle battaglie principali della storia tende a mancare, in particolare i fastidiosi robot con la faccia da teschio, che interrompono ogni due per tre l’esplorazione. Durante le grandi boss battle invece ci si diverte e si è costretti a cambiare la propria strategia se non si vuole soccombere. Affrontare e sconfiggere i villain iconici della serie Z è immensamente soddisfacente, e in qualche modo compensa tutti i combattimenti sprecati a colpire i maledetti robot teschio più e più volte.

PUNTI DI FORZA

  • Storia di Dragon Ball Z riprodotta in maniere minuziosa e fedele
  • Combattimenti coi boss divertenti e spettacolari
  • Un mondo semi-aperto e tanti collezionabili

PUNTI DEBOLI

  • Missioni secondarie un po’ troppo ripetitive
  • Elementi GDR non del tutto profondi
  • Pochi personaggi realmente giocabili

Dragon Ball Z: Kakarot è il tipico gioco da consigliare agli amanti della serie, ma non agli amanti dei GDR o picchiaduro. Nonostante la riproduzione fedelissima della serie Z e dell’intervallo tra scontri, esplorazione nel semi oper-world e filmati, il gioco sviluppato da CyberConnect2 non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale. Le missioni secondarie sono abbastanza ripetitive, nonostante l’introduzione di personaggi classici della saga e gli elementi GDR non sono profondi come altri produzioni simili. Ciò non toglie che DBZ Kakarot sia un titolo godibilissimo e soprattuto divertente da giocare, credeteci passerete delle ore a volare senza meta nel mondo di gioco solo per il gusto di farlo.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.