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[Recensione] Gargoyles Remastered

Se non fossero bastati Disney Illusion Island e Disney Speedstorm a farcelo capire, ora c’è un terzo indizio: la casa di Topolino si sta rituffando a capofitto nel mondo dei videogiochi, con opere originali ma non solo. Chiaramente questo include anche i brand Marvel e Star Wars, sempre proficui in questo settore (domani sarà la volta di Spider-Man 2 di Insomniac Games), ma anche l’etichetta Disney, sorprendentemente, sta tornando con costanza nell’ambito videoludico.

Sorprendentemente poiché, se ben ricordate il buon Disney Infinity, anni fa il gigante di Burbank decise di interrompere bruscamente ogni rapporto con i videogiochi, lasciando solo che EA si occupasse di Star Wars e poco altro. Ora, invece, le cose sono ben diverse. Da un po’ di tempo Disney è tornata a essere una presenza abbastanza costante nei cataloghi delle nuove uscite (ricordiamo anche Dreamlight Valley, ancora oggi con un buon seguito), e non solo con inedite produzioni: Gargoyles Remastered, appunto, ne è la prova (e non è un caso: Disney+ ha appena annunciato la serie tv live action). Vi raccontiamo il risveglio degli eroi, come venne sottotitolata la serie in Italia, nella nostra recensione.

Versione provata: PS4.

Il potere dei Gargoyles

Il videogioco Gargoyles venne inizialmente sviluppato da Disney Software nel 1995, sulla scia della serie animata omonima che stava conquistando il mondo. Era un’epoca diversa per la casa di Topolino, un momento storico nel quale Disney, dopo tanti problemi, riuscì a riconquistare il pubblico di tutto il mondo grazie a capolavori come Il Re Leone, La Sirenetta, Hercules e Aladdin. Insieme ai lungometraggi, però, venne dato il via a una massiccia dose di serie animate, tra le quali anche un oscuro e cupo progetto dal titolo, appunto, Gargoyles.

La serie, non priva di alcune reminescenze shakespeariane che citano chiaramente le grandi opere dell’autore, vede come protagonista un gruppo di gargolle, creature mitologiche che possono agire solamente di notte – la luce del giorno, infatti, li pietrifica. La loro storia è curiosa e lontana nel tempo: dopo aver dormito per ben mille anni a causa di un incantesimo di Magus, si risvegliano nel mezzo di New York, dopo che uno spietato miliardario ha acquistato l’antico castello in Scozia e lo ha smantellato facendolo ricostruire pezzo per pezzo in America. Qui, nella notte, i Gargoyles diventeranno simboli della lotta al crimine, come vigilanti maledetti intrappolati tra leggenda e magia.

La trama del videogioco ufficiale della serie, a grandi linee, segue il canovaccio principale di Gargoyles: Il risveglio degli eroi. L’unico personaggio giocabile è Golia, il più noto tra i protagonisti, il quale, a partire dal suo antico passato, insegue la maledizione dell’Occhio di Odino anche un millennio dopo. Il talismano magico può trasformare chiunque lo possieda, e non sono pochi i villain e i demoni interessati al suo potere. Non serve sapere altro, al di là delle semplici schermate che tra un livello e l’altro introducono e fanno progredire gli eventi, in 5 stage che esplorano alcuni storici momenti della serie: dall’attacco dei Vichinghi al castello Wyvern in Scozia, fino ai tetti di Manhattan dove robot e altri futuristici nemici stanno infestando la città. A differenza dello show, però, i Gargoyles sono appunto a ranghi ridotti, oggi come un tempo.

Rifarsi il trucco

Come la stragrande maggioranza dei videogiochi Disney dell’epoca (in occasione dell’uscita di Speedstorm, abbiamo ricordato i migliori titoli prodotti in quel di Burbank negli anni), Gargoyles era un platform avventuroso in due dimensioni con pochi ma sufficienti comandi: un tasto per saltare (Golia può fare un doppio salto), un tasto per attaccare con un pugno (o lanciandosi contro il nemico, se l’attacco è effettuato in corsa), e un altro per una presa che, però, non sempre ovviamente funziona. Si supera un livello, si affronta un boss di fine stage, e si passa allo scenario successivo.

Un modello di questo tipo non invecchia praticamente mai, anche se dobbiamo ammettere che la dinamica che consente a Golia di ondulare su aste e altri oggetti appesi al soffitto è certamente il momento più fastidioso dell’intera esperienza: non sempre la gargolla si appende come dovrebbe, e questo costringe spesso il giocatore a ripetere alcune sezioni precipitando verso il basso.

Forse i ragazzi di Empty Clip Studios, incaricati di questa remastered, erano consapevoli di questo difetto (il gameplay non è stato cambiato di una virgola, proprio per mantenersi il più fedeli possibili al gioco originale) e hanno intelligentemente inserito due feature oggigiorno imprescindibili per operazioni di riproposizione di questo tipo: il salvataggio, in qualsiasi momento dell’avventura, e il rewind, funzione che, premendo L1, consente di riavvolgere parzialmente il tempo e rimediare a un errore che magari è costato caro. La feature, comunque, è del tutto facoltativa: se cercate un buon tasso di sfida, non fatene uso.

Il lavoro di Empty Clip, dunque, si è limitato eslusivamente al comparto grafico, con una bellissima resa. L’aspetto estetico dei personaggi e delle ambientazioni è stato ricostruito da capo per adattarlo alla perfezione a quello della serie animata, che nel gioco originale lasciava ovviamente molto spazio all’immaginazione del giocatore (appunto obbligato: è possibile passare in qualsiasi momento dalla grafica originale a quella odierna). Lo stile è pulitissimo ed evocativo, anche nei colori e nella scelta del design dei nemici: se da un lato la trama non ha mai alcun mordente (ma del resto, non l’ha mai avuto), visivamente la storia cambia. Anche le musiche, in chiusura, sono molto piacevoli.

Ringraziamo Disney Games per il codice review.

7.5
Review Overview
Riassunto

Indubbiamente, Empty Clip Studios ha fatto un buonissimo lavoro dal lato artistico, restituendo questo classico degli anni '90 con uno stile pulitissimo e perfettamente fedele alla serie animata dei Gargoyles. Di contro, il gioco si presenta irrimediabilmente invecchiato sotto il profilo ludico, strutturandosi come un platform povero nelle meccaniche. Tutto sommato, però, è una piacevole avventura arcade che farà rivivere i ricordi dei nostalgici.

Pro
Ottimo lavoro sul lato artistico Presente anche la versione originale Feature moderne
Contro
Imprecisioni nel gameplay
  • Concept & Trama6.5
  • Gameplay7
  • Comparto Artistico8.5
  • Comparto Tecnico8
Scritto da
Andrea "Geo" Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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