[Recensione] Tiny Tina’s Wonderlands

Di Andrea "Geo" Peroni
1 Aprile 2022

Prendi Borderlands, mettici un pizzico di incantesimi e fantasia, e otterrai le magiche e folli terre di Wonderlands. Gearbox Software, mentre tutti attendono notizie sul quarto capitolo principale del suo franchise più conosciuto, decide di espandere l’universo di Borderlands con uno spin-off simpatico, intrattenente e con alcuni spunti interessanti che potrebbero arricchire l’offerta per il futuro.

Vi raccontiamo tutto su Tiny Tina’s Wonderlands nella nostra recensione.

Versione provata: PS4, PS5

LA PICCOLA TINA AL COMANDO

Tiny Tina’s Wonderlands parte da premesse tanto semplici quanto geniali. La piccola Tina, personaggio ormai ricorrente della saga di Borderlands, ha organizzato una sorta di sessione di Dungeons & Dragons per i suoi compari, creando una intricata e ricca storia con tanti personaggi, mostri e ambientazioni differenti, e chi mai potrebbe assecondare questa piccola quanto pazza ragazzina? Ma ovviamente noi, cacciatori della cripta (?) di Pandora che si lasciano trasportare nelle magiche terre di Wonderlands.

In realtà, c’è ben poco da dire che riguardi le premesse narrative di Wonderlands, che pur essendo uno spin-off di Borderlands non riprende ovviamente la caccia alle Cripte, le leggende Eridiane e tutto quello che abbiamo imparato ad amare in questi lunghi anni dall’uscita del primo capitolo. No, tutt’altro: dopo l’introduzione e la creazione del personaggio, saremo catapultati in questo “tabellone dinamico alla D&D” dove la componente ruolistica diventa più marcata rispetto al passato senza però sfociare in complesse strutture – banalmente, non saremo noi a decidere il divenire della storia ma assisteremo in tutta tranquillità agli eventi.

Tutto qui? Certo, per quanto riguarda la storia. Il gioco si presenta come una sorta di esperienza standalone dal mondo di Pandora, un concept già esplorato con il DLC Tiny Tina’s Assault on Dragon Keep, il DLC originariamente costruito per Borderlands 2. Ma il sottobosco di Wonderlands è più ricco di quello che potete pensare, sebbene non ci siano enormi differenze dalla saga principale.

LA POTENZA DI BORDERLANDS NEL DADO DI DUNGEONS & DRAGONS

In fin dei conti, Tiny Tina’s Wonderlands è più o meno quello che ci aspettavamo, e cioè uno spin-off di Borderlands che ha più di un punto in comune con la serie principale che ha dato fama al team. Il gioco è definibile come uno shooter in prima persona, che esattamente come i vari Borderlands implementa dinamiche GDR in questo caso abbastanza variegate. All’inizio dell’avventura, potrete scegliere come da tradizione la classe per il vostro personaggio (a proposito, c’è un ricco editor per creare il proprio alter ego, una novità per la saga), ognuna delle quali è contraddistinta da una gradevole varietà che, unita alla sempre sconfinata quantità di loot e armi che troveremo e di cui potremo disporre, permette la creazione di loadout sembre diversi. Arrivati al livello 12, inoltre, potremo integrare anche una seconda classe, con le combinazioni che aumenteranno enormemente e consentiranno un più piacevole proseguimento verso il finale della storia e l’endgame.

Sì perché Wonderlands, del resto proprio come Borderlands, potrebbe risultare ripetitivo nel suo impianto generale dopo una manciata di ore. La struttura delle missioni e del mondo di gioco, che ancora una volta non è un open world ma invece una serie di macroaree collegate tra loro dal (geniale) tabellone à la Dungeons & Dragons costruito da Tina con tappi di bottiglia, patatine mangiucchiate e libri accatastati, ed esplorabile da una versione “chibi” del protagonista, è molto semplice e tradizionale, richiedendo come sempre di andare da un punto A a un punto B e ritorno per completare la richiesta. Quello che tiene a galla, e alla grande, il buon Wonderlands è rappresentato dal suo stiloso alternarsi tra incantesimi e gunplay, sempre eccellente come la saga ci ha abituato, così come le ambientazioni, i dialoghi e i personaggi che la piccola Tina ha preparato per i giocatori, con riferimenti della cultura pop o da alcuni grandi franchise che fanno davvero sorridere.

Forse è anche per questo, unito al fatto che il villain è totalmente dimenticabile (aaah, Jack il Bello, quanto ci manchi!), che la storia perda mordente molto presto, e raramente vi chiederete, immersi nel mare di missioni secondarie e incontri casuali nell’erba alta tipo Pokémon (ma pur sempre da affrontare con armi e incantesimi, non cambierà nulla), a che punto siete arrivati. Fortunatamente questi difetti vengono mitigati dai pregi che abbiamo già elencato, e la co-op aiuterà ancora di più. Wonderlands, così come Borderlands, è inevitabilmente molto più divertente se giocato in compagnia, e utile ovviamente per superare eventuali scontri ostici. Va detto comunque che le uniche volte che perirete in battaglia, venendo poi teletrasportati al più vicino checkpoint, sarà non tanto per l’IA nemica (inesistente) quanto invece per il loro livello o i loro attacchi. Poca intelligenza, tanta forza.

Non si segnala nulla di nuovo invece per quanto riguarda il comparto grafico. Wonderlands sfrutta ancora una volta l’ormai classica tecnica del cel shading, ancor più pesante rispetto a Borderlands 3, ma non fa certo gridare al miracolo. Con qualche texture slavata o caricamenti lenti nell’elaborazione delle immagini, anche su PS5, ci si poteva aspettare certamente qualcosa di più.

PUNTI DI FORZA

  • Nemici e ambientazioni sono belli e variegati
  • Storia divertente, anche se difficilmente la seguirete passo per passo
  • Alcune missioni secondarie sono semplicemente geniali

PUNTI DEBOLI

  • Graficamente non al passo
  • Nulla di veramente nuovo sotto il sole (di Pandora)

In sostanza, Tiny Tina’s Wonderlands si porta dietro alcuni dei difetti che già avevamo riscontrato in Borderlands 3 tra un comparto tecnico grafico non particolarmente al passo, villain dimenticabilissimi e poche effettive novità. Eppure, lo spin-off di Gearbox Software risulta ancora una volta molto divertente grazie al gunplay, al sistema di classi dinamico con tante possibilità, e a missioni, specialmente secondarie, che risultano quasi esilaranti visti i collegamenti con la cultura pop e altri riferimenti a saghe e franchise. La co-op impreziosisce il tutto, e fa di Wonderlands un buonissimo diversivo in attesa di quello che sarà, probabilmente, il futuro Borderlands 4. Per il quale, però, ci aspettiamo qualcosa di più.

Ringraziamo Cidiverte per il codice review di Tiny Tina’s Wonderlands. 




Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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