Replaced | Recensione

288

Un mondo in cui vige la legge del più forte. Megacorporazioni corrotte che sfruttano le persone. Intelligenze artificiali pronte a sottrarci gli ultimi brandelli di umanità. Non è l’introduzione al prossimo telegiornale, ma il setting di Replaced, opera del team Sad Cat Studios e del suo director Yura Zhdanovich. Oggi un preambolo simile può sembrare meno distopico rispetto al passato, ma proprio per questo risulta estremamente attuale. Ma vediamolo più nel dettaglio della nostra recensione.

Versione provata: PC

Tra passato e futuro

Il gioco è ambientato in una versione retrofuturistica degli anni ’80 negli Stati Uniti, dominata dalla potente Phoenix Corporation. Nel loro quartier generale, dietro numerose porte blindate, lo sviluppatore Warren lavora a una nuova intelligenza artificiale chiamata R.E.A.C.H. Dopo un incidente, questa finisce nel corpo del suo stesso creatore e si ritrova in fuga dalla propria azienda.

Replaced è stato presentato per la prima volta all’E3 2021, l’ultima edizione della fiera. Il trailer fece venire gli occhi lucidi agli appassionati di action retro in pixel art. Tuttavia, gli sviluppatori del team Sad Cat Studios hanno dovuto posticipare di molto la finestra di lancio prevista per il 2022. Una situazione che spesso rappresenta un cattivo segnale, ma che nel caso di Replaced si è rivelata la scelta giusta.

Il mix vincente

Dopo essersi gradualmente adattato al suo nuovo corpo ed essere riuscito a sfuggire a droni e manganelli della Phoenix Corporation, Reach incontra Tempest: un ribelle impulsivo che combatte contro l’oppressione. Essendo metà umano e metà IA, Reach è in grado di utilizzare un’arma biometrica appartenente a un ufficiale senza farla esplodere: un chiaro omaggio al Giudice Dredd. Per Tempest è motivo sufficiente per reclutarlo nella sua lotta contro il sistema.

Replaced propone una miscela ben bilanciata di combattimenti, enigmi basati sull’arrampicata e momenti più tranquilli, in cui esploriamo l’ambiente e aiutiamo gli altri personaggi. Queste sessioni si svolgono principalmente nel rifugio illuminato al neon di Tempest. Qui incontriamo, tra gli altri, una ragazza che ripara vecchi cabinati arcade: su di essi possiamo giocare a cloni di Space Invaders o Frogger. Battere i record ci permette di ottenere potenziamenti per le armi o aumenti della salute.

Un compito decisamente più toccante ci viene affidato in un lazzaretto improvvisato: promettiamo a un uomo morente di recuperare le sue vecchie foto di famiglia. Le troviamo in una cassaforte nella sua tenda, sotto un ponte autostradale. Per aprirla dobbiamo prima decifrare alcuni indizi. Serve attenzione nella lettura, perché il registro delle missioni indica solo chi è il committente delle missioni.

Un buon worldbuilding 

Le missioni secondarie opzionali offrono uno spaccato del mondo di Replaced, dove alcuni farmaci essenziali non vengono più prodotti perché le aziende preferiscono prodotti più redditizi. Molte informazioni emergono da dialoghi che leggiamo mentre ci spostiamo tra le varie location.

Troviamo regolarmente messaggi consultabili nel nostro Wingman, un elegante mini-computer che ricorda un incrocio tra un lettore MiniDisc e un Game Boy. Confessiamo di apprezzare molto questi momenti più lenti, durante i quali possiamo osservare l’ambiente e ascoltare le storie delle persone. Insieme alla colonna sonora elettronica, discreta ma evocativa, contribuiscono a creare un mondo opprimente in cui la speranza sopravvive nelle comunità. Ne deriva una malinconia piacevole e persistente.

Forse non avrebbe guastato un po’ più di drammaticità. Molti dettagli della trama emergono solo leggendo i numerosi messaggi nascosti. La storia impiega parecchio tempo a decollare e non sempre è raccontata in modo coerente. Rimane comunque prevedibile. Tuttavia, l’umanizzazione di Reach e i personaggi che incontra sono credibili, ed è facile empatizzare con loro.

Combattimento e arrampicata

Nel tentativo di liberarsi dal suo corpo di carne, Reach si arrampica sui tetti, corre attraverso foreste innevate e si infiltra in laboratori segreti. Le sezioni di arrampicata si arricchiscono progressivamente con abilità come il doppio salto o il rampino. Spostare casse e container per raggiungere punti elevati non è particolarmente originale, ma l’introduzione delle correnti termiche aggiunge un minimo di varietà. Né gli enigmi né le sezioni platform risultano difficili, ma il ritmo è sempre fluido e piacevole.

Lo stesso vale per il combattimento. Reach affronta spesso gruppi numerosi. All’inizio possiamo solo colpire e schivare, ma col tempo si aggiungono contrattacchi, la possibilità di rompere le difese nemiche e deviare proiettili. Tutto ruota attorno alla sua arma multifunzione, che combina manganello, taser e pistola. Gli spari sono limitati: possiamo usarli solo dopo aver caricato l’arma con attacchi e parate riuscite, permettendo pochi colpi per scontro. Più avanti nel gioco si sblocca una modalità Overload, che consente di sparare a raffica.

I combattimenti sono ben dosati e messi in scena in modo spettacolare, anche se i colpi potrebbero avere più impatto e il sonoro risultare più incisivo. Rimangono comunque estremamente cinematografici, ricordando spesso certi film d’azione coreani.

Un colpo d’occhio straordinario

Proprio come certe pellicole spettacolari, anche Replaced è visivamente impressionante, non solo per gli amanti della pixel art. L’uso di luci e ombre, i forti contrasti e la regia sono qualcosa di raramente visto. A differenza dei classici giochi 2D con telecamera statica, qui la visuale è dinamica: si avvicina all’azione, poi si allontana per mostrare scenari urbani mozzafiato al tramonto, ruota sull’asse Z e gioca con la profondità di campo, aumentando l’immersione. Il lavoro di Sad Cat Studios è davvero notevole, anche se non perfetto. Da segnalare che il gioco supporta appieno le risoluzioni ultrawide ed è stato tradotto anche in italiano.

Problemi di leggibilità

Nonostante la qualità grafica, la chiarezza visiva lascia talvolta a desiderare. A volte è difficile capire dove sia puntato il faro di un drone o quali elementi siano interattivi durante le fasi di arrampicata. Alcuni salti risultano fin troppo precisi, costringendo a ripetere più volte la stessa sequenza. In altri casi bisogna seguire cavi o indizi visivi poco distinguibili fin dall’inizio.

Nei combattimenti più caotici e poco illuminati può capitare di perdere di vista il proprio personaggio tra i nemici. Una soluzione semplice sarebbe rendere più visibile l’arma di Reach, magari con un effetto luminoso più marcato. Si tratta comunque di difetti minori, che non compromettono l’esperienza complessiva.

Un thriller sci-fi da grande schermo

Replaced è esattamente ciò che speravamo dopo aver visto il primo trailer: un action game evocativo con una splendida grafica pixel in 2,5D. I combattimenti sono dinamici e appaganti e, quando tutto funziona a dovere, ci si sente protagonisti di un thriller sci-fi degli anni ’80, come lo Schwarznegger di Atto di Forza.

L’ambientazione non è solo un elemento estetico, ma contribuisce in modo fondamentale all’atmosfera, spingendoci a prendermi il tempo per leggere i messaggi sul Wingman e approfondire i dettagli di questo mondo cyberpunk.

La storia non offre nulla di realmente nuovo o di originale nel campo della distopia: il tema dell’IA intrappolata in un corpo umano è già stato esplorato molte volte nella fantascienza. Funziona però come filo conduttore tra i vari livelli, e insieme al perfetto equilibrio tra azione, esplorazione e platform rende Replaced un’esperienza da non perdere.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

8.5
Riassunto
Riassunto

Replaced, la prima opera dei Sad Cat Studios, mantiene le alte aspettative che ci eravamo creati dopo la prima visione del trailer del lontano E3 del 2021. L'action cyberpunk thriller in pixel art funziona decisamente bene sia sotto il magnifico aspetto visivo che nel gameplay. Replaced è una commistione di generi ben riuscita: passiamo dall'action allo stealth, su un filo ben tessuto di una trama non originale, ma ben scritta. Qualche problema di leggibilità nelle fasi action non mina il giudizio complessivo su questo indie, che rimane una produzione interessante e decisamente consigliata.

Pro
Pixel art eccezionale Buona commistione tra generi diversi Una regia che richiama gli action sci-fi di pregio Trama interessante...
Contro
...ma troppo prevedibile Qualche problema di troppo nella leggibilità delle scene d'azione
  • Giudizio complessivo8.5
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

8.5

Pragmata | Recensione

Nel corso della storia dei videogiochi non sono mancati i progetti che,...

10

Hades 2 | Recensione

Dopo essere arrivato nel settembre 2025 su PC e Nintendo Switch 2,...

7.5

Shinobi: Art of Vengeance – SEGA Villains Stage DLC | Recensione

Il DLC SEGA Villains Stage amplia il titolo Shinobi: Art of Vengeance...

8

Minos | Recensione

Ogni volta che Devolver Digital decide di pubblicare un nuovo titolo abbiamo...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425