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Echo Generation 2 | Recensione

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Era il 2021 quando su Xbox arrivò Echo Generation, un titolo indie che riuscì ad attirare la curiosità di molti giocatori grazie ad un’avventura a turni dal cuore anni ’80 e ’90. Il gioco era costruito con un’estetica voxel irresistibile e una sorprendente maturità narrativa. Dietro quel successo c’era Cococucumber, lo studio canadese che da anni porta avanti una filosofia chiara: creare mondi stilizzati, emotivi e più profondi di quanto la loro grafica “giocattolosa” lasci immaginare.

Dopo Riverbond e Planet of the Eyes, il primo Echo Generation aveva segnato un salto di qualità, trasformando Cococucumber in uno degli studi indipendenti più riconoscibili della scena Xbox. E ora, tre anni dopo, il team torna con un sequel che non vuole solo ripetere la formula, ma espanderla in ogni direzione.

Echo Generation 2, annunciato durante l’Xbox Showcase di Aprile e in uscita il prossimo 27 Maggio, promette di essere il capitolo che definisce davvero l’identità dello studio: più ambizioso, più cinematografico e più maturo.

È il momento di capire se Cococucumber sia riuscita a creare o meno un seguito degno di nota. Questa la recensione di Echo Generation 2; vi auguriamo una buona lettura.

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Strane cose accadono…

La storia di Echo Generation 2 si svolge qualche anno prima gli eventi del primo capitolo. Pur essendo ambientati nello stesso mondo, non è obbligatorio aver giocato il primo gioco per capire cosa sta accadendo in questa nuova avventura.

Fin dai primi istanti di gioco, risulta piuttosto evidente l’ispirazione a Stranger Things, con cui Echo Genration 2 condivide diversi elementi. Il gioco si svolge infatti tra gli anni ’80/’90 facendoci respirare l’effetto nostalgia di quegli anni.

Protagonista dell’avventura è Jack, un normale padre di famiglia che, durante una giornata nel bosco con sua moglie e i suoi due figli, assiste all’esplosione del laboratorio in cui l’uomo aveva lavorato anni prima.

Subito dopo l’esplosione, il bosco in cui la famiglia sta passando una giornata di relax viene invaso da strane creature. Jack viene informato di quanto successo dalla Dott.ssa Lee, la quale chiede supporto all’uomo per trovare una soluzione.

L’esplosione è stata infatti causata dall’apertura di una dimensione parallela, progetto a cui anche Jack aveva partecipato (anche in questo caso il rimando alla serie dei fratelli Duffer è piuttosto evidente).

L’intera trama risulta piacevole da seguire e, man mano che procederemo con l’avventura, scopriremo cose sempre più interessanti. La struttura della campagna è composta da più capitoli, alcuni dei quali saranno disponibili già all’inizio del gioco. In altre parole, starà a noi scegliere da quale capitolo iniziare. Tra l’altro, potremo anche mandare avanti più capitoli contemporaneamente passando semplicemente dal menù di gioco.

Un’idea originale che permette di vivere la storia anche da altri punti di vista, considerando che Jack non sarà l’unico personaggio giocabile. Tra i tanti, potremo seguire ad esempio le vicende di Sorella M, una ragazza con dei superpoteri intenta a fuggire dal laboratorio per cercare i suoi amici.

A livello di difficoltà, Echo Generation è un gioco che richiede attenzione. Sebbene non sia un titolo estremamente hardcore, al giocatore verrà sempre chiesto un minimo di impegno per portare a termine con successo i combattimenti.

Combattimenti che, in alcuni casi, sono risultati più ostici del previsto, costringendoci a riprovare più volte. Cococucumber ha infatti strutturato il gioco con un unico livello di difficoltà. Pertanto, non avrete scorciatoie o altri sistemi per proseguire se non quello di padroneggiare a dovere le meccaniche di gioco.

echo generation 2 gameplay

Deck & Destroy

Il gameplay di Echo Generation 2 riprende quanto di buono fatto con il primo capitolo. Questa volta però, i ragazzi di Cococucumber si sono superati, fondendo alla meccanica GDR a turni quella del Deckbuilding.

Nello specifico, ogni personaggio sarà dotato di un mazzo di carte, che potremo completamente personalizzare e cambiare in base alle nostre necessità. Durante il corso dell’avventura, avremo occasione di trovare o sbloccare nuove carte. Ogni carta può essere una carta di attacco o di difesa. In questo secondo caso si tratterà di carte con cui potersi curare o rafforzare il nostro scudo.

Le carte di attacco serviranno invece a colpire i nemici e, in alcuni casi, ad infliggere status passivi (es. sanguinamento, bruciatura, elettroshock).

Tale sistema rende il gameplay molto più imprevedibile e strategico: ad ogni turno, avremo a disposizione solo cinque carte del mazzo, che saranno generate casualmente. Ed è proprio per questo motivo che entra in gioco l’aspetto tattico del giocatore. In alcuni casi, ad esempio, potrebbe rivelarsi utile avere nel mazzo due carte doppione, così da avere più probabilità che si presentino durante il turno.

Alcune creature potrebbero anche avere degli scudi aggiuntivi, identificabili con dei simboli sopra la loro barra di vita. Per abbatterli, dovremo semplicemente usare carte con gli stessi simboli.

Vi possiamo assicurare che pur trattandosi di un GDR a turni, il gameplay risulta davvero dinamico e divertente. Avremo infatti tantissime combinazioni di carte da provare che, se utilizzate insieme, saranno più efficaci. Ad esempio, se vogliamo che Jack esegua un attacco infliggendo danni elettrici o velenosi, potremo usare una carta per potenziare il suo fucile.

Oltre a ciò, dovremo porre attenzione anche al numero di utilizzi di alcune carte. Alcune di esse, avranno utilizzi limitati e non potremo usarle a piacimento durante la battaglia. Starà a noi capire il momento più adatto per usarle, evitando di sprecarle inutilmente.

Questo perché alcune battaglie sono composte da più ondate. Usare le carte migliori nei momenti iniziali potrebbe portarci non pochi problemi durante le ondate successive.

Purtroppo, prima di un attacco non è possibile selezionare l’avversario da attaccare, a meno che non si opti per una carta che infligge danni ad aria. Una meccanica che avremmo preferito avere e che ci avrebbe potuto salvare in molte occasioni.

echo generation 2 gameplay

Gioco di Squadra

Man mano che avanzeremo nel gioco, potremo costruire delle vere e proprie squadre. Ogni personaggio avrà il proprio mazzo di carte da usare e starà a noi capire quale sarà la combinazione migliore prima di scendere in campo. Ovviamente, quando tutti i membri saranno senza energia, la partita andrà in game over.

La dinamicità del sistema a turni di cui parlavamo nel paragrafo precedente deriva anche da una serie di minigiochi che dovremo completare al lancio di alcune carte. In caso di fallimento, i danni inflitti ai nemici saranno più bassi del normale.

Il sistema di difesa richiede invece di premere il tasto “A” con il giusto tempismo al comparire di un’icona a forma di scudo. In questo caso subiremo meno danni. A tal riguardo, avremo preferito un maggior numero di azioni per dare un po’ di varietà in più al sistema di difesa.

In fin dei conti, di un sistema interattivo che ricorda molto da vicino quello di Clair Obscur: Expedition 33 o, per i più anziani, quello di Mario & Luigi: Superstar Saga.

Cococucumber ha anche previsto una serie di potenziamenti aggiuntivi. Ad esempio, potremo equipaggiare la nostra squadra con dei “distintivi“, ovvero dei bonus passivi che si attiveranno durante la battaglia.

Trattandosi di un GDR, Echo Generation 2 prevede anche una progressione dei personaggi. Ad ogni battaglia vinta, ogni membro della squadra riceverà punti esperienza, utili a salire di livello e ad aumentare caratteristiche come salute e danni. 

Accanto ai punti XP, procedendo nel gioco otterremo anche delle monete, con cui poter acquistare carte presso degli NPC o accedendo semplicemente a dei distributori automatici.

Nella realtà le monete non rappresentano un vero e proprio fabbisogno in quanto riuscirete ad ottenere gran parte delle carte sconfiggendo nemici, boss o semplicemente esplorando la mappa di gioco.

Presente, tra le altre cose, anche un’albero delle abilità con cui potenziare ulteriormente i personaggi. Si tratta di un sistema piuttosto semplicistico che però non dovremo trascurare. Questo perché alcune delle abilità di permetteranno di avere più turni durante gli scontri. Un bonus che vi salverà la vita in molte occasioni.

echo generation 2 skill tree

Effetto nostalgia in Voxel Art

A livello grafico i ragazzi di Cococucumber hanno fanno nuovamente affidamento alla Voxel Art, stile pixel sulla falsa riga di Minecraft. Ancora una volta, il risultato è pazzesco, con personaggi che, nonostante abbiano un aspetto stilizzato, hanno una caratterizzazione estetica davvero ben riuscita.

Lo stesso dicasi per nemici e boss, le cui fattezze risultano terrificanti e paurose. I boss, in particolare, sono presenti in gran numero e di tutti abbiamo apprezzato il loro design.

Ciò nonostante i pattern di attacco in generale, ci sono sembrati un po’ ripetitivi e, in alcuni casi, prevedibili da parare.

Il tutto è ovviamente condito da un’atmosfera anni ’80/’90 molto ispirata. Ogni ambientazione e ogni dettaglio richiamano alla memoria quegli elementi sci-fi nostalgici che ci portano inevitabilmente a quanto già visto in Stranger Things. Lo stesso menù iniziale vuole richiamare quei toni, dandoci già la sensazione di ciò che ci aspetta.

Lato artistico non possiamo non elogiare le illustrazioni delle carte: coloratissime, brillanti ed interattive; una vera gioia per gli occhi.

A dare maggior risalto alle scelte stilistiche del team canadese troviamo anche un utilizzo intelligente delle inquadrature che, sotto certi punti di vista, ricorda un po’ lo stile a telecamere fisse dei primi Resident Evil.

Seppur piuttosto lineare, in Echo Genration 2 è possibile esplorare ogni ambientazione, ognuna delle quali è risultata curata e ricca di dettagli.

Potremo spostare i nostri personaggi in cerca di carte o punti di interesse, oltre a poter parlare con altri NPC per ottenere ricompense o semplicemente per conoscere qualcosa in più sulla lore di gioco.

Un po’ come funziona nei giochi Pokémon, durante l’esplorazione potremo imbatterci in vari nemici, dando inizio agli scontri a turni.

A differenza del primo gioco, che abusava un po’ troppo di momenti di back tracking, in questo secondo capitolo le cose sono migliorate notevolmente.

Anche sul piano sonoro, Cococucumber ha svolto un massimo lavoro, proponendo una colonna sonora synth analogica ispirata agli anni ’80 e composta da Pusher, noto musicista di origini canadesi.

Per dovere di cronaca segnaliamo infine che Echo Generation 2 è completamente localizzato in italiano. Nulla da dire sul doppiaggio in quanto il gioco ne è privo: tutta la storia è narrata tramite dialoghi scritti.

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7.9
Riassunto
Riassunto

Echo Generation 2 è il passo avanti che Cococucumber inseguiva da anni: un sequel, che in realtà è un prequel, capace di dare finalmente un’identità più matura e coesa alla serie, grazie ad un'ambientazione sci fi con richiami agli anni '80 e '90 e ad una storyline piuttosto interessante. Il tutto apportando un nuovo sistema di combattimento, che unisce il classico sistema a turni con il deckbuilding. In questo modo il team canadese è riuscito a creare un gameplay più dinamico e imprevedibile. Il tutto condito da un comparto artistico di ottimo livello, grazie al saggio utilizzo della voxel art.

Pro
Il deckbuilding si fonde alla perfezione con il sistema a turni Atmosfera sci-fi incredibile Comparto artistico di buon livello
Contro
Alcuni picchi di difficoltà mal bilanciati Alcuni pattern sono piuttosto prevedibili Sistema di difesa rivedibile
  • Giudizio complessivo7.9
Scritto da
Marco "Bounty" Di Prospero

Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.

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