[Speciale] Call of Duty – La Top 5 della serie Activision

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Di Andrea "Geo" Peroni
1 Novembre 2017

Solo pochi giorni, per non dire poche ore, ci separano da Call of Duty: WWII. Un nuovo capitolo, il quattordicesimo della serie principale, che è di per sé già storico: lo sparatutto di Sledgehammer Games ci riporterà infatti sui terreni della Seconda Guerra Mondiale, sondati in più di un’occasione sempre da Call of Duty ma che mancavano all’appello da diversi anni. Si tratta, per la serie principe di Activision, di un ritorno alle origini, dettato forse anche da una strategia aziendale ben precisa ma molto più probabilmente da un crescente malcontento del pubblico, rimasto generalmente insoddisfatto dalla piega futuristica e ipertecnologica iniziata con Call of Duty: Black Ops II e proseguita poi fino all’ultimo Infinite Warfare, un disastro su tutta la linea.

La depressione post-traumatica da Infinite Warfare non può però far dimenticare i successi di questa longeva serie, che dal lontano 2003 ha saputo conquistare milioni e milioni di giocatori grazie al suo gameplay non tanto semplificato quanto accessibile a tutti, cosa che concorrenti come Battlefield, più improntato su guerra su vasta scala e utilizzo di mezzi per spostarsi, non offrono. Quella che vogliamo portarvi oggi è una Top 5 dei migliori Call of Duty di sempre, ma prima di iniziare occorre raffreddare i bollenti spiriti e che si tratta di una classifica soggettiva, personale. Solo all’interno del nostro staff, ad esempio, ci siamo trovati in disaccordo su alcuni titoli, di cui magari vi parlerò alla fine della Top 5.

5 – CALL OF DUTY: BLACK OPS II

Treyarch, nel novembre del 2012, torna alla ribalta con la sua serie madre, e con un secondo capitolo che soddisfò per tanti motivi. Dopo il successo del primo Black Ops (tranquilli, anche quello è in classifica), del quale ricordiamo anche una campagna single player di altissimo livello, il sub-franchise di Treyarch si spinge ulteriormente nel futuro, stavolta il 2025, senza però disdegnare alcune sequenze negli anni ’80 che vedevano come protagonista principale ancora una volta Alex Mason. Si tratta del primo gioco, nella serie di COD, che viene ambientato in un contesto storico abbastanza lontano nel futuro, dove molte delle tecnologie utilizzate sono ancora oggi delle semplici fantasie in campo bellico e non. Con il ritorno di Mason, continuarono i misteri legati alle trame costruite dagli sviluppatori, grazie anche ad un superbo Menendez che seppe dimostrarsi un villain da ricordare. Tra le novità, anche finali multipli della storia, oltre che l’inserimento di challenge specifiche per ogni missione della campagna. Purtroppo, e qui il sentore era già avvenuto con Modern Warfare 3 l’anno precedente, la serie puzzava ormai di stantito. La solidità del multiplayer, a discapito di scelte di game design un po’ scellerate come una resistenza ai colpi oggettivamente eccessiva (ma pensata per un competitive in fortissima crescita), era danneggiata da una ripetitività che ormai contraddistingueva la serie da anni e per la quale la cadenza annuale, decisa da Activision, non aiutava. Come detto, però, Black Ops II rappresenta un grande Call of Duty, del quale non possiamo dimenticare il prosieguo della modalità Zombies che si fece ancora più vasta rispetto a prima. Il successo commerciale del gioco fu spaventoso: MW3 riuscì, nel giorno di lancio nel 2011, a piazzare 6.5 milioni di copie; Black Ops II, un anno dopo e sempre nelle prime 24 ore, lo superò, generando introiti per oltre 500 milioni di dollari. Numeri da capogiro.

4 – CALL OF DUTY 2

Un capitolo dimenticato forse, o più semplicemente troppo lontano nel tempo per essere ricordato dalle nuove generazioni, coloro che hanno reso popolare e famoso in tutto il mondo il franchise di Activision. Call of Duty 2 viene lanciato nel 2005, due anni dopo il primo capitolo, e al timone ci sono ancora i ragazzi di Infinity Ward. Non paghi del già grande successo (per l’epoca) che ebbe Call of Duty, gli sviluppatori decidono di limare i dettagli, perfezionare la campagna criticata da molti per la troppa linearità e rendere maggiormente immersivo il mondo di gioco, per un genere, quello degli FPS, che stava diventando in quegli anni sempre più importante e del quale le regole potevano ancora essere scritte a vantaggio di qualcuno. Gli spazi di gioco venivano quindi resi più grandi, così come le mappe del multiplayer, e i soldati, sia alleati che rivali, avevano stavolta una sorta di vita propria, con discorsi e reazioni non scriptate e che rendevano tutto più naturale. Arrivano anche delle novità che ancora oggi caratterizzano COD, e che pochi sanno. Avete presente quando lo schermo si tinge di rosso in seguito ad un colpo ricevuto, o che la vista si offusca e il personaggio barcolla dopo aver subito il contraccolpo di una granata accecante o esplosiva? Call of Duty 2 è stato il primo capitolo della serie ad avere tutto questo, grazie ad uno studio più approfondito sulle dinamiche di gioco e sull’approfondimento del gameplay di base. La guerra su vasta scala era inoltre presente su PC, con ben 64 giocatori possibili in una sola lobby.

3 – CALL OF DUTY 4: MODERN WARFARE

Come rivitalizzare un franchise che, dopo 3 giochi e alcune espansioni, era ancora ancorato alla Seconda Guerra Mondiale? Semplice: non parlare più della Seconda Guerra Mondiale. Ed ecco quindi che Infinity Ward, nel 2007, se ne esce fuori con Call of Duty 4: Modern Warfare, ambientato praticamente ai giorni nostri e che presentava una storia inedita ma che aveva solide radici nel tema ancora attuale: il terrorismo. Da COD4 arrivano alcune figure dell’universo della serie che ormai sono entrate nella leggenda, come il Capitano Price, o Soap, o ancora Ghost, protagonisti di quella che sarà una corsa contro il tempo per fermare lo scoppio di una guerra di proporzioni mondiali. Il concept di Modern Warfare era straordinario: mettere al servizio della serie i drammi mondiali attuali, per costruire una sorta di thriller condito da tanta azione, qualcosa che Hollywood poteva apprezzare puntando sull’aspetto puramente cinematografico della narrazione. In effetti, il primo MW non si rivelà solo l’inizio di alcuni elementi ormai onnipresenti nella serie (le killstreak vennero introdotte qui per la prima volta), ma anche il simbolo di una spettacolarità e di una ricerca dello stupore visivo e molto cinematografico che sono ormai di casa per Call of Duty, cose che prima, complice anche una tecnologia che non lo permetteva, non erano possibili. Insomma, ci sarà un motivo se IGN lo ha inserito al quinto posto della classifica dei migliori 100 shooter della storia, ad un passo da altri mostri sacri come Halo, Half Life e Doom. E ci sarà un motivo se si tratta dell’unico gioco della serie (finora) rimasterizzato, in occasione proprio dell’abominio Infinite Warfare nel 2016. Perché Call of Duty 4 ha fatto non solo la storia del franchise, ma anche degli FPS.

2 – CALL OF DUTY: BLACK OPS

Dopo Infinity Ward, che nel 2007 decise di slegarsi dalla Seconda Guerra Mondiale ormai abusata dal franchise, anche Treyarch fa un passo avanti. Non si va nel presente però, bensì nella Guerra Fredda, un periodo di grande tumulto mondiale. Spionaggio, intrighi, colpi di Stato, misteriosi esperimenti, ingredienti perfetti per realizzare non solo un Call of Duty atipico ma anche una storia di primissimo livello. E in effetti, la trama della campagna single player di Black Ops ha davvero pochi rivali, la migliore all’interno del franchise. Incrociando figure storiche di grande rilievo come quella di John Fitzgerald Kennedy, la storia di Alex Mason, appartenente a corpi speciali segreti dell’esercito americano, si destreggia tra azione e thriller, con tanto di complotti internazionali e rivelazioni da lasciare a bocca aperta. Il comparto multiplayer mantenne le solide basi della serie, introducendo però killstreak adattate al contesto storico (il maledetto Attacco al Napalm) non sempre apprezzate (RC-XD, ma stiamo scherzando?). Le ambientazioni erano però fortemente legate alla storia che era stata raccontata, cosa che negli anni futuri si è persa per Call of Duty. E poi, ultimo ma non ultimo, la modalità zombie. Dopo il vittorioso esperimento su World at War, Treyarch rimise in moto la macchina dei non-morti, proponendo stavolta ambientazioni più vaste, un gameplay leggermente più profondo e soprattutto una celata storia da svelare tramite intricati easter egg, che decretarono un successo senza precedenti per questa modalità survival ad orde. Che ancora oggi continua, e che con tutta probabilità continuerà anche nel 2018 con il prossimo capitolo targato Treyarch (Black Ops 4?).

1 – CALL OF DUTY: MODERN WARFARE 2

Il trono di Call of Duty va assegnato, a mio modesto avviso, all’immortale Modern Warfare 2. Il sesto capitolo della serie principale, il secondo della sotto-serie Modern Warfare, mi ha tenuto incollato allo schermo per centinaia di ore, sia da solo che in compagnia della mia scapestrata banda di amici. Ancora oggi, quando il tempo libero ce lo permette, ripercorriamo le lande di Afghan, bombardiamo la Favela brasiliana o saltiamo sui tetti di Highrise con UMP, lanciagranate e cecchini vari, perché MW2 è stato questo: un grande, immenso gioco da ricordare e amare. La trama proseguiva lì dove il primo Modern Warfare si interrompeva, ma si trattava stavolta di un grosso preludio alla Terza Guerra Mondiale che di lì a poco, in MW3 due anni dopo, sarebbe scoppiata. Uno scontro su scala mondiale, con una narrazione che sapeva ache regalare colpi di scena importanti, e un comparto multigiocatore davvero di grandissimo livello. Infinity Ward ebbe anche l’intuizione di inserire una terza modalità, terreno già sondato da Treyarch l’anno prima (World at War) ma dedicandosi stavolta alle Operazioni Speciali, che permettevano ad esempio di rivivere momenti salienti della campagna ma in co-op con gli amici. Il successo di MW2 venne dettato anche da YouTube, questo è innegabile: la piattaforma di streaming stava sbocciando anche per i videogiocatori, e proprio l’anno del ritorno di Ghost, Soap e Price fu fondamentale per accrescere una community già gigantesca di suo. Perché MW2 dava ai giocatori tutto quello che serviva: un ottimo design delle mappe, una bella storia e contenuti extra, oltre che l’ingrediente più importante. Il divertimento.

E PER GLI ALTRI DELLO STAFF?

Essendo, come ricordato in apertura, una classifica fortemente soggettiva ma che comunque di prefigge di analizzare elementi oggettivi dei vari giochi, era naturale che i gusti di altri giocatori di Call of Duty potessero essere differenti. Ne è un esempio il nostro Francesco Frank Scaramucci, la cui Top 5 della serie è la seguente:

  • 5 – Call of Duty 4: Modern Warfare
  • 4 – Call of Duty: Black Ops II
  • 3 – Call of Duty: Black Ops III
  • 2 – Call of Duty: Black Ops
  • 1 – Call of Duty: Modern Warfare II

Di diverso avviso è un altro dei nostri ragazzi, Mauro Ryuk Barone, che condivide il primo posto di Modern Warfare 2 ma che inserisce a sorpresa anche il terzo capitolo della saga:

  • 5 – Call of Duty 4: Modern Warfare
  • 4 – Call of Duty: Black Ops
  • 3 – Call of Duty: Modern Warfare 3
  • 2 – Call of Duty: Black Ops II
  • 1 – Call of Duty: Modern Warfare 2

Ma ora vogliamo sapere da voi: qual è la vostra Top 5 della serie?

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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