Le prime voci su The Division: Definitive Edition hanno iniziato a circolare alcune settimane fa. Nell’attesa di The Division 3, questa riedizione avrebbe potuto rappresentare il modo ideale per tenere viva l’attenzione dei fan.
In realtà, il risultato è stato tutt’altro che entusiasmante: un’uscita in sordina e a bassissimo impatto, che si rivela essere poco più di una riproposizione di una versione già esistente, senza alcun upgrade per PS5 o Xbox Series X|S.
Di norma, le Definitive Edition includono tutti i contenuti pubblicati e una serie di miglioramenti tecnici in grado di rinnovare sensibilmente l’esperienza visiva. In questo caso, però, nemmeno il minimo sindacale è stato rispettato.
Un banner dedicato a The Division: Definitive Edition era comparso online, lasciando intendere che Ubisoft stesse lavorando a una versione aggiornata dello storico looter shooter. Con The Division 3 descritto come “destinato a essere un colosso”, questa riedizione sembrava l’occasione perfetta per avvicinare nuovi giocatori alla serie e permettere ai veterani di rinfrescare le proprie abilità.
I primi campanelli d’allarme sono però suonati quando The Division: Definitive Edition è stato pubblicato senza alcuna promozione sugli store PlayStation e Xbox lo scorso 3 febbraio. Il motivo è presto detto: non c’è praticamente nulla di nuovo da mostrare.
Tom Clancy’s The Division – Definitive Edition non offre una versione ottimizzata per PlayStation 5 né per Xbox Series X|S. Il gioco è sì giocabile sulle console di nuova generazione, ma la descrizione ufficiale si limita a indicare “il gioco base, tutte e tre le espansioni del Season Pass e diversi pacchetti cosmetici”. Nessun accenno a miglioramenti grafici o ritocchi al gameplay, semplicemente perché non esistono.
L’unico beneficio deriva dall’upscaling naturale garantito dall’hardware più potente, ma nella sostanza si tratta della già nota Gold Edition, arricchita da qualche outfit aggiuntivo e proposta al prezzo di 50 euro, senza reali upgrade.
Questa uscita deludente arriva in un periodo tutt’altro che positivo per Ubisoft. Tra la cancellazione del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo e il recente licenziamento di un dipendente sospeso dopo aver criticato pubblicamente l’azienda, le ultime settimane non sono state delle migliori.
Scrivi un commento