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The Sinking City 2 | Recensione

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A distanza di ben sette anni dall’uscita del primo capitolo, Frogwares torna a mettere mano sulla sua serie ispirata agli orrori cosmici di H.P. Lovecraft, ovvero The Sinking City. Il primo episodio, del quale nel 2022 uscì una remastered in Unreal Engine 5, combinava efficacemente un’atmosfera alla Resident Evil con l’universo di Cthulhu.

The Sinking City 2 riparte proprio da quelle fondamenta, e costruisce un interessante survival horror chiaramente ispirato alla celeberrima saga di Capcom. Sarà andato tutto per il meglio? Scopriamolo insieme leggendo la nostra recensione!

Versione provata: PC

Un rituale finito non proprio benissimo…

La nostra storia, che non ha alcun legame con quella del primo capitolo, ha inizio della città di Arkham del XX secolo, una ridente cittadina più volte protagonista degli orrorifici racconti del Solitario di Providence, H. P. Lovecraft. Qui vestiamo i panni dell’affascinante cacciatore di tesori Calvin, appassionato di occultismo.

Calvin incontra presto un’anima affine, la sua compagna Faye, che come lui ha una certa passione per il mistero e lo spiritismo. I due decidono insieme di compiere un rituale proibito che li trasporta nel leggendario Mondo dei Sogni… solo che non ricordano nulla di quanto accaduto e, come se non bastasse, dal sonno si risveglia soltanto Calvin: Faye rimane in coma e la sua anima viene separata dal corpo.

Questo è il primo problema. Il secondo è che Arkham, dopo essere stata sommersa dall’acqua, non si è mai ripresa dalla catastrofe e, come se non bastasse, dalle acque emergono strane creature simili a sanguisughe, che si riversano nelle case e nei negozi, attaccano le persone e le trasformano in autentici mostri. In questo caos, tra una montagna di cadaveri e i pochi sopravvissuti rimasti, dobbiamo salvare Faye… ovviamente ricorrendo ad altri rituali proibiti.

Una premessa di certo carica di tensione, ma riuscirà la narrativa a mantenere il mordente fino al termine del racconto? Purtroppo non sempre le cose vanno come sperato…

Per troppe volte ci siamo trovati di fronte a situazioni ripetute e ripetitive, con il nostro protagonista chiamato a recuperare il corpo di Faye, per poi riperderlo e in seguito rintracciarlo nuovamente.

Una città carica di atmosfera

Ma se c’è un aspetto nel quale The Sinking City 2 brilla è senz’altro la sua atmosfera. I fan di Lovecraft troveranno pane per i loro denti. Le ambientazioni sono realizzate con grande cura, e vale la pena ricordare l’ospedale, il cimitero, le cattedrali, e le cripte.

Inoltre il titolo offre una mole consistente di oggetti da trovare e documenti da leggere, oltre ad alcuni personaggi davvero fuori dagli schemi. Si percepisce un forte legame con il mondo di gioco, ed è evidente che si tratta di un vero universo sul quale qualcuno ha lavorato a lungo, impegnandosi per renderlo interessante. Dobbiamo sempre ricordare le condizioni di estrema difficoltà nelle quali si trova a lavorare Frogwares, e a nostro modo di vedere ogni loro sforzo produttivo vale doppio.

Come dicevamo, sebbene il potenziale di The Sinking City 2 non sia stato sfruttato fino in fondo narrativamente, i fan di Lovecraft ne rimarranno comunque entusiasti.

Colpiamo i punti deboli!

Ma cosa sarebbe un survival horror senza una bella dose di combattimenti? Sotto questo profilo The Sinking City 2 ha parecchio di buono da offrire. Abbiamo a disposizione diverse armi interessanti che possiamo potenziare. Purtroppo non possiamo farlo liberamente, perché sulla mappa troviamo soltanto potenziamenti predefiniti.

La parte davvero succosa, però, è sparare ai mostri e agli sfortunati esseri umani posseduti. Nel caso di questi ultimi, gli sviluppatori si sono rimboccati le maniche e hanno introdotto un’interessante innovazione: gli “zombie” sono estremamente resistenti ai proiettili e, per ucciderli, dovremmo utilizzare una quantità enorme di munizioni, che nel gioco scarseggiano parecchio.

La soluzione è rappresentata da un sistema di punti deboli che compaiono soltanto durante lo scontro, sotto forma di vesciche che si formano sui nemici. Quando una di queste spunta in superficie, colpirla con un’arma provoca ingenti danni. E la cosa interessante è che spesso può comparire soltanto dopo diversi secondi. In quel momento dobbiamo scegliere: scaricare sul nemico preziose munizioni oppure cercare di evitare i suoi attacchi aspettando che compaia una vescica?

Durante gli scontri, del resto, le situazioni difficili non mancano, anche perché ogni nemico si comporta in modo diverso. I mostri striscianti che ci saltano continuamente addosso mantengono le distanze e si nascondono, per poi balzarci addosso nel momento meno opportuno. I bestioni più grandi, invece, ci caricano senza pensarci due volte, evidentemente convinti di avere la meglio.

Segreti ed enigmi

Gli sviluppatori ci propongono inoltre un’intera serie di enigmi interessanti, che in alcuni casi ci costringeranno a spremere seriamente le meningi. È ottimo che il gioco ci costringa a ragionare, e ancora meglio è il fatto che possiamo arrivare autonomamente alla soluzione della maggior parte degli enigmi.

Mettere insieme tutti gli elementi e andare a caccia di segreti è davvero divertente. È proprio in questi momenti che il gioco trasmette maggiormente lo spirito di Resident Evil, e per di più quello dei capitoli migliori. Viene proprio voglia di perlustrare ogni angolo della mappa!

La resa grafica, invece, non è sempre all’altezza: nel complesso il gioco ha un bell’aspetto, ma occasionalmente, ci troviamo davanti a texture a bassa risoluzione e poco piacevoli da vedere.

Nel menù delle opzioni possiamo regolare la qualità della distanza di visualizzazione, degli effetti, delle texture, dell’illuminazione globale, dei riflessi e altro ancora. Il gioco supporta NVIDIA DLSS 4.5 con Multi-Frame Gen e le risoluzioni ultrawide, ma per poterle implementare anche nelle cut-scene è necessario l’utilizzo di una mod.

Affondare nell’orrore

The Sinking City 2 prende a piene mani dagli ultimi episodi di Resident Evil, e il suo gameplay è davvero solido. Il sistema dei punti deboli che compaiono durante gli scontri, l’atmosfera così opprimente da essere a tratti soverchiante e una grafica accattivante sono senza dubbio alcuni dei punti di forza dell’ultima produzione di Frogware. Inoltre, se da una parte abbiamo un’atmosfera ben costruita e una lore molto interessante, la trama tende a perdersi in momenti ripetitivi, che danno la sensazione di voler allungare il brodo. È proprio una questione di ritmo, che purtroppo a volte tende a perdersi, ma il gioco è comunque ben costruito e merita l’interesse dei fan dei survival horror e di H.P. Lovecraft.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher

7.8
Riassunto
Riassunto

The Sinking City 2 è un survival horror che trae evidentemente spunto dagli ultimi episodi di Resident Evil, per poi trovare una propria direzione sotto la guida delle atmosfere disturbanti descritte da H.P. Lovecraft. Il nuovo capitolo della saga creata da Frogware è un seguito del tutto autonomo rispetto al prequel, ma purtroppo, nonostante una lore approfondita, la trama tende a perdersi in più frangenti, e il ritmo della narrazione perde più di una battuta. Sono ottimi invece il gameplay e i puzzle, che ci hanno intrattenuto con piacere.

Pro
Atmosfera ben congegnata Lore molto interessante Difficoltà ben bilanciata Interessante sistema dei punti deboli La trama inizialmente sembra interessante...
Contro
...ma alla fine si perde in più di un’occasione Potenziale sprecato in modo davvero criminale Non eccezionale tecnicamente
  • Giudizio complessivo7.8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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