Todd Howard, volto storico di Bethesda Game Studios, ha smorzato le speranze di chi si aspettava una rinascita in grande stile per Starfield. Il dirigente ha infatti smentito l’arrivo di un ipotetico “Starfield 2.0”, voce circolata negli ultimi giorni dopo alcune sessioni a porte chiuse organizzate dalla software house.
Diversi partecipanti agli incontri avevano alimentato sui social l’idea di un’imminente evoluzione radicale del gioco. Howard, però, ha voluto riportare le aspettative su binari più realistici: il futuro, ha spiegato in una nuova intervista, ruoterà interamente attorno a Starfield, ma non nella forma di una rifondazione completa.
L’RPG spaziale, uscito a settembre 2023, non ha avuto il supporto continuativo che molti fan si aspettavano. Nonostante la promessa iniziale di espansioni annuali, finora è arrivato soltanto un DLC, Shattered Space, peraltro annunciato già prima del lancio del gioco. Del secondo contenuto aggiuntivo, a oggi, non c’è ancora traccia.
Come accaduto spesso con i titoli Bethesda, è stata soprattutto la comunità di modder a mantenere vivo il flusso di nuovi contenuti.
Ora però la situazione potrebbe cambiare: conclusa la serie TV di Fallout e con aggiornamenti meno ambiziosi previsti per Fallout 76, lo studio può spostare più risorse proprio sul suo RPG fantascientifico. In un’intervista a Kinda Funny, Howard ha anticipato:
Abbiamo lavorato a molti contenuti per Starfield, ma non ne abbiamo ancora parlato. Lo scorso anno per noi è stato complicato: a volte concentriamo l’attenzione su specifiche IP e Fallout ha dominato l’autunno e l’inizio di quest’anno. Posso dire a tutti che ne parleremo molto presto: stiamo entrando in una fase in cui mostreremo Starfield nel modo giusto.
Howard ha quindi chiuso definitivamente la porta alle indiscrezioni su un presunto Starfield 2.0, versione che molti giocatori speravano potesse rilanciare completamente il titolo:
Non è Starfield 2.0. Se vi piace Starfield, pensiamo che amerete ciò che sta arrivando. Si tratta di aggiornamenti e cambiamenti al gioco, non isolati ma più “meta”, usando lo spazio e le sue meccaniche in modi nuovi. Però, se il gioco non vi ha convinto subito o vi è sembrato noioso, non cambierà radicalmente la vostra opinione.
In altre parole: evoluzione sì, rifondazione no.
Il momento è delicato per Bethesda. Un nuovo Fallout è ancora lontano e The Elder Scrolls VI non sembra vicino all’uscita. In questo scenario Starfield dovrebbe rappresentare il pilastro principale della casa di sviluppo.
Un compito non semplice; al lancio era tra i videogiochi più attesi dell’industria, ma oggi rischia di scivolare nell’oblio senza un deciso rilancio. Le prossime comunicazioni promesse da Howard saranno quindi cruciali per capire se il viaggio nello spazio di Bethesda riuscirà davvero a riconquistare i giocatori.
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