Call of Duty: Zombies, Serie 2 #1 e #2 – La recensione del fumetto

Di Andrea "Geo" Peroni
10 novembre 2018

Dopo l’operazione già effettuata nel 2016, Jason Blundell e gli altri leader di casa Treyarch dietro alla creazione della modalità Zombies hanno quest’anno deciso di riproporre quanto di buono fatto. A cavallo tra il 2016 e il 2017, infatti, a seguito di Call of Duty: Black Ops III, Dark Horse Comics pubblicò la serie a fumetti Call of Duty: Zombies sceneggiata dallo stesso Blundell e da Craig Houston, che riportava in scena l’intera combriccola dei Victis visti in Black Ops II Zombies. Un fumetto che fungeva da collante per alcuni oscuri avvenimenti del terzo capitolo ma che apriva alcuni spiragli d’indagine anche per il quarto, come abbiamo avuto già modo di vedere nelle mappe Blood of the Dead e Classified legate alla cosiddetta Storia Etere.

Per questa nuova ondata di fumetti, invece, Blundell e compagnia abbandonano la loro creatura originaria per dedicarsi alla completamente inedita timeline Caos, inaugurata su Black Ops IIII con le mappe Voyage of Despair e IX. La serie a fumetti, sempre pubblicata da Dark Horse, conta all’attivo due volumi destinati a salire nel corso dei prossimi mesi, e permette di conoscere più a fondo i nuovi protagonisti e far luce, o perlomeno questo è il sentore, su alcuni punti oscuri e misteri del nuovo mondo messo in scena da Treyarch. Vediamo dunque di giudicare le prime due parti di questa nuova storia a fumetti, non senza richiamare quanto visto nelle ambientazioni testate nel gioco.

Il primo numero della nuova serie di Call of Duty: Zombies si apre con un evidente richiamo ai fatti di Voyage of Despair, quando il gruppo dei quattro personaggi, la cosidetta Chaos Crew, finisce per essere coinvolta in una strana maledizione che zombifica passeggeri ed equipaggio del Titanic, causando il tristemente celebre scontro con l’iceberg che poi lo farà colare a picco. Scarlett Rhodes, che vediamo in fuga dai misteriosi adepti della setta delle maschere d’oro, ricorda suo padre Alistair, e qui subito la storia ci riporta al 1910, dove evidentemente tutto iniziò. Bruno Delacroix, francese di imponente corporatura ora facente parte della Legione Straniera in Marocco dopo un terribile lutto che ha subito, fa la conoscenza di un anziano signore, proprio Alistair, che gli parla di una pericolosa missione da compiere: recuperare una cassa, della quale Bruno non conosce il contenuto. Ben presto, a seguito di un rocambolesco inseguimento, veniamo a conoscenza del contenuto della misteriosa cassa: si tratta dello Scettro di Ra, il bastone dall’immenso potere che abbiamo già testato in Voyage of Despair e IX e che qui si ripresenta con le medesime peculiarità, riportanto anche in vita Bruno rimasto mortalmente ferito dopo uno scontro a fuoco. La setta delle maschere d’oro, nel frattempo, è molto indispettita da ciò che è accaduto: lo Scettro è perduto, e qualcuno deve pagare…

Il secondo numero della nuova serie è invece incentrato sul più anziano e arzillo componente della Chaos Crew, il geniale Stanton Shaw, anch’egli rintracciato da Alistair per una nuova missione. Informazioni che già i personaggi, nel corso delle loro avventure sul Titanic, ci avevano fornito: tutti confermano di aver conosciuto Alistair, e Scarlett, sua figlia, chiede spesso consiglio ai compagni su cosa avrebbe voluto suo padre. Inizialmente riluttante, Stanton decide di assecondare Alistair quando questo gli parla della validità dei suoi studi alchemici, e del fatto che con questo viaggio sarà in grado di dimostrare le grandi verità dietro alla creazione dell’universo. I guai nei quali si è cacciato Shaw, inoltre, lo costringono a scendere a patti, e un gruppo di soldati desiderosi di saperne di più lo costringe ad accompagnarli nel viaggio. Nel tempio della città perduta di Angkor Wat, i due trovano qualcosa di sorprendente: la Prima Materia, una nera sostanza filamentosa già vista sul Titanic (da noi, naturalmente, dato che quel viaggio avverrà solo un anno dopo quello di Alistair e Stanton) che attacca i soldati presenti e li trasforma in zombie. Molto strano, in questo frangente, il sangue freddo dimostrato da Alistair, che alla vista di questi umani ridotti a non-morti assetati di carne e sangue non ha il minimo cedimento, al contrario di uno Stanton visibilmente preoccupato.

Il secondo numero si conclude con il saluto tra Alistair e Stanton dopo la distruzione del tempo ad Angkor Wat, ma qualcuno li sta guardando: il leader della setta, che ora vuole conoscere ogni mossa del signor Rhodes.

Due numeri dal buon ritmo quelli con cui si apre la nuova storyline di Call of Duty: Zombies, e che indubbiamente svelano retroscena e novità su quanto visto specialmente in Voyage of Despair, la mappa probabilmente più vicina temporalmente e concettualmente al fumetto per quello che abbiamo visto finora. I misteri di IX, però, sono ancora tanti, così come l’interrogativo più grande che ancora ci attanaglia e continuerà probabilmente a farlo per i prossimi mesi: chi si nasconde dietro alla maschera d’oro? E cos’è, di preciso, il Manufatto Sentinella? Attendiamo, speranzosi…



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.