Lezioni di Storia: Assassin’s Creed – Dalle Crociate all’America

uagna assassin's creed
Di Andrea "Geo" Peroni
19 agosto 2017

Nella storia recente dei videogiochi, poche serie hanno avuto un impatto così devastante come Assassin’s Creed. Nata quasi per caso all’interno di uno dei numerosi studi sparsi in tutto il mondo di Ubisoft, la serie dedicata ad un millenario scontro tra Assassini e Templari ha saputo far breccia in centinaia di migliaia di giocatori, arrivando a contare ben 17 titoli tra capitoli principali e spin-off in poco meno di 10 anni di vita, ai quali si aggiungono romanzi, film, future serie TV e chissà quant’altro. Un lungo e apparentemente interminabile excursus storico della guerra tra le due fazioni, che a quanto pare ha influito  su tutti i principali eventi storici come la Rivoluzione Francese o le Guerre Mondiali. Ma come questa guerra ci è stata raccontata sino ad oggi? E soprattutto, come si è evoluta quella che nel 2007, anno del suo esordio, veniva definita come una serie dalle potenzialità immense?

IL PRINCIPE ASSASSINO

Non molti sanno che i primi concept di Assassin’s Creed (2007) risalgono addirittura al 2003, quando Patrice Désiletes, direttore creativo di Prince of Persia: Le sabbie del tempo, si mise al lavoro su un nuovo titolo della serie per Ubisoft Montreal. Il concept che Désiletes aveva in mente era particolare e apparentemente molto interessante, basato sulla società degli Asasiyun e al loro mentore, Hassan-i-Sabbah, che portavano a termine omicidi di particolari bersagli e figure politiche, religiose e di potere. Un gameplay action era quello che ci voleva, possibilmente con grandi mondi da esplorare come Ubisoft aveva realizzato già all’epoca (vedi Beyond Good & Evil, ad esempio) e che davano una grande libertà d’azione, agli sviluppatori e al giocatore.

Entrato in pre-produzione nel 2004 con il titolo provvisorio di Prince of Persia: Assassin (qui sopra potete vedere un rarissimo video concept), il gioco era pensato come il viaggio di un giovane principe a Gerusalemme che doveva essere necessariamente protetto dalla setta degli Asasiyun, con quest’ultimi che sostanzialmente rubavano la scena al protagonista. Forse fu proprio questo che, in quell’anno, fece abbandonare il progetto su ordine stessa di Ubisoft, non convinta dal concept per quello che rappresenta il Principe di Persia. Eppure, l’idea di Désiletes attirò su di sé le attenzioni di tutta la società, che spinse fortemente sul proseguo dello sviluppo di questo action open world per finire col creare una serie completamente nuova. Assassin’s Creed, appunto, questo il nome del gioco che nel 2007 finirà col creare una delle serie più vendute di sempre del panorama videoludico. A discapito, purtroppo, del buon vecchio Principe: tralasciando la dimenticabilissima apparizione di Prince of Persia: Le sabbie dimenticate e il (buon) reboot Prince of Persia del 2008, il brand risulta ancora oggi completamente fermo. E chissà quando potremo tornare a giocare con il tempo…

EDEN

L’idea crepuscolare di Désiletes riguardo una setta di Assassini si sviluppa a tal punto da creare una complessa e millenaria mitologia che ancora oggi continua nella serie. I protagonisti della guerra che ormai da tempo immemore va avanti sono le due potentissime fazioni degli Assassini e dei Templari, ognuno dei quali viene mosso da valori, convinzioni e credo differenti. L’Ordine Templare, ad esempio, vuole soggiogare l’umanità alla propria volontà, spacciando tale ricerca di potere con il bisogno di creare l’ordine con la forza. La Confraternita degli Assassini, al contrario, lottano contro i poteri forti per garantire all’umanità il libero arbitrio, agendo nell’ombra e scontrandosi con nemici inimmaginabili. È proprio questa una delle sostanziali differenze tra le due fazioni. Gli  Assassini evitano il più possibile di farsi notare e di segnalare la loro presenza, cosa della quale invece non si preoccupa minimamente l’Ordine Templare. Questi ultimi, nel corso della storia, allargarono i loro tentacoli su regnanti, imperatori, alti funzionari della società e persino in Vaticano. Il codice comportamentale dei Templari è inoltre lasciato molto libero alle interpretazioni, mentre quello degli Assassini si basa su severi dogmi che ogni fratello deve rispettare. Entrambi gli schieramenti, in guerra da secoli, si contendevano (all’epoca dell’inizio della serie) potentissimi manufatti appartenuti ad un’antica civiltà dei quali ancora oggi molti segreti restano celati, ma pronti a far esplodere i loro effetti proprio in quel momento storico. È il 2012, e, a quanto pare, il mondo sta per finire.

La misteriosa Mela dell’Eden.

È così che nel 2007 Ubisoft lancia Assassin’s Creed. Il primo di una lunga serie. Ambientato nell’epoca delle Crociate, il gioco era al tempo un piccolo gioiello di tecnica e dell’allora nuova generazione. Un open world, con una forte componente action ma che spinge il giocatore, per la natura stessa dei protagonisti Assassini, ad adottare approcci più tranquilli, pensati e silenziosi, facendolo immedesimare il più possibile in quello che avrebbe potuto essere un vero membro della Confraternita. In questo caso, Altair Ibn-La’Ahad, celebre Assassino del Medio Oriente e antenato di Desmond Miles. Una delle grandi intuizioni del team di creazione della serie fu infatti quello di fornire Assassin’s Creed di due storie completamente parallele, i cui effetti sono ben visibili ad ogni sessione. Si può infatti affermare che il grande protagonista del primo “blocco” della serie sia Desmond Miles, un barista ex Assassino che ha lasciato la Confraternita ma che sembra essere portatore di grandi conoscenze che farebbero molto comodo ai Templari. Questi ultimi, nel mondo moderno, hanno tralasciato pompose onorificenze e titoli nobiliari per dedicarsi al vero potere: il denaro. Condizionando l’economia globale e traendone enormi benefici, la Abstergo (una multinazionale sparsa in tutto il globo guidata dagli odierni Templari) sogna, così come i suoi predecessori, di dominare il mondo senza però dare troppo nell’occhio. Nell’ambito di tale ricerca del potere assoluto, la Abstergo è impegnata nella ricerca di alcuni particolari manufatti, che gli odierni Assassini cercano di proteggere: i frutti dell’Eden.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.