Recensione La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra – Un anello per domarli

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
18 ottobre 2017

Il Ramingo senza morte Talion e lo spettro elfico Celebrimbor tornano a tre anni dall’uscita dell’apprezzatissimo La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, titolo molto sottovalutato all’epoca, che però riuscì ad accogliere consensi grazie all’innovativo Sistema Nemesi creato da Monolith Software, in cui i nemici crescevano ed apprendevano in base alle nostre azioni e quello che succedeva nel mondo di gioco.

In La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra ritroveremo ovviamente il Sistema Nemesi, ampliato e sviluppato, pronto ad accogliere il nostro esercito con lo scopo di annientare definitivamente l’Oscuro Signore Sauron. Lo sfondo sarà il fantastico mondo creato da J.R.R. Tolkien interconnesso alle sue grandi opere Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion, se siete dei fan vi getterete a capofitto in questa opera video ludica di Warner Bros., ma nel frattempo restate con noi per scoprire la recensione de L’Ombra della Guerra.

Versione provata: PlayStation 4

UN NUOVO ANELLO 

Talion e Celebrimbor ultimano la forgiatura di un nuovo anello per distruggere Sauron, ma qualcosa va storto durante la sua creazione all’interno del Monte Fato. Colpiti dall’esplosione generata dall’ultimo colpo della scure sull’anello i due si separano e il Lucente Signore degli Elfi finisce prigioniero di Shelob il Grande Ragno, una vecchia conoscenza per chi ha visto il lungometraggio Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re. In questa occasione però essa si presenta con sembianze umane dai capelli nero corvino.

Shelob propone uno scambio a Talion, che senza Celebrimbor non può sopravvivere: il nuovo anello in cambio del Lucente Signore. Il Ramingo messo con le spalle al muro accetta, donando così il potere elfico alla signora dei ragni. Quest’ultima però non si rivela come un nemico dei due, infatti Shelob ha come obiettivo in comune con i protagonisti: la distruzione di Sauron. Attraverso le sue visioni quindi, farà partire l’avventura del duo spettrale attraverso Minas Ithil, assediata dagli orchi inviati dall’Oscuro Signore, con lo scopo di impossessarsi del potente Palantir. Qui finiscono gli spoiler sulla trama, anche perché ci siamo già dilungati troppo nel raccontarvela.

A livello di controlli L’Ombra delle Guerra ripropone le meccaniche del predecessore, ma non se non avete giocato al primo episodio non è un problema, cioè si lo è perché vi siete persi un bel gioco quindi correte a recuperarlo! n.d.r. Tuttavia se avete già masticato titoli action come Assassin’s Creed e Batman Arkham vi troverete a vostro agio joypad alla mano.

PRONTI, PARTENZA…VIA!

Una volta completata la prima parte di gioco, sarà possibile viaggiare letteralmente fra le varie regioni della Terra di Mezzo (Cirith Ungol, Gorgoroth, Seregost, Nurnen) per completare le missioni legate alla sopra citata Shelob, a Carnan e infine all’assassina Eltariel. Alla quest line principale si aggiungeranno una quantità spropositata di missioni secondarie, che mostreranno la grande potenza ed evoluzione del Sistema Nemesi di Monolith.

Quest’ultimo è il vero fulcro del gioco, sconfiggere e dominare gli orchi più forti per creare così il nostro esercito da contrapporre a Sauron. In questo nuovo titolo però il loro supporto sarà ancora più importante, poiché le roccaforti nemiche saranno una diversa dall’altra e avranno vari livelli di infiltrazione. Per conquistare le fortezze ed eliminare il Reggente dovremo scalarne le mura, liberare le zone in cui vi sono gruppi di capitani e fare attenzione alle ostiche difese che si trovano sulle torri. L’invasione dovrà essere supportata dal nostro esercito e se gli orchi che militano nelle nostre file avranno un livello troppo basso per la roccaforte che andremo ad attaccare, falliremo la missione.

In questo frangente Monolith ha dato una piega molto più strategica rispetto al precedente capitolo per quanto riguarda la gestione dei nostri orchetti, potremo infatti mandarli a riposo, assegnare loro un obiettivo specifico durante l’attacco alle basi nemiche o degli incarichi extra che possono andare dall’eliminazione di un determinato capitano all’infiltrazione.

PAROLA D’ORDINE: VARIETA’

L’Ombra di Mordor per quanto innovativo potesse essere, soffriva di un difetto molto comune ai titoli action di questa e della passata generazione: la ripetitività, massimo esponente ne è Assassin’s Creed.

Anche nell’Ombra della Guerra è presente questa componente che propone al giocatore di assoldare orchi per conquistare le fortezza, tuttavia l’offerta di missioni secondarie legate ai personaggi e mostri storici per chi conosce il mondo Tolkieniano riesce a diluire non di poco la ripetitività, trasformandosi in varietà. Tranquilli non stiamo facendo un incantesimo di magia.

Dalle già citate infiltrazioni silenziose andremo ad affrontare i malvagi Nazgul, combattere un Balrog in groppa a un’enorme creatura di legno, fino a cavalcare un drago, che si aggiunge al bestiario che potremo sottomettere, tra questi caragor e graug fanno il loro ritorno in tutta la loro bruttezze e coccolosità. Tornano anche i componenti dello scenario con cui potremo interagire per liberarci dai nemici o distrarli colpendoli con l’arco elfico: botti di grog infiammabili, nidi di mosche Morgul, pezzi carne per attirare i Caragor e tane di Ghul.

In aggiunta la componente RPG è stata ampliata, con la possibilità di equipaggiare Talion con Spada, Pugnale, Corazza e Mantello di diverso tipo, forza e abilità. Progredendo con la campagna verranno droppate dai Capitani ed orchi tesorieri sconfitti, potenziando quindi il nostro protagonista che ha inoltre un albero delle abilità immenso da poter personalizzare.

A livello grafico L’Ombra della Guerra si difende bene, il predecessore ha sofferto del cross-platform della passata generazione e quindi graficamente non eccelleva come la concorrenza. Monolith in questo capitolo ha potuto dedicarsi unicamente all’attuale generazione di console creando un mondo di gioco più grande, sfaccettato e rifinito. Certo sono presenti alcune imperfezioni nello scenario mentre si combatte, tuttavia non compromettono affatto l’esperienza di gioco. Doppiaggio in italiano ottimo, con presente lo stesso doppiatore di Gollum, giusto per citarne uno, ma con livelli di audio a tratti poco bilanciati che ci hanno obbligato ad alzare ed abbassare più volte il volume per capire i dialoghi.

PUNTI DI FORZA

  • Sistema Nemesi ancora più ricco e potente
  • Narrazione degna di un libro di Tolkien
  • Gameplay ben strutturato

PUNTI DEBOLI 

  • A volte il targeting da problemi
  • Volume dell’audio ballerino
  • Presenti alcuni bug negli scenari

L’Ombra della Guerra conferma, solidifica e arricchisce il pacchetto offerto dal precedente capitolo, con una Sistema Nemesi migliorato e ancora più potente, una narrazione che farebbe invidia ad un lungometraggio di Peter Jackson e a tante missioni da affrontare, principali, secondarie, sfide o semplicemente obiettivi da raggiungere. Il tutto corredato da scenari mozzafiato che daranno ai fan Tolkieniani e non, l’emozione di trovarsi all’interno di un’opera degna del maestro del genere fantasy. Non lasciatevelo sfuggire.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.