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Shuhei Yoshida obbligato da Jim Ryan ad occuparsi dei giochi indie, pena il licenziamento

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Shuhei Yoshida è stato uno dei dirigenti più iconici e apprezzati del mondo PlayStation. L’ex dirigente, che ha recentemente concluso la sua carriera dopo 31 anni di servizio, ha tuttavia colto la palla al balzo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

In una recente intervista rilasciata a Venture Beat, il manager giapponese ha infatti raccontato di come Jim Ryan lo abbia costretto a occuparsi del settore indie, allontanandolo dai giochi first party della compagnia. Nel caso in cui non avesse accettato l’incarico, sarebbe stato sollevato da ogni mansione all’interno di PlayStation.

Ecco quanto esternato da Yoshida:

Il passaggio dai giochi first-party ai titoli indipendenti? Non ho avuto molta scelta. Quando Jim mi ha chiesto di occuparmene, potevo accettare o andarmene. Ma avevo a cuore il futuro di PlayStation e il mondo indie, ci tenevo davvero. Ero convinto di poter offrire un contributo significativo. Sono stato fortunato: la comunità indie, gli editori e gli sviluppatori con cui ho lavorato hanno creduto nelle mie capacità. Ora collaboro come consulente per alcune aziende e continuo a supportare team indipendenti che stimo.

Yoshida ha inoltre spiegato il motivo dietro la decisione di Ryan: ristabilire un rapporto con gli sviluppatori indipendenti. PlayStation aveva bisogno di una figura rispettata e fidata per ricucire le relazioni logorate nell’era PS4, e quindi si è optato direttamente per una delle colonne portanti della multinazionale, che come abbiamo scritto sopra, non ha avuto molte opzioni da vagliare.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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