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Sony potrà chiudere gli account PlayStation inattivi da 36 mesi e bloccare l’accesso ai giochi digitali

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Quando piove, diluvia.

Sony ha aggiornato i termini di servizio PlayStation una clausola che le consente di chiudere gli account rimasti inattivi per 36 mesi, con la conseguente perdita di accesso al PlayStation Network e agli acquisti digitali associati.

La misura, già attiva in precedenza e ora rimodulata su una durata differente, riguarda gli account utilizzati su PS5 e PS4 e, con ogni probabilità, sarà applicata anche alle future console PlayStation. Sebbene Sony sia stata recentemente al centro di diverse decisioni controverse, questa modifica sembrerebbe legata anche alle pressioni normative provenienti dall’Unione europea, sempre più attiva nella regolamentazione dell’industria videoludica.

PlayStation ha aggiornato silenziosamente questi termini lo scorso aprile. La modifica, passata inizialmente inosservata, è tornata sotto i riflettori durante le recenti polemiche legate alla strategia di Sony sui supporti fisici.

Se un account PlayStation rimane inattivo per 36 mesi, equivalenti a tre anni, Sony può avviare la procedura di chiusura.

L’azienda dovrebbe prima contattare il proprietario tramite e-mail, concedendogli sei mesi di tempo per effettuare nuovamente l’accesso oppure chiedere esplicitamente che l’account venga mantenuto attivo.

In assenza di una risposta, l’account potrebbe essere chiuso. L’utente perderebbe così l’accesso al PlayStation Network e a tutti i contenuti digitali acquistati attraverso quel profilo. Secondo quanto riportato nei termini, la cancellazione sarebbe inoltre irreversibile.

È importante sottolineare che la formulazione utilizzata da Sony non indica un’applicazione automatica della procedura. Nei termini si legge infatti che la società “potrebbe” intervenire una volta superata la soglia dei tre anni di inattività.

La maggior parte degli utenti PlayStation probabilmente non sarà interessata dalla misura, ma il rischio esiste per chi abbandona temporaneamente i videogiochi o non accede al proprio account per motivi personali.

La possibilità di chiedere il mantenimento dell’account rappresenta una tutela importante, ma alcuni utenti potrebbero non essere a conoscenza della modifica, non leggere l’e-mail di avviso e scoprire solo in seguito di aver perso definitivamente il profilo e l’accesso alla propria libreria digitale.

Sony non ha ancora commentato la controversia e, al momento, non sembrano esserci indicazioni su un possibile passo indietro. La modifica, infatti, non sarebbe legata esclusivamente a una scelta autonoma dell’azienda, ma anche alle pressioni esercitate dagli organismi di regolamentazione.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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