Arriverà su PS5 all’inizio del prossimo anno Resident Evil Requiem, nuovo capitolo della storica saga Capcom. La novità più attesa riguarda la possibilità di passare liberamente tra la visuale in prima e quella in terza persona, offrendo ai giocatori un’esperienza su misura tra tensione e accessibilità.
Il richiamo alla tradizione è evidente: la telecamera in terza persona omaggia i capitoli classici, mentre la prospettiva in prima persona segue il solco tracciato da Resident Evil 7: Biohazard. Fu proprio quel titolo a rivoluzionare la serie, immergendo i fan in un orrore tanto realistico quanto destabilizzante.
Il regista Koshi Nakanishi, intervistato da GamesRadar, ha ammesso che quella scelta rese l’esperienza “forse troppo spaventosa”, al punto da scoraggiare parte del pubblico:
Alcuni non riuscivano a finirlo, altri addirittura non lo iniziavano. La visuale in prima persona rendeva il gioco incredibilmente immersivo, ma a volte eccessivo.
Proprio per questo, Requiem offrirà un compromesso: chi trova la prima persona insostenibile potrà spostarsi in terza, creando una sorta di distanza psicologica dalla tensione. “Vedere il personaggio sullo schermo diventa un modo per affrontare l’orrore”, ha spiegato Nakanishi.
Non è la prima volta che Capcom sperimenta questa doppia opzione. Anche Resident Evil Village era nato in prima persona, ma un aggiornamento post-lancio introdusse la modalità in terza. Con Requiem, invece, la scelta sarà disponibile fin dall’inizio.
Nei primi test, le due prospettive cambiano sensibilmente il ritmo dell’avventura survival horror, restituendo al giocatore il potere di decidere come e quanto immergersi nella paura.
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