Talystro | Anteprima

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Con Talystro, lo studio indipendente norvegese Filiokus prova a infilarsi in un territorio tanto affascinante quanto rischioso: quello dei roguelite deckbuilder che, dopo il successo di titoli come Slay the Spire e più recentemente Balatro, sembrano aver detto quasi tutto. E invece Talystro tenta una strada diversa, mettendo al centro non solo carte e probabilità, ma la matematica come vero linguaggio del combattimento. Non come semplice sottofondo invisibile, bensì come meccanica esplicita, creativa ed espressiva.

Slay the Maths!

L’idea di base è abbastanza semplice a dirsi: in Talystro non si vince logorando lentamente la barra della vita dei nemici, ma eguagliando esattamente il loro valore numerico. Ogni avversario è rappresentato da un numero, e per eliminarlo all’istante bisogna arrivare a quella cifra precisa attraverso calcoli costruiti con carte, dadi e modificatori. Il protagonista di questa sfida è il bizzarro Math Mouse, un improbabile eroe chiamato a fronteggiare il malvagio Necrodicer e il suo esercito di numeri corrotti, trasformati in creature ostili.

Il sistema di combattimento è il cuore pulsante dell’esperienza. Ogni turno mette il giocatore di fronte a calcoli incompleti, variabili, moltiplicatori e modificatori, contenuti nelle carte del proprio mazzo. A questi si aggiungono i lanci di dado, che non determinano solo valori grezzi, ma ridefiniscono continuamente il perimetro delle possibilità. La vera sfida non sta tanto nel “pescare la carta giusta”, quanto nel comprendere l’ordine delle operazioni, valutare le probabilità e adattarsi a una situazione che cambia di turno in turno. È un gioco che chiede di pensare, pianificare e, soprattutto, accettare che ogni errore di calcolo sia responsabilità diretta del giocatore.

Questa impostazione conferisce a Talystro un ritmo molto diverso rispetto ad altri esponenti del genere. L’assenza di qualsiasi pressione temporale (non ci sono turni a tempo, né input rapidi) rende l’esperienza riflessiva e ponderata, pur rimanendo tesa e impegnativa. Ogni scelta pesa, perché un singolo errore può compromettere un intero combattimento. D’altro canto, riuscire a costruire il calcolo perfetto, quello che porta esattamente al numero richiesto, restituisce una giusta soddisfazione, come se si stesse risolvendo un enigma più che vincere una battaglia.

Fate i vostri calcoli

Dal punto di vista strutturale, Talystro si presenta come un roguelite classico solo in apparenza. Le run sono scandite da tre atti distinti, ognuno dei quali culmina in uno scontro con un boss unico, e da una progressione metagioco che consente di sbloccare nuove carte, potenziare dadi, incantare elementi del mazzo iniziale e affinare progressivamente il proprio stile di gioco. Filiokus promette un sistema di progressione profondo, pensato per stimolare la sperimentazione e la scoperta, piuttosto che la semplice ottimizzazione numerica.

A colpire fin dai primi istanti è anche l’identità visiva del gioco. Talystro adotta uno stile ispirato alle illustrazioni e alle animazioni degli anni Venti, con un’estetica che richiama i primi cortometraggi animati e i libri illustrati di inizio Novecento. Le animazioni degli attacchi sono disegnate a mano, frame-by-frame, e trasmettono un amore evidente per il movimento e la materia del disegno. È una scelta che punta a dare a Talystro una personalità ben distinta, e che contribuisce a rendere il mondo di gioco memorabile e coerente con il tono fiabesco e surreale della sua premessa.

Un altro aspetto su cui Filiokus insiste molto è quello dell’accessibilità. Oltre all’assenza di elementi time-based, il gioco mantiene una telecamera statica durante il gameplay, riducendo potenziali disagi per giocatori sensibili al movimento o a stimoli visivi eccessivi. È una filosofia progettuale che si sposa bene con l’idea di Talystro come esperienza di pensiero e di sperimentazione, più che di reazione immediata.

Lo studio sottolinea nelle sue dichiarazioni come Talystro nasca dalla convinzione che la matematica sia fondamentalmente creativa. Un’affermazione che, sulla carta, potrebbe sembrare retorica, ma che trova una traduzione concreta nelle meccaniche di gioco. Qui i numeri non sono un ostacolo da superare, ma uno strumento espressivo, un mezzo attraverso cui il giocatore costruisce soluzioni personali a problemi sempre diversi. In questo senso, Talystro si inserisce perfettamente nella missione dichiarata di Filiokus: ripensare cosa possano essere i giochi “educativi”, senza mai rinunciare al divertimento.

Qualche conto non torna ancora

Dopo la nostra prova della demo disponibile abbiamo dei feedback incoraggianti, ma non privi di qualche critica. Abbiamo certamente apprezzato il potenziale del sistema, l’estetica del gioco e quella sensazione costante di vittoria possibile, ma mai scontata. Allo stesso tempo, sono emerse alcune mancanze importanti: l’assenza di un sistema di salvataggio o di ripresa delle run, per esempio, è un limite serio, così come la mancanza di un pulsante “annulla” per correggere errori non irreversibili all’interno di un turno. In un gioco che fa della precisione il suo fulcro, la possibilità di sbagliare irreparabilmente con un singolo click pesa più che altrove.

Abbiamo qualcosa da ridire anche sulla leggibilità delle informazioni: mostrare chiaramente la somma dei dadi del giocatore e il valore complessivo dei nemici, o rendere più visibili gli effetti delle variabili senza dover passare costantemente il mouse sopra le icone, potrebbe rendere l’esperienza più fluida. Servirebbe anche un supporto al controller, ormai quasi imprescindibile anche per titoli di questo tipo, anche in ottica Steam Deck.

Sul fronte del bilanciamento, il giudizio resta necessariamente sospeso. La demo offre molte possibilità e “pezzi in movimento”, rendendo difficile una valutazione definitiva. Non siamo pienamente convinti anche dalla possibilità di scegliere il livello di difficoltà dell’esperienza fin dall’inizio, dato che nei roguelike spesso conviene puntare sempre sull’opzione più rischiosa per massimizzare le ricompense e andare dritti verso la vittoria finale. Anche il boss della demo, con i suoi 55 punti e l’impossibilità di colpirlo finché non si eliminano tutti i nemici minori, è uno scoglio potenzialmente frustrante perché non viene adeguatamente anticipato negli scontri precedenti.

Tra gioco e didattica

Nonostante queste criticità, Talystro si presenta come un progetto ambizioso e coerente, capace di distinguersi in un panorama affollato grazie a un’idea forte e a una direzione artistica ben definita. Se Filiokus saprà rifinire l’interfaccia, ascoltare i feedback emersi e bilanciare con attenzione i suoi sistemi, Talystro potrebbe rivelarsi non solo un ottimo roguelite, ma anche una dimostrazione concreta di come numeri, gioco e creatività possano fondersi in qualcosa di davvero originale. Per ora, il Math Mouse ha acceso la curiosità: ora resta da vedere se riuscirà a risolvere l’equazione più difficile, quella che porta al cuore dei giocatori.

Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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