Quando un videogioco decide di non prendersi mai sul serio, succede qualcosa di raro: o diventa solo una gag allungata… oppure crea un’identità tutta sua. High on Life 2 prova proprio a stare su quel filo. Il seguito dell’assurdo FPS fantascientifico di Squanch Games torna con l’idea di spingere ancora più in là ciò che aveva reso il primo titolo così particolare: armi parlanti, umorismo costantemente sopra le righe e un universo sci-fi che sembra uscito contemporaneamente da un cartone animato e da una sitcom improvvisata alle tre di notte.
Ma il vero punto non è più solo far ridere. Dopo il successo iniziale, questo secondo capitolo che arriva dopo appena 3 anni ha una sfida più difficile: dimostrare di essere anche un buon titolo, non soltanto uno sketch interattivo lungo venti ore. Più varietà nelle missioni, livelli meno lineari e un sistema di combattimento ampliato promettono di trasformare l’esperienza in qualcosa di più solido, senza perdere quella follia che ha fatto parlare tutti del primo capitolo.
La domanda quindi non è semplicemente “fa ridere?”, ma la seguente: High on Life 2 riesce davvero a evolversi oppure resta intrappolato nella stessa battuta? Scopriamolo insieme all’interno della nostra recensione.
Versione provata: PlayStation 5
Giorni di ordinaria follia

La nuova fatica di Squanch Games riprende poco tempo dopo gli eventi del primo gioco. Il silente protagonista, che prima era un ragazzino qualsiasi finito in una storia più grande di lui, non è più un perfetto sconosciuto: è ormai riconosciuto nella galassia come il cacciatore di taglie che ha contribuito a fermare il cartello alieno G3, l’organizzazione criminale che usava gli uomini come droga vivente. Sarebbe lunga da spiegare, ma i primi minuti del gioco servono a ricapitolare gli anni trascorsi.
Nemmeno il tempo di godersi la meritata vittoria che il secondo capitolo inizia (dopo qualche minuto di pura follia) a presentare una nuova minaccia intergalattica, qui rappresentata da un malvagio conglomerato farmaceutico che trasforma i sempre sfortunati esseri umani in pillole. Iniziamo a sospettare che gli umani abbiano qualcosa di particolare nei loro geni, o nei loro organi, se così tante razze aliene sono interessate a trasformarli in qualcos’altro. Comunque, una volta ricongiunti con la sorella Lizzie, non più il piatto e inutile personaggio del primo gioco ma una sorta di eco-terrorista ricercata in tutta la galassia, si riparte per una nuova avventura.
High on Life 2 segue in quasi tutti gli aspetti la sostanza del suo predecessore. Se è vero che non siamo più cacciatori di taglie ma fuorilegge benevoli, lo spirito e gli obiettivi sono sempre i soliti: salire a bordo del nuovissimo camper di Gene in stile Balle Spaziali, selezionare un ricercato e partire alla volta di un nuovo pianeta per completare la missione. Fin qui, poche differenze col predecessore – anche il comparto tecnico, seppur con qualche lieve miglioramento, è rimasto invariato. A evolvere è stata però fortunatamente la struttura delle missioni.

Nel primo gioco, si scendeva a terra su una nuova landa sconosciuta e si procedeva dritto per dritto verso l’obiettivo finale. High on Life 2 si diverte con il giocatore stesso e lo ingloba nella narrazione, rendendolo maggiormente partecipe e coinvolto in sequenze diverse: si va da una cena con delitto a un malefico dottore in pieno stile Terzo Reich capace di miniaturizzarsi (qui va in scena una delle boss fight più assurde e meta-narrative del gioco), passando per feste, misteriosi cacciatori che ci vogliono rovinare la vita e altre irriverenti, fastidiose e prodigiose pistole.
Nuove bocche da fuoco (e che bocche)
Ovviamente, per l’appunto, il focus del gameplay restano le pistole organiche del primo capitolo. High on Life aveva fatto delle armi i comprimari veri e propri del gioco, capaci di parlare e interagire al posto del protagonista stesso, ognuna capace di abilità e poteri differenti – sono state anche ampliate le capacità di alcune di loro. Nel corso di questo sequel, la personalità delle pistole viene anche sfruttata per gestire le scelte dei dialoghi, dando loro maggior spessore e coinvolgimento – anche certe scelte stilistiche sono realizzate ad hoc per questo scopo. Ah, piccola nota a margine: dopo quello che è accaduto nel 2023, Justin Roiland non è coinvolto in questo sequel, quindi… beh, lo sapete.
High on Life 2 si esibisce in maggiori possibilità sul fronte narrativo e del gameplay. Con l’introduzione dello skateboard, utile per spostarsi velocemente, i combattimenti vengono ora svolti prevalentemente in grandi arene, dove il giocatore deve continuamente muoversi e destreggiarsi tra i boss e i nemici, tenendo inoltre bene a mente che le pistole a disposizione sono tante e hanno appunto abilità differenti. In combattimento alcune sono più importanti (bello anche che siano stati ulteriormente variegati gli attacchi, rendendo il tutto sempre molto dinamico), mentre durante la fase esplorativa sono altre le pistole a diventare maggiormente centrali, specie nella risoluzione degli enigmi. Alcuni di essi hanno trovate anche molto simpatiche, altri presentano situazioni un po’ ripetitive, mentre altri, in certi momenti del gioco, risultano avere proprio alcuni problemi di lettura.

Problemi che, come abbiamo purtroppo sperimentato, derivano talvolta da glitch che costringono a ripartire dal checkpoint. Squanch Games ha già avvisato che sarà presto resa disponibile una patch per sistemare alcuni dei problemi del gioco, ma la situazione attuale è che il comparto tecnico ha bisogno di essere rifinito e levigato, anche solo banalmente per alcuni pop-in o caricamenti dei modelli in ritardo rispetto al resto del mondo nella visuale. Probabilmente si tratta di una scarsa ottimizzazione che potrebbe essere sistemata in futuro.
In questo sequel si perde anche parte di quell’essenza metroidvania che aveva caratterizzato il primo gioco. Non sono molte le aree che richiedono altre abilità per essere sbloccate: le vie di accesso sono quasi sempre disponibili sin da subito, e solo il desiderio di completare al 100% può riportare a percorrere strade già battute in precedenza.
High on Life 2 è questo: un High on Life in perfetta continuità, ma sotto steroidi. Tutto è stato reso un po’ più grande e un po’ più ambizioso, pur mantenendo alcuni difetti – l’assenza di una mappa è ancora pesante, in molte location, anche se il design dei mondi è più comprensibile che in passato. I mondi stessi, così come i personaggi, sono davvero divertenti e ispirati: abbiamo una parodia di Jurassic Park dove sono ora gli umani a finire in capsule, un mondo che mette in scena il più grande incubo di ogni persona nel fine settimana (trovare parcheggio!), persino parodie dei Pokémon, di Ant-Man e mille altre cose.
Il primo High on Life aveva saputo conquistare tutti con uno stile sicuramente non perfetto ma deliziosamente irriverente, nel pieno stile delle produzioni di Squanch Games. Questo sequel fa tutto meglio (non proprio tutto, ma molte cose a dire il vero), senza strafare.

Review Overview
Riassunto
Se vi è piaciuto il primo High on Life, questo sequel riprende tutti gli elementi positivi, riuscendo a migliorarsi. Non è tutto perfetto, ma sicuramente siamo di fronte a un videogioco più grande e ragionato, che tuttavia lascia spazio ad alcune ingenuità. Se comunque siete in cerca di un gioco irriverente, simpatico e fuori di testa, anche High on Life 2 fa per voi.
Pro
Più possibilità Più pistole Più irriverenzaContro
Il comparto tecnico andava rifinito Level design non sempre chiarissimo- Giudizio complessivo7.8
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