Home Videogiochi Recensioni Homura Hime | Recensione

Homura Hime | Recensione

3

Diciamolo chiaramente: trovare un action RPG indie davvero speciale talvolta è davvero un’impresa. Il mercato è eccessivamente saturo di titoli che promettono un’esperienza unica, ma sono pochissimi quelli che riescono davvero a offrire qualcosa capace di far evolvere il genere.

Ma cosa succederebbe se un gioco prendesse l’azione elegante e stilosa alla Devil May Cry e la fondesse con il caos frenetico e visivamente spettacolare di un classico bullet hell arcade giapponese? Quel gioco è Homura Hime, ed è uno degli indie più interessanti degli ultimi tempi. Entriamo quindi nel dettaglio della nostra recensione, e vediamo ciò che rende Homura Hime uno dei titoli più entusiasmanti all’orizzonte.

L’esorcismo della fiamma

Cominciamo col soffermarci sul mondo di gioco. Perché Homura Hime è molto più di una semplice sequenza di arene da combattimento. È un universo completamente intriso di folklore ed estetica giapponese. In questa ambientazione vestiamo i panni della protagonista, Homura Hime, un’esorcista investita di una missione divina.

In questo mondo, umani e demoni coesistono, ma non si tratta certo di una convivenza pacifica. Quando un’anima muore covando emozioni intense e profondi rimpianti, può trasformarsi in un essere potentissimo, un arcidemone. Questi arcidemoni corrompono il mondo circostante, generando demoni minori guidati da puri istinti primordiali. Si tratta di un caos che minaccia di distruggere ogni cosa.

Di fronte a questa catastrofe imminente, la Somma Sacerdotessa è costretta a giocare la sua carta vincente: l’esorcista più potente, una guerriera conosciuta come la Principessa della Fiamma, Homura Hime. Ed è qui che entriamo in scena noi.

La nostra missione è dare la caccia e sconfiggere potenti e terrificanti demoni, fonte di tutta questa corruzione. Naturalmente non siamo soli. Come in molti altri giochi, Homura Hime è affiancata da una compagna di nome Ann, una fedele alleata che offre guida e contribuisce a portare avanti la narrazione. Per capirci, una figura simile a Navi di Zelda o a Paimon di Genshin Impact.

La trama promette molto più di una semplice contrapposizione tra bene e male. Si tratta di un viaggio più profondo alla scoperta della verità sull’esistenza degli arcidemoni e dei segreti del passato della stessa Homura Hime.

Cosa trasforma un’anima in un arcidemone? Quali sono le loro cosiddette emozioni deviate? Sono queste le domande che guidano la narrazione, lasciando intuire una storia dotata di quella profondità emotiva e psicologica tipica dei migliori anime.

Para, schiva, colpisci!

L’aspetto più importante di questo gioco è il sistema di combattimento. Al suo interno si percepiscono chiaramente le influenze di tanti titoli diversi. Gli sviluppatori dimostrano di aver compreso perfettamente cosa renda divertente un action. Il paragone migliore che possiamo fare è con il combattimento e lo stile di NieR: Automata. Alla base, Homura Hime è un frenetico action 3D ad alta velocità che premia un approccio aggressivo.

Homura dispone di diversi stili di combattimento con la sua katana, e quando si assiste a un judgement cut eseguito alla perfezione si prova una soddisfazione immediata. Ma dove il gioco trova davvero una sua identità è nella fusione tra hack and slash e intense meccaniche bullet hell.

Ogni scontro infatti si svolge in un’area chiusa, completamente isolata, dalla quale si può uscire solo eliminando tutti i nemici. Il sistema di combattimento è costruito attorno alla precisione, ma il sistema di parata è sorprendentemente permissivo, tra i più indulgenti che si possano trovare in un videogioco.

È possibile ripetere la parata più volte, purché il tempismo sia corretto, una scelta che si integra perfettamente con il design generale: i nemici attaccano spesso simultaneamente, con più ondate e file di colpi. Parare correttamente garantisce quella mobilità necessaria per riposizionarsi e riprendere il controllo dello scontro.

Oltre ai combattimenti, il gioco propone anche numerose sezioni di platforming aereo. E al termine di ogni battaglia si viene premiati con un sistema di punteggio che valuta la performance, incoraggiando il giocatore a padroneggiare ogni singolo incontro.

Ovviamente non mancano anche i boss, i quali non sono semplicemente versioni più grandi dei nemici comuni. Sono il cuore della narrazione, arcidemoni nati da emozioni distorte. Le battaglie contro di loro sono intense e velocissime, ed estremamente divertenti.

Altri nemici sono ispirati a figure ben note della mitologia giapponese. Abbiamo intravisto creature tratte dalle leggende nipponiche, come il Gashadokuro, un gigantesco scheletro nato dal rancore di persone morte di fame.

Durante gli scontri non ci si limita a svuotare una barra della salute: si affronta un’anima deformata dal rimpianto, un tema che promette di rendere ogni vittoria meritata, e forse persino velata da una punta di tragedia.

Demoni in cel-shading

Fin dal primo istante in cui si avvia il gioco, il comparto visivo colpisce in modo evidente. L’estetica anime è realizzata con grande cura ed è sempre piacevole alla vista. Lo stile grafico del gioco è semplicemente mozzafiato, capace di catturare alla perfezione l’espressività dei modelli dei personaggi e la vivacità cromatica tipica del medium.

Le cutscene in-game richiamano persino il fascino di una visual novel, e non solo perché adottano uno stile cel-shading. La protagonista, Homura Hime, si muove con naturale eleganza: i suoi capelli infuocati ondeggiano dietro di lei mentre affetta i nemici e scatta da una parte all’altra con fluidità.

Anche gli ambienti sono un magnifico connubio tra natura serena e un senso di inquietante decadenza, come è evidente sin dal primo livello, Arashino, che è circondato da una vegetazione rigogliosa, ma il terreno è disseminato di tombe floreali, creando un contrasto suggestivo e malinconico.

Vai principessa!

Ma cosa si ottiene mettendo insieme tutti questi elementi? Un gioco che fonde con sicurezza l’azione ad alto tasso di abilità di titoli come Bayonetta e NieR: Automata con la danza caotica e spettacolare di un bullet hell tridimensionale.

Ne nasce un mondo intriso della ricca tradizione del folklore giapponese, sorretto da una storia che promette una reale profondità emotiva. Il tutto confezionato in un’estetica anime autentica e straordinariamente curata, impreziosita da un doppiaggio professionale in lingua giapponese. Dalle sue umili origini come progetto studentesco solitario fino alla sua forma attuale di ottimo titolo indie, Homura Hime è sempre stato guidato da una visione appassionata e ben definita.

8.5
Riassunto
Riassunto

Homura Hime è un action RPG indie estremamente divertente, grazie a una formula che fonde combattimenti ad alta velocità in stile character action con intense meccaniche bullet hell in 3D. Ispirato a titoli come NieR: Automata e Bayonetta, il gioco punta su combo spettacolari, parate accessibili ma tecniche e scontri in arene chiuse che premiano aggressività e precisione. La protagonista, un’esorcista nota come Principessa della Fiamma, affronta arcidemoni nati da emozioni distorte, in una narrazione che intreccia folklore giapponese e introspezione psicologica. Sul piano artistico, l’estetica anime è curata nei minimi dettagli, arricchita da un doppiaggio giapponese di alto livello. Nato come progetto studentesco, il titolo dimostra ambizione e una chiara identità stilistica.

Pro
Combattimento veloce, tecnico e appagante Fusione riuscita tra hack and slash e bullet hell 3D Direzione artistica di grande impatto in stile anime Boss fight intense e ben costruite
Contro
Struttura ad arene chiuse potenzialmente ripetitiva Sistema di parata molto permissivo per chi cerca maggiore sfida
  • Giudizio complessivo8.5
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

8.5

Planet of Lana 2 | Recensione

Wishfully Studio torna con il seguito diretto del suo videogioco d’esordio. Planet...

8.5

Resident Evil Requiem | Recensione

Fin dai primi dettagli emersi a seguito del suo annuncio, Resident Evil...

7

Fallout 4: Anniversary Edition | Recensione

Alla fine, proprio con l’arrivo della seconda stagione dell’apprezzata serie tv di...

7.5

Reigns: The Witcher | Recensione

C’è sempre una buona ragione per parlare della saga di The Witcher:...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425