Il declino di Ubisoft è ormai sotto gli occhi di tutti. Un tempo punto di riferimento nello sviluppo di giochi open world, oggi la società appare schiacciata da una strategia eccessivamente orientata ai live service, oltre che da licenziamenti, cancellazioni di progetti e problemi di gestione interna.
Nel mezzo di questo caos, le speranze di una vera rinascita per il colosso francese del gaming sembrano ridotte al minimo. Perfino un ex sviluppatore di Ubisoft ha ammesso che attorno allo studio si è diffuso un clima di ostilità sempre più marcato.
Secondo quanto riportato da GameFile, un ex sviluppatore Ubisoft, rimasto anonimo, ha recentemente commentato la situazione attuale dello studio.
A suo giudizio, il fallimento più grande dell’azienda risiede nell’incapacità di riconoscere e correggere i propri schemi di cattiva gestione, un fattore che avrebbe alimentato una spirale di deterioramento lenta ma costante. Sempre secondo la fonte, ai vertici nessuno sembra davvero mettersi in discussione, lasciando che siano gli sviluppatori a subire le conseguenze più pesanti.
L’ex dipendente ha inoltre dichiarato che non è un segreto che Ubisoft sia oggi uno studio profondamente contestato. Questo sentimento, ha aggiunto, non arriverebbe soltanto dal pubblico, ma sarebbe presente anche all’interno dell’azienda stessa, dove molti dipendenti avrebbero ormai sviluppato una forte disillusione nei confronti dello studio:
Ubisoft è ormai malvista da una larga parte del pubblico dopo un decennio di uscite deludenti, ed è criticata persino da molti dei suoi stessi sviluppatori.
Nella parte finale dell’intervista, l’ex sviluppatore ha comunque sottolineato che, nonostante tutto ciò che è accaduto recentemente all’interno della compagnia francese, esisterebbe ancora uno spiraglio per un ritorno ai vertici. Secondo lui, Ubisoft potrebbe ancora riuscire a realizzare un grande successo in futuro.
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