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MotoGP 26 | Recensione

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Milestone è da sempre una casa di riferimento nella creazione di giochi di corse, con particolare nota sui giochi di motociclismo, portando il realismo della fisica, suoni fedeli e circuiti reali, dando adrenalina a tutti i giocatori che vi si approcciano. Anche quest’anno l’azienda milanese porta nelle case il Motomondiale, arricchendolo con grandi novità: qui vedremo se queste novità valgono il primo posto.

Allo spegnimento dei semafori, si parte.

Versione provata: PS5

Rider Based Handling: la nuova fisica

La novità più grande di questo capitolo è senza dubbio il Rider Based Handling. Questo nuovo modello fisico rende le gare molto più dinamiche, riproducendo fedelmente i movimenti in sella con una cura maniacale per lo stile di guida reale di ogni pilota della classe regina, aumentando a dismisura l’immersione e il realismo. Grazie a questo sistema inedito, avremo un controllo totale sul corpo del nostro alter ego: in ogni curva e in ogni rettilineo saremo noi a dominarne i movimenti.

Come l’anno scorso, per rendere il titolo accessibile a un pubblico più ampio, sono presenti due opzioni di guida: Arcade e Pro. Questa nuova feature è attiva in entrambe le impostazioni, ma è nella modalità Pro che mostra i muscoli. Se nell’impostazione Arcade il controllo del peso è parzialmente automatizzato (per curvare basterà semplicemente sterzare a destra o a sinistra), nella modalità Pro la gestione del corpo diventa fondamentale. In staccata, ad esempio, dovremo prima spostare il peso sul posteriore per stabilizzare la moto, per poi inclinarlo gradualmente nella direzione della curva.

L’esperienza di gioco varia moltissimo in base alla scelta effettuata. L’Arcade è pensata per il puro divertimento immediato, perfetta per chi vuole godersi la pista senza dover calcolare ogni singolo spostamento. L’impostazione Pro, al contrario, è simulazione pura: è un’esperienza ripida ed esigente, che richiede decine di ore di pratica solo per capire come bilanciare il pilota. Per essere davvero competitivi in gara, non basterà più solo accelerare o frenare, ma si dovrà studiare e interpretare ogni singolo centimetro d’asfalto.

Sii tu il prossimo campione: la Carriera rinnovata

La Carriera si conferma la modalità offline principe e quest’anno porta con sé diverse aggiunte interessanti. La prima è la possibilità inedita di impersonare direttamente un pilota reale, rinunciando al classico alter ego virtuale. Tuttavia, la novità più impattante riguarda il nuovo sistema di conferenze stampa: queste compariranno nei momenti clou della stagione e ci permetteranno di delineare il nostro percorso tramite scelte di dialogo. Potremo così definire gli obiettivi stagionali e infiammare le rivalità, aumentando notevolmente l’immersione e il realismo. Questo sistema dinamico va a sostituire il vecchio menu testuale degli anni passati, anche se le opzioni di risposta risultano talvolta un po’ guidate e limitate, si tratta di un’introduzione che aggiunge profondità, perlomeno nelle prime ore di gioco.

Un’altra evoluzione degna di nota riguarda la negoziazione dei contratti. In base alla reputazione accumulata e ai risultati in pista, potremo discutere con la scuderia per stabilire gli obiettivi e il nostro ruolo all’interno del team. Attenzione, però: tirare troppo la corda e avanzare pretese irrealistiche potrebbe farci sfumare l’opportunità.

Durante la stagione, inoltre, faranno il loro ritorno le gare “Race Off” (presenti anche come modalità a sé stante nel menu principale). Si tratta di competizioni al di fuori dal circuito ufficiale della MotoGP, disputate in sella a motard, minibike, moto stradali e da cross, pensate per spezzare la monotonia del Motomondiale. Queste gare rispetto alla passata edizione introducono nuovi circuiti e moto, rivelandosi una divertente valvola di sfogo di cinque minuti prima di tornare chiusi nei box a studiare la telemetria.

In definitiva, la Carriera funziona e diverte. Certo, le interazioni esterne alla pista rimangono un elemento di contorno che alla lunga potrebbe non coinvolgere appieno, ma l’esperienza in sé rimane solidissima. Sia che la si affronti in modalità Arcade (buttando il cuore oltre l’ostacolo per lottare per il podio), sia che si opti per l’esigente modalità Pro (dove saremo costretti a passare ore durante le prove libere per creare il setup perfetto e studiare ogni singola mossa), l’offerta per giocatore singolo garantisce puro divertimento, confermandosi adatta a tutti.

Le moto, i suoni e il comparto tecnico

L’anno scorso la serie ha compiuto il passaggio all’Unreal Engine 5, portando con sé modelli e campionamenti audio notevolmente migliorati. Quest’anno questo livello di eccellenza si conferma in pieno: il comparto sonoro è semplicemente fantastico, con il rombo del motore che risulta unico e incredibilmente fedele per ogni singola moto. Anche a livello visivo, il lavoro svolto sui veicoli, sulle livree e sulla resa dei materiali rasenta la perfezione. A chiudere il cerchio dei pregi tecnici troviamo le animazioni in sella, ora ancora più fluide e capaci di ricreare in modo impeccabile lo stile di guida distintivo di ciascun pilota.

Tuttavia, ciò che stonava nel comparto grafico dell’anno scorso rimane un problema anche in questa edizione: i volti dei piloti reali e, soprattutto, i preset per il nostro avatar,  i modelli facciali sanno di vecchio e la primissima impressione che restituiscono è quella di un titolo appartenente alla scorsa generazione. Ovviamente si tratta di un difetto marginale in un gioco in cui si passa il 99% del tempo con il casco in testa, ma un salto di qualità sotto questo aspetto è ormai necessario.

Inoltre il gioco presenta una modalità foto

Un’altra nota dolente riguarda le celebrazioni: si nota una fastidiosa pochezza e ripetitività nelle animazioni di vittoria e nei festeggiamenti sul podio. Infine, anche la telecronaca affidata alla pur sempre amata voce di Guido Meda avrebbe bisogno di una decisa svecchiata: l’aggiunta di nuove linee di dialogo e reazioni inedite aiuterebbe non poco a incrementare l’immersione generale.

Posizionare il petalo

Tirando le somme, MotoGP 26 migliora leggermente la formula contenutistica senza però stravolgerla. Il nuovo sistema di guida è fantastico e dà un realismo unico all’esperienza, restituendo con estrema fedeltà le movenze di pilota e moto. Tuttavia, per apprezzarlo appieno, è necessario scendere a patti con la ripida curva d’apprendimento della modalità Pro: partendo da zero, questa richiede ore e ore di pratica, rischiando di allontanare una gran fetta di giocatori occasionali in cerca solo di una partita veloce. Questi ultimi preferiranno sicuramente rifugiarsi nella modalità Arcade, che si conferma comunque divertente e altamente godibile.

Sul fronte tecnico, i campionamenti audio e i modelli delle moto sono semplicemente perfetti, ma gli elementi secondari, come i volti dei personaggi, non sono decisamente all’altezza del 2026. Ripetiamo, si tratta di un difetto marginale una volta scesi in pista, ma che spezza bruscamente l’immersione generale durante le scene d’intermezzo.

In definitiva: se siete “malati” di MotoGP, questo è senza dubbio il gioco perfetto per voi, ma se invece siete dei semplici curiosi, rischiate di fermarvi alla crosta superficiale, senza mai arrivare a conoscere il reale cuore pulsante del titolo.

8.2
Review Overview
Riassunto

MotoGP 26 migliora la formula contenutistica della serie concentrandosi dove conta di più: in pista. Il nuovo Rider Based Handling restituisce un realismo estremo, esaltato da un comparto sonoro fantastico e da moto ricreate alla perfezione. La Carriera aggiunge profondità con contratti, conferenze stampa e le divertenti sfide Race Off. Restano però delle ombre sul contorno: volti datati, podi ripetitivi e una telecronaca stantia spezzano a tratti l'immersione. È un acquisto obbligato per i veri "malati" del Motomondiale.

Pro
Rider Based Handling fantastico che aumenta il senso di realismo... Sonoro e modelli delle moto perfetto Perfetto per gli appassionati
Contro
...ma per comprenderlo a pieno bisogna passare alla modalità pro Gli elementi di contorno sanno di vecchio
  • Giudizio Complessivo8.2
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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