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The Dark Pictures Anthology: Directive 8020 | Recensione

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The Dark Pictures Anthology torna con un nuovo capitolo a tema sci-fi. Il team di Supermassive Games si è preso del tempo per dedicarsi a un progetto più ambizioso: Directive 8020 arriva dopo The Devil in Me (2022), un’attesa decisamente più dilatata rispetto ai primi capitoli che venivano rilasciati a cadenza annuale.

Gli sforzi avranno dato i loro frutti? Scopriamolo insieme in questa recensione di Directive 8020, come sempre, priva di spoiler.

Versione provata: PlayStation 5.

Omicidi interstellari

Dagli autori di Until Dawn e The Quarry ci aspettiamo intrattenimento, jumpscares e cast memorabili. Directive 8020 garantisce tutto questo, e qualcosa in più.

La storia, che dà il via a una nuova fase dell’antologia horror, è ambientata nello spazio: l’astronauta Brianna Young (Lashana Lynch) e il comandante Nolan Stafford, affiancati da altri professionisti esperti in differenti campi, costituiscono l’ultima speranza della popolazione terrestre. Il nostro Pianeta è ormai inabitabile e incurabile, per questo serve trovare una nuova casa per il genere umano. La meta del lungo viaggio è il pianeta Tau Ceti f, la nostra missione è andare in avanscoperta per analizzare il nuovo mondo e comprendere se è adatto a essere colonizzato. Durante il viaggio, tuttavia, qualcosa va storto.

Dopo quattro anni di navigazione, i nostri protagonisti si risvegliano uno a uno dal sonno criogenico in circostanze non chiare. La nave spaziale Cassiopeia ha subito dei danni a causa dello schianto con un misterioso meteorite, alcuni membri dell’equipaggio si comportano in modo strano. Difficile comprendere di chi fidarsi e come non mandare all’aria la missione: un’entità aliena mutaforma minaccia i protagonisti e sta a noi comprenderne la natura.

Non si tratta di una trama particolarmente originale, ma il suo intreccio è ben congeniato: negli 8 episodi proposti, da un’ora abbondante ciascuno, impareremo a conoscere l’equipaggio e la mostruosa entità che ci dà la caccia. L’avvio è lento ma d’effetto, con differente possibilità sul finale. La rigiocabilità è quindi un punto forte di questo titolo: dopo essere giunti per la prima volta ai titoli di coda, vi verrà naturale voler tornare indietro per esaminare altri snodi di trama.

Ma la vera forza di Directive 8020 è un gameplay rinnovato, con nuove meccaniche inedite e grande dinamismo.

L’avventura sci-fi offre scenari dal grande impatto visivo e ambienti molto curati

La nuova frontiera delle avventure grafiche

Directive 8020 non è semplicemente una serie tv interattiva. Il videogioco di Supermassive fa un notevole balzo in avanti, rendendo il gameplay più vario e coinvolgente. Alla base di tutto ci sono i “Turning Points”, che permettono al giocatore di esplorare a fondo la miriade di possibili risvolti di trama già dalla prima partita. Basta accedere all’apposito menù per visionare i diversi “outcome” dell’avventura, riavvolgere intere sezioni di storia o tornare immediatamente sui propri passi, per sperimentare liberamente. Da una parte, questo sistema smorza la tensione: non c’è bisogno di preoccuparsi se un protagonista muore o non si ottiene l’effetto sperato. Tornare indietro è facile come uno schiocco di dita. Del resto, nessuno ci obbliga e il giocatore ha ampia libertà di scelta per quanto concerne il suo approccio alla partita (anche attraverso le differenti opzioni di difficoltà, ampiamente personalizzabile). I videogiochi narrativi a bivi questo dovrebbero fare: raccontare, plasmando la storia secondo le azioni del videogiocatore, con tanti snodi cruciali e piena libertà d’azione.

La meccanica dei Turning Points smorza la tensione, ma dà piena libertà al giocatore di sperimentare, fin da subito

Raramente ci troviamo a essere semplici osservatori passivi: la nave Cassiopeia è labirintica e spettrale. Come da tradizione, nasconde segreti: l’esplorazione ambientale è importantissima per comprendere a fondo la storia e svelarne le implicazioni.

La regia è curatissima e offre grande varietà: scappiamo, attiviamo porte, rispondiamo rapidamente ai QTE, camminiamo lentamente in ambienti stretti, sentendoci soffocare grazie a inquadrature studiate ad hoc. Aumentano le fasi stealth, le meno riuscite di tutta l’avventura: i nemici non sono intelligenti e attendere che si spostino per proseguire nelle nostre attività non è poi così intrattenente, soprattutto se si viene beccati e si decide di riavvolgere la sequenza. Questo elemento è ciò che rende le fasi finali leggermente ripetitive, rispetto alla varietà delle altre situazioni. Abbiamo anche a disposizione una sorta di scanner che ci permette di intravedere la sagoma dei nemici, e un’arma per scacciarli e avere una seconda chance quando si viene scoperti.

Le fasi stealth non sono così entusiasmanti, ma per fortuna si superano rapidamente

Tornano anche le sfumature caratteriali dei protagonisti: ciascuno dei 5 personaggi giocabili ha infatti due possibili finali, plasmati dalle scelte del giocatore. In tal senso, le risposte che daremo ai nostri compagni in occasione dei dialoghi a scelta multipla sono fondamentali. Abbiamo apprezzato anche la possibilità di scambiare messaggi (stile WhatsApp) con gli altri membri dell’equipaggio per approfondire temi e discutere con loro della situazione: la meccanica sviscera la storia e contribuisce a modificare i parametri comportamentali dei protagonisti.

Permane anche la possibilità di giocare da soli, prendendo il controllo dei cinque differenti personaggi di sequenza in sequenza, o in compagnia, per farsi coraggio durante le fasi più paurose.

In sostanza, il gameplay di Directive 8020 costituisce un passo in avanti tangibile non solo per la Dark Pictures Anthology, ma per il genere, risultando più vario e dinamico senza perdere minimamente la cura cinematografica dell’avventura.

Scricchiolii, luci intermittenti e jumpscare: un’atmosfera da brividi

Fatta eccezione per certe animazioni facciali ancora legnose, Directive 8020 offre una regia coinvolgente, che passa dalla classica terza persona alla prima in ambienti particolarmente claustrofobici.

Regia, illuminazione: l’atmosfera di Directive 8020 è curatissima

L’atmosfera del gioco è pregevole, con un ottimo uso delle funzionalità del controller PS5. L’illuminazione all’interno della Cassiopeia è opprimente, inquietante, così come il comparto audio che contribuisce alla creazione di jumpscare mirati. Peccato per il mixaggio non sempre ottimo, che talvolta ci impedisce di sentire bene alcune voci. Nonostante il concept abusato, l’avventura è intrattenente e funziona senza particolari scivoloni, fornendo anche un bel colpo di scena e alcune scelte morali non da poco, tutte da esplorare.

Dal punto di vista tecnico, il gioco è solido fatto salvo per alcuni crash che ci hanno portato a dover riavviare l’applicazione.

Efficace anche l’uso delle canzoni al termine di ogni capitolo, un’altra tradizione della Dark Pictures Anthology qui sapientemente sfruttata. La narrazione è intervallata da piccoli salti temporali che spezzano la linearità, forse innecessari a livello di trama, ma utili a rendere più dinamico il gameplay. Il cast è folto ma non tanto da confondere. Infine, il doppiaggio italiano è efficace.

8.5
Riassunto

Directive 8020 rappresenta un concreto salto in avanti non solo per Supermassive Games e per la Dark Pictures Anthology, ma per le avventure grafiche horror in generale. La storia segue le spaventose vicende di una catastrofica missione per colonizzare un nuovo pianeta. Il giocatore ha totale libertà di plasmare il carattere e il destino dei personaggi: la meccanica dei “Turning Points” permette di cambiare le proprie scelte e riavvolgere la trama in qualsiasi momento, esplorandone i numerosi risvolti. Il gameplay è più vario e coinvolgente, curato dal punto di vista della regia e dell’esperienza cinematografica. La storia non è originalissima, le sezioni stealth spezzano l’idillio, ma in generale si tratta di un’avventura solida che non ci ha delusi.

Pro
Atmosfera curatissima Tanti bivi narrativi e buon ritmo Gameplay rinnovato e più vario…
Contro
…ma la possibilità di utilizzare i Turning Points toglie tensione Alcune animazioni legnose Le parti stealth sono le meno entusiasmanti
  • Giudizio Complessivo 8.5
Scritto da
Chiara Ferrè

Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme. Cerco campi di battaglia, magici cappelli, lucertoloni volanti. Ho una penna e non ho paura di usarla.

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